Per Rifondazione solo risposte insoddisfacenti da parte dell’amministrazione di Borgo sulla situazione scolastica

Il giorno 18/09/2017, durante il Consiglio Comunale, il gruppo consiliare PRC – L’altra Borgo ha presentato due interrogazioni all’Amministrazione Comunale, chiedendo chiarimenti 1) sulla situazione dei lavori di ampliamento della Scuola Primaria “Dante Alighieri”, per cui alcune classi svolgono le attività didattiche nei container, anziché nelle aule; 2) sulla sorte che attende nelle intenzioni dell’Amministrazione l’immobile di Via Don Minzoni, che fino allo scorso anno scolastico ospitava alcune classi della Scuola Primaria, ma che è tuttora frequentato dalle classi del CPIA 2 (Centro Provinciale Istruzione Adulti), istituto che offre percorsi finalizzati al conseguimento del titolo di studio per il primo ciclo di istruzione per molti rifugiati e richiedenti asilo del territorio.

A seguito delle risposte ricevute dall’Amministrazione (risposte totalmente insoddisfacenti), riteniamo di dover precisare:

  • L’inconsistenza delle scusanti addotte a giustificazione dei ritardi.
    L’Amministrazione si appella infatti alla necessità di rispettare le tappe di un lungo e articolato percorso tecnico/amministrativo che avrebbe dovuto portare all’assegnazione dei lavori e che sarebbe stato oggetto di una previsione troppo ottimistica sulla sua conclusione. Se tuttavia è già colpevolmente imprudente sottostimare i tempi di realizzazione del progetto quando si promette lo spostamento di bambini da una situazione di pericolo ad un’assemblea di genitori giustamente preoccupati (dato che il rischio sismico a cui i loro figli erano costretti nell’immobile di Via Don Minzoni era un fatto grave), è ancor più ingiustificabile nascondersi dietro alle maglie di una burocrazia che non avrebbe in ogni caso impedito di progettare lo spostamento delle classi da un plesso all’altro fin da quando nel 2014, contestualmente all’insediamento della Giunta, le verifiche tecniche sull’immobile di Via Don Minzoni furono depositate e restituirono un quadro di elevata criticità per l’edificio, permettendo così di realizzare i lavori per tempo e evitare l’uso dei container per supplire alla carenza delle aule. Questo è ancor più vero considerando che lo spostamento di tutte le classi della Primaria in Via Leonardo da Vinci era previsto dalla stessa Amministrazione già prima dell’assemblea pubblica con i genitori del 16/02/2017, ma originariamente solo come esito ultimo degli interventi di ampliamento di quest’ultimo plesso, i cui lavori erano già previsti ma non ancora completamente finanziati. È stata solo la mobilitazione dei genitori che ha costretto l’Amministrazione ad accelerare i tempi di un provvedimento che in tre anni non ha mai ritenuto urgente (ovvero lo spostamento dei bambini della Primaria da Via Don Minzoni), portandola ad una soluzione raffazzonata che si poteva evitare se fin da subito alla questione si fosse data la giusta importanza. Il danno è fatto, ma i container per quanto qualcuno possa ritenerli belli, non sono aule scolastiche e non deve essere normale che lì si svolgano le attività didattiche.
  • La sostanziale e vergognosa rimozione del problema delle classi che ancora frequentano l’immobile di Via Don Minzoni.
    Certamente per gli studenti che frequentano le classi del CPIA 2 non si può parlare di scuola dell’obbligo, ma questo non può costituire un elemento discriminante rispetto alla cura dovuta da parte dell’Amministrazione Comunale verso un immobile di cui detiene la proprietà e le cui criticità sono ben note. Se perciò, come sottolineato dall’Amministrazione, il CPIA 2 è sicuramente un’istituzione scolastica autonoma e svolge la sua funzione in ambito provinciale, non è tuttavia in alcun modo dubitabile la competenza comunale a provvedere nella valutazione del rischio e nelle misure da adottare rispetto alla sua prevenzione quando si parli di un immobile che appartiene al Comune e che è messo a disposizione di una scuola, qualunque essa sia e di qualunque ordine o grado si tratti. Ciò che appare dubitabile è al contrario che il non prendere alcun provvedimento costituisca proprio il provvedimento più idoneo per salvaguardare la sicurezza degli studenti del CPIA 2 rispetto al rischio elevato che ha portato allo spostamento frettoloso e mal riuscito dei più piccoli studenti della Scuola Primaria, accontentandosi della minore esposizione al rischio ottenuta dallo sgombero del primo piano dell’edificio. Evidentemente rifugiati e richiedenti asilo non spaventano tanto quanto i genitori della Scuola Primaria.

  • La preoccupante inconsistenza del piano per l’edilizia scolastica del Comune.
    È oggi necessario un piano per l’edilizia scolastica serio di fronte alle evidenti carenze delle strutture scolastiche comunali (accanto alla Scuola Primaria va ricordata infatti anche la Scuola Secondaria di Primo Grado, dato che anch’essa con l’immobile di Via Don Minzoni perde la possibilità di usufruire di alcuni laboratori e, malgrado l’inaugurazione fatta nella primavera del 2017 da parte dell’Amministrazione di un nuovo laboratorio di scienze, registra una crescente carenza di spazi, quanto mai utili ad una didattica innovativa). Tuttavia dei 3.450.000 euro stimati come necessari per attuare il progetto dell’Amministrazione 1.000.000 dovrebbe provenire dalla vendita della vecchia Scuola Elementare di Via Don Minzoni, che entra e esce del piano di alienazioni del comune senza mai essere venduta. È evidente perciò la mancanza di serietà per un progetto le cui necessità di investimento sono rimandate non ad un finanziamento concreto e ben programmato, ma ad un evento fortuito che stenta a farsi riconoscere come realistico.

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