Ci sono stagioni che non si vincono soltanto in classifica. Si vincono nei silenzi degli allenamenti, nelle mani che tremano prima di una ricezione decisiva, negli sguardi tra compagne quando la palla pesa più del normale. La Polisportiva San Piero a Sieve ha vinto il campionato di Seconda Divisione Femminile, Girone B, con 62 punti, 21 vittorie in 26 gare e un primo posto che racconta molto. Ma non tutto.
Il vero capolavoro è arrivato nel finale. In Gara 1 e Gara 2, contro Empoli Pallavolo, le ragazze di Fabrizio Borsotti e Riccardo Zannoni sono andate a prendersi la Prima Divisione con carattere, lucidità e personalità. Non l’hanno aspettata: l’hanno cercata, costruita, meritata.
Perché nel volley, prima di attaccare, bisogna ricevere. Prima di chiudere un punto, bisogna costruirlo. Prima di vincere un campionato, bisogna saper stare insieme. E San Piero lo ha fatto con una maturità rara: ruoli chiari, fiducia nello staff, continuità nelle scelte, compattezza nei momenti in cui una stagione può cambiare traiettoria su un solo pallone.
Il campo, alla fine, resta democratico. Non ascolta proclami, non accetta alibi, non si commuove davanti alle intenzioni. Restituisce. E quest’anno ha restituito alla pallavolo della Polisportiva San Piero a Sieve una parola semplice e bellissima: campionesse.
Gianni Brera scriveva che “lo sport è il teatro dove l’uomo recita la propria verità”. E la verità di questa squadra è stata limpida: competenza, gruppo e visione possono trasformare un risultato in conseguenza naturale di un’idea.
Vincere non è mai solo arrivare primi. Vincere è dimostrare di avere attraversato la fatica senza perdere identità.

