Il conto alla rovescia è partito. Il 2 maggio 2026 il Mugello torna ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti del trail running: Ultra Trail Mugello, nel cuore della Badia di Moscheta, nel territorio di Firenzuola.
Non è solo una gara. È un’immersione totale nella montagna, tra boschi fitti, sentieri tecnici e paesaggi poco battuti, dove ogni passo cambia ritmo e prospettiva.
Un percorso che mette alla prova
Chi partecipa lo sa: qui si corre, ma soprattutto si resiste. Il dislivello si fa sentire e il terreno non concede molto. L’evento propone più distanze, pensate per diversi livelli di preparazione.
La prova più impegnativa è la UTM da 60 km con 3200 metri di dislivello positivo, valida come Prova Unica del Campionato Regionale UltraSkyMarathon. A seguire la MMT da 43 km con 2300 D+, la MT da 24 km con 1280 D+ e la distanza più accessibile, la MET da 12 km con 650 D+, aperta anche in modalità non competitiva e inserita nella Coppa Italia giovani FISky.
Posti limitati e iscrizioni aperte
L’organizzazione ha fissato numeri chiari: pettorali contingentati, con circa 150 partecipanti per le distanze principali. Un limite che punta a mantenere sostenibile l’evento e a preservare i percorsi.
Chi vuole esserci deve muoversi in anticipo. Le iscrizioni sono già aperte sul sito ufficiale.
Non solo gara, un intero weekend
L’Ultra Trail Mugello non si esaurisce nella competizione. Attorno alle gare ruota un programma pensato anche per chi non corre.
Tra le iniziative previste c’è la Passeggiata della Biodiversità, accessibile anche con joelette, e un seminario dedicato alla gestione della fatica, tema centrale per chi affronta distanze lunghe e percorsi tecnici.
L’idea è chiara: trasformare la manifestazione in un’esperienza più ampia, legata al territorio e al contatto diretto con l’ambiente.
Correre qui cambia il passo
Chi conosce questi sentieri sa che non è una gara come le altre. Il Mugello più autentico, lontano dalle strade principali, impone un ritmo diverso.
Si corre meno per il cronometro e più per restare dentro al percorso, tra silenzi, salite lunghe e discese che chiedono attenzione.
È qui che nasce il senso dell’evento: non solo arrivare, ma vivere davvero la montagna.

