La Madonna di San Giorgio alla Costa di Giotto

La Madonna di San Giorgio alla Costa di Giotto

La Madonna di San Giorgio alla Costa, è un’opera giovanile di Giotto, una Maestà, eseguita a  tempera  su tavola con il consueto fondo oro che rimanda all’eternità, ad un cielo senza tempo e senza nuvole.Il dipinto è di notevoli dimensioni,  databile al 1295 circa ed è conservato nel Museo diocesano di Santo Stefano al Ponte a Firenze.
La Vergine è collocata su un trono marmoreo cuspidato, decorato con motivi  cosmateschi, con tessere di marmo policromo, rappresentato con una prospettiva centrale,  anche se intuitiva, che forma quasi una “nicchia” architettonica suggerendo un senso di profondità. La sommità della cuspide del trono, raffinata e ricercatamente elegante, appare dietro l’aureola di Maria.Anche il principio dell’unica fonte luminosa rende le figure e la loro collocazione nello spazio più realistica, come la forza espressiva,  altra prerogativa dello stile giottesco e di molte sue opere, dove i volti  dei personaggi catturano l’attenzione con i loro sguardi e la loro intensità di sentimenti. La Vergine, avvolta in un manto blu come il colore del cielo, regge e controlla il suo Bambino Gesù appoggiandolo sul ginocchio sinistro, mentre questi con posa solenne, come fosse un imperatore romano, tiene un rotolo delle Scritture nella mano sinistra e  fa il gesto benedicente con quella destra, segnando il centro della tavola in asse con la mano di Maria e il  suo piedino appena sotto.

Il manto della Vergine è rappresentato senza le tradizionali ageminature dorate e quindi risulta molto realistico per gli effetti di chiaroscuro; come veritiere sono anche le ciocche di capelli che escono  dalla cuffia rossa che copre  la testa di Maria.

In questi elementi sta l’originalità di Giotto che appare sempre più distante dalla tradizione bizantina se osserviamo anche le  fisionomie dei volti. Gli occhi  di Maria, ad esempio, sono quelli di una persona presente con sguardo concentrato sull’osservatore, per farlo partecipe dell’evento sacro e per questo accenna anche un malinconico sorriso, presagendo il futuro  che attenderà suo Figlio.

Il robusto Bambino Gesù anche se in atteggiamento da adulto tradisce la sua giocosità lasciando andare il piedino destro,  mentre due angeli raffigurati a mezzo busto  con il “loros” incrociato sul petto, osservano la scena dall’alto appoggiandosi in maniera molto realistica sul trono. Giotto non tralascia neppure i più piccoli dettagli, tanto che sia  le cordicelle che gli anellini  sorreggenti la stoffa che riveste il trono sono evidenziati con molta cura. Il tendaggio inoltre ha una decorazione geometrica molto ricercata di un bel colore che fa risaltare la figura della Vergine, seduta comodamente su un cuscino rosso, che appare imponente nella sua maestà ma vicinissima in tutta la sua umanità al fedele.

Elisa Marianini

L’opera si può ammirare fino al 29 ottobre presso il Museo Beato Angelico a Vicchio

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