Protocollo covid per il calcio dilettanti

Protocollo covid per il calcio dilettanti

Con l’accrescere dei contagi, la LND e la FIGC nei giorni scorsi hanno varato un nuovo protocollo da seguire per tutti gli sport di squadra a livello dilettantistico, in vigore dallo scorso 10 di gennaio, con la novità più importante che riguarda il Super Green Pass per tutti gli atleti di età superiore ai 12 anni. Di seguito la sintesi delle principali novità, mentre per il documento completo è possibile visitare la pagina dedicata sul sito LND, disponibile QUI.

-La partecipazione a competizioni, gare, tornei ed eventi agonistici, gare amichevoli e sedute di allenamento di gruppo, dilettantistici, giovanili e di base, di livello nazionale, regionale e provinciale, all’aperto o al chiuso (qualora permesse in base al colore delle Regioni di riferimento), è consentita esclusivamente ai soggetti muniti di Green Pass Rafforzato.

-In base alle normative vigenti, tale disposizione non si applica ai bambini/e sotto i 12 anni di età e ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute.

-Tutti i soggetti non in possesso di Green Pass Rafforzato non potranno svolgere alcuna delle attività sopracitate né all’aperto, né tantomeno al chiuso.

-In base alle normative vigenti, è fatto salvo, in ogni caso, sia in occasione delle competizioni/eventi sia degli allenamenti, l’obbligo di possesso della Certificazione Verde Covid-19 (cd. Green Pass base) per tutti coloro che svolgono attività lavorative o di formazione o di volontariato nei luoghi dove si svolge l’attività sportiva (a titolo esemplificativo e non esaustivo: allenatori/allenatrici, massaggiatori, fisioterapisti, magazzinieri, altri componenti dello staff) ad eccezione dei soggetti per i quali l’uso del Green Pass Rafforzato è previsto per legge (es. over 50).

Accesso del pubblico agli impianti sportivi:

-Il decreto legge 30 dicembre 2021 n. 229 dispone che l’accesso del pubblico agli eventi sportivi, consentito esclusivamente ai soggetti muniti di Green Pass Rafforzato, sia permesso nei limiti della capienza non superiore al 50% all’aperto e 35% al chiuso rispetto a quella massima autorizzata.

CU-47

bollettino Ufficiale del 13 gennaio

4 thoughts on “Protocollo covid per il calcio dilettanti

  1. Si è visto come i vaccini hanno bloccato i contagi sì ed evitato il blocco dei campionati. Ma i non vaccinati segreghiamoli, muriamoli vivi in casa. Così si risolve tutto. Faccio solo notare che il 95% dei giocatori era già vaccinato, che senso aveva accanirsi contro una fetta residuale di ragazzi che dal covid rischia poco o nulla? Ve lo dico io, nessuno. E quando anche il 100% non basterà? Ma non vi rendete conto che il gioco è truccato? Basta obbedire come servi senza dignità!

    • Quindi secondo te il fatto che nelle terapie intensive ci siano il 90 x cento di no Vax è frutto del caso? Ma se un medico un virologo. Un infermiere???????? Che lavoro fai x poter sentenziare così??? Devi studiare e poi parlare.

      • Questo provvedimento preso ora non ha nessuna base scientifica o sanitaria ma solo politica. Non sono uno scienziato ma so leggere i numeri molto meglio di tanti medici o virologi. Il vaccino obbligatorio andava fatto subito a settembre e poteva avere un senso. Iniziare il ciclo vaccinale ora probabilmente ha un effetto minore. L’età media dei no vax ricoverati è di 63 anni.
        Dimmi dunque che senso ha non far giocare mio figlio, un ragazzo di 15 anni non vaccinato che va regolarmente a scuola ed esce con i suoi coetanei. Sono un genitore vaccinato con 3 dose. Ha già perso 2 anni di calcio e questo sarà il terzo. Complimenti.

      • Non è vero che il 90% dei ricoverati nelle TI è non vaccinato. L’ultimo aggiornamento dell’Istituto superiore di Sanità parla di 60%, quindi il 40% è vaccinato. La quota di vaccinati nei decessi arriva al sessanta per cento. Si tratta, sia nel caso dei vaccinati come in quello dei non vaccinati, di percentuali che fanno riferimento a dati grezzi, che non tengono conto di importanti condizioni pregressi dei soggetti ricoverati o delle spesso già precarie condizioni di salute (fatto ormai ammesso anche dai virologi televisivi, considerato argomento negazionista fino a 10 giorni fa).
        Ma il punto non è questo. È l’assoluta insensatezza di queste regole. La variante omicron, più blanda certamente, evade la protezione del vaccino (tanto che in studi tedeschi e danesi si stima un’efficacia addirittura negativa della terza dose sul contagio, anche se non sulla forma grave della malattia). Basta guardarsi intorno per notarlo, magari spegnendo il televisore. Quindi questo provvedimento è inutile dal punto di vista sanitario, discriminatorio sotto il profilo legale, e ingiusto escludere, nella società dell’inclusione, dei ragazzi di 15 anni dalla pratica sportiva.

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