Ci sono partenze che fanno rumore anche quando avvengono in silenzio. Una borsa preparata, una palestra lasciata alle spalle, i saluti di chi ti ha visto crescere e quella sensazione strana di andare lontano portandosi dentro casa.
La storia di Tommaso Romei parte anche da qui: dal Mugello, da un territorio che conosce bene il valore della fatica, della pazienza e dei sogni costruiti senza scorciatoie. Prima Merano con l’Alperia, poi l’Austria con il Bregenz Handball adesso la chiamata dalla Germania dal VFL Potsdam 1990. Questa società è cresciuta negli ultimi anni fino a raggiungere la massima serie tedesca, la seconda divisione tedesca, uno dei campionati più competitivi al mondo. Per Tommy poi c’è in mezzo, la maglia azzurra, che non è mai solo una divisa, ma un’emozione difficile da spiegare.
Tommaso non è soltanto un giovane atleta che sta crescendo nella pallamano europea. È un ragazzo che ha avuto il coraggio di allontanarsi presto da ciò che conosceva, di mettersi alla prova, di cambiare città, lingua, abitudini e compagni. Ogni trasferimento è stato una piccola scommessa su se stesso. Ogni nuova squadra, una porta aperta e insieme una responsabilità.
Nel suo ruolo, quello del pivot, non c’è spazio per chi cerca scorciatoie. Si vive nel traffico dell’area, tra contatti, spinte, attese, sguardi rapidi con i compagni. È un ruolo fatto di sacrificio e presenza, spesso lontano dagli applausi più facili. Ma proprio lì, dove la pallamano diventa quasi una lotta corpo a corpo con il destino, Romei ha costruito la sua identità.
L’Austria gli ha dato respiro europeo, esperienza, maturità. La Germania, adesso, rappresenta un passo ancora più grande. Non soltanto perché lì la pallamano è una cosa seria, vissuta con passione e competenza, ma perché ogni atleta che arriva in quel mondo sa di dover dimostrare qualcosa ogni giorno.
Eppure, dietro questo percorso, resta l’immagine più semplice: quella di un ragazzo mugellano che continua a camminare senza dimenticare da dove è partito. Perché il successo, quando arriva così, non cancella le radici. Le porta più lontano.
La maglia azzurra aggiunge un altro pezzo al racconto. Indossarla significa sentire addosso il peso bello di un Paese, di una squadra, di chi guarda da casa e magari si emoziona vedendo uno dei propri arrivare fin lì. Per un giovane atleta, è insieme traguardo e promessa.
Il viaggio di Tommaso Romei racconta che lo sport non è fatto solo di risultati, contratti e nuove destinazioni. È fatto anche di nostalgia, coraggio, solitudine, amicizie nate negli spogliatoi, allenamenti duri e telefonate a casa dopo giornate complicate.
La Germania sarà un nuovo inizio. Un’altra palestra, altri volti, un’altra lingua sportiva da imparare. Ma anche un’occasione preziosa per confermare ciò che il suo cammino ha già mostrato: che il talento conta, ma conta ancora di più la capacità di restare fedeli a se stessi mentre tutto intorno cambia. La squadra del VFL Potsdam disputa le proprie partite casalinghe alla MBS Arena di Potsdam e negli ultimi anni ha conquistato la promozione, confrontandosi con alcune delle squadre più forti d’Europa.
Per il Mugello, Tommaso è motivo d’orgoglio. Per la pallamano italiana, è un segnale importante. Per chi sogna, è una storia da guardare con attenzione: perché dimostra che anche da una terra apparentemente lontana dai grandi riflettori si può partire e arrivare lontano.
Non sappiamo ancora quali pagine scriverà in Germania. Ma una cosa è certa: Tommaso Romei ha già trasformato il suo percorso in qualcosa che va oltre lo sport. Lo ha reso una storia di crescita, coraggio e appartenenza. Una di quelle storie che ricordano a tutti che partire non significa lasciare tutto, ma portare il proprio mondo un po’ più avanti.
Buon lavoro grande Tommy !!!

