Effetto radio dall’etere al web un convegno a Sesto il 22 aprile

Effetto radio dall’etere al web

sabato 22 aprile 2017

Casa del popolo Colonnata, Sesto Fiorentino (Firenze)

Video killed the radio star, cantavano i Buggles nel 1980. Ma si sbagliavano di grosso. Infatti secondo i dati diffusi dall’Unesco in occasione del #WorldRadioDay, la Giornata mondiale della radio che si è celebrata il 13 febbraio scorso, la radio è ancora oggi il mass media più utilizzato al mondo.

Sabato 22 aprile a Sesto Fiorentino si parlerà proprio della radio, a partire da una esperienza locale che ancora oggi resta nei ricordi popolari: quella della nascita nel 1976 di una delle prime radio libere italiane, Antenna Libera Toscana, fondata da un gruppo di giovani appassionati, tra cui il giornalista Daniele Calieri.

Per ricordare l’evento Sesto TV , Piana Notizie e Radio Geronimo, in collaborazione con il Comune di Sesto Fiorentino e con il patrocinio del Consiglio Regionale della Toscana, organizzano l’incontro dal titolo:

Effetto radio dall’etere al web

L’esperienza di Antenna Libera Toscana e le radio di oggi

In ricordo di Daniele Calieri

Dalle ore 16, presso la Biblioteca Civica Ernesto Ragionieri, Piazza della Biblioteca 4, Sesto Fiorentino dibattito sul tema: “Dove c’è radio c’è democrazia”.

In una società in cui dobbiamo fare i conti con una informazione drogata, che si gonfia di bufale e di “post-verità”, in un momento di crisi per l’informazione mainstream, la radio, la “sorella minore”, resiste con il suo carico di autenticità, perchè radio è partecipazione.

Intervengono:

Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino

Enrico Menduni, professore ordinario di Cinema, fotografia, televisione al DAMS dell’Università Roma Tre

Sandro Vannini, presidente del CORECOM, Comitato regionale per le comunicazioni, della Toscana

Marco Baldinotti, Radio Geronimo

Daniele Bianchini, Novaradio

Domenico Guarino, Controradio

Ore 20.00 – Unione Operaia di Colonnata, Piazza Rapisardi 6, Sesto Fiorentino. Buffet aperto a tutti i partecipanti

Ore 21.00 – Teatro dell’Unione Operaia di Colonnata

Amarcord Radio Antenna Libera Toscana

I fondatori di ALT rievocano la sua nascita nel 1976 e le sue attività fino alla chiusura delle trasmissioni nel 1983.

Antenna Libera Toscana

Altrimenti detta Radio ALT, Antenna Libera Toscana nasce nel 1976, seguendo l’ondata della nascita di radio private resa possibile da una sentenza della Corte Costituzionale che liberalizzava la trasmissione via etere in ambito locale. Le radio libere ebbero così copertura legale; da allora poterono moltiplicarsi su tutto il territorio nazionale.

Le radio libere potevano posizionarsi all’interno di una fascia di frequenza che andava da fm 88 a 104. ALT, una delle prime, si posizionò su FM 95.5.

I fondatori furono Fabio Chiari, oggi liutaio, Maurizio Lazzeretti, dipendente comunale, e il giornalista Daniele Calieri, scomparso nel 2015.

La sede era al primo piano dell’Unione Operaia di Colonnata, piazza Rapisardi 6 a Sesto Fiorentino (FI). L’allora presidente della Casa del popolo Piero Banchelli non esitò a dare fiducia a un gruppo di giovani deciso a praticare una informazione dal basso, collegata strettamente con le vita e le vicende della comunità sestese e della piana fiorentina.

Aderente a Arci Leid ( Lega emittenza democratica) e totalmente autofinanziata dagli animatori, la radio aveva un raggio di ascolto esteso fino a Firenze ovest, Prato e le colline di Scandicci. Trasmetteva programmi autoprodotti (redazionali di politica locale, interviste, quiz, radio romanzi) e musica (moderna, classica e jazz).

Dopo due anni la brutta sorpresa: un ponte radio realizzato sulla stessa frequenza dalla emittente Radio Centofiori (che faceva riferimento al Pci fiorentino) oscurò ALT, che si spostò, fino al 1983, sulla frequenza 107. Nel 1983 la chiusura.

La radio oggi

L’Unesco ha proclamato il 13 febbraio il #WorldRadioDay, la Giornata Mondiale della Radio. Tutti ancora ascoltano la radio, che è il mass media più utilizzato al mondo: in una settimana raggiunge il 94% degli adulti americani e nel 2016 sono state molte di più le persone che hanno acceso la radio di quante abbiano guardato la tv.

Una radio costa molto meno di un televisore e questo nelle zone più povere del pianeta fa la differenza. Nell’Africa sub sahariana il 73% degli agricoltori usa la radio per avere accesso a informazioni utili per il loro lavoro e in Sud Africa 9000 bambini hanno accesso all’educazione tramite radio. Nei paesi in via di sviluppo si calcola che siano attive 800 mila radio, mentre nel mondo 3,9 miliardi di persone ancora non hanno accesso a internet.

Nella parte più connessa del pianeta la Norvegia è stata la prima nazione ad abbandonare l’analogico per il digitale: l’11 gennaio 2017 alle 11.11 ha iniziato a dismettere le trasmissioni in AM/FM per passare completamente entro la fine del 2017 al Dab (Digital Audio Broadcasting). Tra le ragioni principali ci sono la migliore qualità del suono trasmesso e i minori costi di gestione.

La tecnologia digitale offre invece l’opportunità di produrre contenuti originali a basso costo, un po’ come capitava con le radio libere degli anni ’80, e che spesso vengono diffusi gratuitamente: ci sono innumerevoli piattaforme che consentono a milioni di artisti di auto prodursi e promuoversi, così come è aumentata a dismisura l’offerta di audio libri, radio, mixtape e tutto l’universo dei podcast.

Qual è il consumo di questa offerta audio digitale? Secondo The Infinite Dial, un report della società Edison Research che fotografa i consumi audio negli USA si stima che nel 2016 in media il 57% della popolazione, ossia 155 milioni di americani, abbia ascoltato ogni mese le radio online (e di questi il 76% possiede uno smartphone); in particolare, a farlo è il 79% dei giovani tra i 12 e i 24 anni e il 65% degli adulti tra i 25 e i 54 anni, mentre solo il 31% degli over 55 consuma contenuti audio digitali.

(Fonte : blog di Emanuela Macchiafava)

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