Come cancellare la parola “umanitario” dalla legislazione italiana

Il decreto disumano

Come cancellare la parola “umanitario” dalla legislazione italiana

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono
dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di
fratellanza.(Art.1 Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo)

Dio è il bene che facciamo
e niente di più
(Franco Arminio)

Il 10 dicembre si ricordano i 70 anni della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo e il 25 dicembre festeggeremo il Natale che, per chi crede, è il momento della nascita di Cristo ma anche la festa dell’amore e dell’accoglienza e per chi non crede è ugualmente la festa della condivisione e della solidarietà.

Il nostro governo ha pensato bene di ricordare questi eventi approvando il “decreto sicurezza “ del ministro Salvini, imponendo la fiducia per evitare dissensi e discussioni, che abolisce la parola “umanitario” dalla nostra legislazione. Un decreto contro lo spirito della Costituzione repubblicana ( anche questa entrata in vigore 70 anni fa), contro le indicazioni della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, un decreto “disumano e anticristiano”.

Un decreto che smantellando quanto di meglio era stato fatto in questi anni per l’accoglienza di rifugiati e migranti si propone di alimentare paura e disordine per coprire la pochezza di un esecutivo approssimativo incapace di governare il paese ( scritto tra l’altro in modo incomprensibile ad un normale cittadino).
Finita l’emergenza concreta degli arrivi di migranti – piaccia o no, sono i numeri a dirlo -, l’emergenza deve continuare. Come? Creando le condizioni affinché le proprie profezie si avverino: 150mila persone finiranno per strada per gli effetti complessivi del Decreto “sicurezza”. Presumibilmente affluiranno nelle grandi città(…) le profezie che si autoavverano non sono più profezie, ma dati di triste realtà. C’è una logica nel Decreto cosiddetto Sicurezza, per chi la sappia davvero leggere. Creare il caos e, poi, organizzarlo. “(marco Dotti – Vita) .

Si sbandierano rosari e si impone come un obbligo culturale e religioso la costruzione di presepi nelle scuole, ma non si rispetta il messaggio contenuto nei vangeli e nel raccolto della nascita, avvenuta in una grotta o stalla, perchè la famiglia era stata respinta dai luoghi dell’accoglienza, mentre aveva ricevuto la solidarietà della gente semplice e povera che accorse in aiuto portando semplici doni.
Oggi invece i pastori si sono incatttiviti e credono più a Erode che al profeta.
Nei giorni scorsi è iniziata la caccia alle streghe di migranti che hanno avuto la protezione umanitaria e che per questo devono andare per legge e ad horas in mezzo alla strada, come dimostrano le lettere delle prefetture diramate in giro per l’Italia. Non è prevista per queste persone alcuna forma di Welfare per il periodo di integrazione, cosa che fino ad oggi poteva accadere regolarmente con l’inserimento negli Sprar.
Di più: avendo cancellato la protezione umanitaria come forma speciale di protezione per persone con diverse problematiche alle spalle ed un futuro possibile in Europa, l’Italia ha di fatto decretato l’irregolarità a vita di decine di migliaia di attuali residenti. I più ottimisti parlano di almeno 60 mila nuovi irregolari “prodotti” dal Decreto, i quali non potranno essere rimpatriati ma nemmeno integrati e non potranno nemmeno stabilirsi in altre nazioni europee. Nessuna norma transitoria per i 180 mila migranti già ospiti nei diversi centri italiani si rintraccia nel testo normativo.”(vita)
Tra queste persone ci sono anche donne che hanno partorito nel loro viaggio della speranza, dopo aver ricevuto violenze e soprusi ,e come novelle “madonne” invece di essere umanamente accolte vengono lasciate al loro destino dall’Erode di turno anche se è solo un bullo di periferia.

Nemmeno la pessima Legge Bossi-Fini era arrivata a tanto nel suo essere contro l’immigrazione, infatti conteneva anche gli articoli che hanno dato vita agli Sprar.

Non più accoglienza diffusa e progetti di inclusione gestiti in collaborazione tra comuni e terzo settore , ma grandi centri di detenzione da affidare a società private che già in questi anni sono state protagoniste di episodi di corruzione e mala gestione.

Ampliando la possibilità di fermo da 90 a 180 giorni senza nessuna condanna ma per il solo fatto di vivere una condizione , quella di rifugiato o di migrante. Una vera guerra ai poveri , e non certo alla povertà, come dimostrano anche altri articoli del decreto rivolti anche ai cittadini italiani.

Con l’attiva cooperazione dei governi e di altre figure pubbliche che trovano nel farsi complici dei pregiudizi popolari l’unico espediente per non affrontare le vere cause dell’incertezza esistenziale che assilla i loro elettori, i “richiedenti asilo” ormai hanno preso il posto delle streghe iettatrici e di altri malfattori impenitenti, degli spettri maligni e dei folletti delle leggende metropolitane di una volta “ scriveva Z. Baumann oltre dieci anni fa e da allora si sono fatti solo passi indietro.
Il massimo dell’ipocrisia si raggiunge nel cambiare il nome allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati ) che diventa Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori non accompagnati. In pratica si cancellano i rifugiati in coerenza con l’annullamento del termine “umanitario” dalla nostra legislazione.

Tanta disumanità viene temperata dai commi 5 e 6 dell’Art.12 che stabiliscono che per “ I richiedenti asilo presenti nel Sistema di protezione (…)alla data di entrata in vigore del presente decreto, rimangono in accoglienza fino alla scadenza del progetto in corso, gia’ finanziato. Lo stesso dovrebbe valere per i titolari di protezione umanitaria che “alla data di entrata in vigore del presente decreto, rimangono in accoglienza fino alla scadenza del periodo temporale previsto dalle disposizioni di attuazione sul funzionamento del medesimo Sistema di protezione e comunque non oltre la scadenza del progetto di accoglienza.”
Intanto ci sono prefetture che inviano lettere ai centri Sprar in cui c’è scritto testualmente:
si fa presente che cesseranno conseguentemente (con l’approvazione del decreto Ndr) i servizi di accoglienza nei confronti di titolari di protezione umanitaria che dovranno pertanto essere invitati a lasciare codeste strutture, significando che questa Prefettura non corrisponderà il pagamento delle somme per i servizi di accoglienza nei confronti dei suddetti stranieri che dovessero rimanere nella struttura”.
Le inutili prefetture sono più realiste del re non rendendosi neppure conto  dell’assurdità di alcune situazioni per cui intere famiglie possono finire sulla strada con tanto di figli minori, mentre il minore non accompagnato resta nella struttura. Siamo fuori dalla costituzione e dal diritto internazionale. Una vergogna di cui sono complici tutti coloro che l’hanno votato e contribuiranno a farlo diventare legge dello stato.
“Le affermazioni di principio e gli slogan ideologici devono confrontarsi con un volto preciso, entrare in un faccia a faccia con una persona che chiede asilo, protezione, futuro, accoglienza. Non ci si dovrebbe mai dimenticare che dietro alle decisioni politiche e alle leggi sull’immigrazione vi è la sfida che il corpo del povero porta con sé: e la nostra risposta a questa sfida non può essere un piede che schiaccia la mano appesa al bordo di un barcone.  “(E.Bianchi)

Il decreto favorendo l’irregolarità e la clandestinità impedirà l’acceso anche ai servizi sanitari e questo comporterà un peggioramento delle condizioni di salute degli stranieri sul nostro territorio come denunciato da Medici Senza Frontiere e dalle associazioni che si occupano di assistenza e, come ha scritto Daniela Minerva, “i germi non guardano in faccia nessuno, e ringraziano il decreto insicurezza”.

Il contrasto tra il decreto e le norme costituzionali e internazionali sul diritto umanitario pone poi una questione di fondo per il futuro della democrazia come ha sottolineato Nadia Urbinati :” A fianco delle altre grandi questioni che la svolta populista globale rappresenta e determina, quello della trasformazione delle democrazie costituzionali in costituzionalizzazioni di una maggioranza è un problema spinoso gravido di conseguenza che devono farci ponderare sul significato e l’estensione dell’antica massima per la quale la libertà si protegge limitando “il governo degli uomini”. Per fermare un treno che potrebbe deragliare, con danno per tutti, non solo per i rifugiati, non si deve dimenticare che nell’età costituzionale le dittature hanno iniziato con il togliere i diritti alle minoranze, aprendo la strada alla discrezionalità ( diceva Mussolini che nella sua “concezione non esiste la divisione dei poteri”) che si è tradotta in governo di polizia per tutti”.

Stiamo percorrendo la strada contraria alle regole della democrazia liberale nell’indifferenza generale.

Ma se l’obiettivo di “migrazione zero” auspicato( a parole) dalle forze politiche oggi maggioritarie si realizzasse, la popolazione scenderebbe di 6 milioni – somma algebrica di meno 11 milioni per i minori di 70 anni, e di un aumento di quasi 5 milioni per i maggiori di tale età. E, infine , questo avvitamento negativo, se non interrotto, aggraverebbe enormemente la situazione nei decenni successivi, rendendo “insostenibili” i livelli di benessere raggiunti ( Al netto dell’immigrazione la popolazione scenderebbe a 51 milioni circa nel 2050 e a 47 nel 2060)” ( Massimo Livi Bacci).

Continuo a ribadire che abbandonate le paure inesistenti e le forzature ideologiche il fenomeno migratorio potrebbe essere governato , a livello europeo, con quote migratorie indispensabili per il lavoro ( senza bisogno di permessi umanitari) e corridoi umanitari per le situazioni di guerra e violenza per rifugiati, perseguitati e richiedenti asilo.

Queste politiche crudeli stanno avvelenando e incattivendo la società, in Italia e in Europa. Stanno seminando la paura e l’odio per i diversi. Stanno screditando, con la diffamazione di quanti salvano vite umane, la pratica elementare del soccorso di chi è in pericolo di vita. Stanno fascistizzando il senso comune. Stanno, in breve, ricostruendo le basi ideologiche del razzismo; il quale, come affermò lucidamente Michel Foucault, non è la causa, bensì l’effetto delle oppressioni e delle violazioni istituzionali dei diritti umani: la «condizione», egli scrisse, che consente l’«accettabilità della messa a morte» di una parte dell’umanità. “( Luigi Ferrajoli)

Come ho già scritto (QUI)con l’odio e il risentimento non si governano i problemi né tanto meno un paese.Rancore e paura non sono il passaporto per il futuro. Si otterrà solo isolamento internazionale, maggiore insicurezza, sperpero di denaro pubblico, ma queste sono le conseguenze di quando la propaganda si sostituisce alla politica e l’immigrato diventa il capro espiatorio di incapacità e inefficienza nel governo della cosa pubblica e nelle risposte da dare ai problemi reali dei cittadini.
Di fronte a provvedimenti come questo decreto come diceva Don Milani “L’obbedienza non è una virtù”.

Il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo. ( Preambolo della Dichiarazione universale)

Leonardo Romagnoli

4.12.18

PS. le opinioni espresse in questo e altri articoli sono frutto di una riflessione personale e non coinvolgono la radio.

Accoglienza e legalità

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