Il costo delle scuole calcio italiane non può essere indicato come una delle principali cause della crisi del calcio nazionale senza considerare le spese sostenute ogni giorno dalle società sportive. È questa la posizione espressa da Paolo Mangini, presidente del Comitato Regionale Toscano della Lega Nazionale Dilettanti.
La riflessione arriva dopo le critiche emerse negli ultimi anni, soprattutto in seguito alle eliminazioni della Nazionale maggiore dai Mondiali. Secondo alcune voci del mondo sportivo, il talento dei giovani calciatori italiani rischierebbe di andare disperso anche a causa delle quote richieste alle famiglie.
I costi sostenuti dalle società
Mangini sottolinea come, nel dibattito sulle rette delle scuole calcio, vengano raramente ricordati i costi affrontati da presidenti e dirigenti per garantire il servizio.
Le società devono sostenere spese sempre più elevate, mentre il sostegno economico da parte delle istituzioni viene definito sporadico e spesso insufficiente.
A incidere sono anche i nuovi adempimenti previsti dalla normativa. Il riferimento è al decreto legislativo 36 del 2021, che secondo il presidente del Comitato toscano avrebbe aumentato gli obblighi a carico delle associazioni senza introdurre un adeguato equilibrio tra costi e benefici.
Più qualità e personale qualificato
Negli stessi anni, molte società dilettantistiche hanno cercato di migliorare la qualità dei propri servizi, affidandosi a tecnici e collaboratori qualificati.
L’obiettivo, evidenzia Mangini, non è soltanto quello di sviluppare le capacità sportive dei bambini e dei ragazzi. Le scuole calcio svolgono anche una funzione educativa, contribuendo alla formazione personale dei giovani.
Per questo le società vengono descritte come vere e proprie agenzie educative presenti sul territorio, capaci di affiancare la famiglia e la scuola nel percorso di crescita.
Il ruolo sociale delle scuole calcio
Il presidente del Comitato Regionale Toscano richiama anche i cambiamenti avvenuti negli spazi di socialità dei più giovani.
Gli oratori sono meno presenti rispetto al passato, mentre il gioco nelle strade, nei giardini e nelle piazze è diventato più raro. In alcuni luoghi sono stati persino introdotti divieti che impediscono di giocare a pallone.
In questo contesto, le scuole calcio e le società dilettantistiche rappresentano spesso uno dei pochi luoghi organizzati nei quali ragazze e ragazzi possono praticare sport con continuità.
Il richiamo alla Costituzione
Mangini collega il ruolo delle associazioni sportive all’articolo 33 della Costituzione, che riconosce il valore educativo e sociale dell’attività sportiva, oltre alla sua funzione nella promozione del benessere psicofisico.
Da qui il rifiuto di attribuire alle società dilettantistiche la responsabilità del declino del calcio italiano.
Secondo il presidente, queste realtà continuano infatti ad accogliere giovani calciatori e calciatrici ogni giorno, sostenendo il proprio impegno attraverso sacrificio, passione e professionalità.

