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Promozione Girone A: equilibrio sottile e tensione vera

di Leonardo Romagnoli

Mugello, calcio, comunità: qui nessuno può permettersi di rallentare

ll campionato come una lunga salita: all’inizio sembra regolare, poi il fiato corto, gli strappi improvvisi, le gambe che bruciano. La Promozione Toscana – Girone A vive esattamente questo momento. Quindici giornate archiviate, il 2025 che si chiude lasciando una classifica corta, nervosa, pronta a esplodere alla ripresa. In alto una fuga che profuma di autorità, sotto una lotta salvezza già feroce. In mezzo, il terreno più instabile: quello delle ambizioni.

La vetta: Lampo Meridien 1919 detta il passo
Il Girone A ha un padrone chiaro. Il Lampo Meridien 1919 guarda tutti dall’alto con 36 punti, undici vittorie e un dato che pesa come un macigno: sei gol subiti in quindici partite. La squadra di Benesperi viaggia con una solidità quasi spietata, costruendo il primato giornata dopo giornata, senza rumore ma con continuità.

Alle spalle provano a resistere Montelupo (29) e Jolo Calcio (28). Inseguitrici credibili, ma fin qui incapaci di tenere il ritmo costante imposto dalla capolista.

Zona play-off: equilibrio sottile, ambizioni pesanti
Subito dietro si apre una terra di mezzo affollata e pericolosa. Il Pietrasanta è la squadra che perde meno: una sola sconfitta, 26 punti, e la sensazione di poter sempre restare in partita.

Il Cubino (24) è la rivelazione che accende il campionato con fiammate offensive improvvise. A quota 22 convivono ambizioni diverse ma legittime: il Forte dei Marmi 2015 e il Luco, quest’ultimo orgoglio del Mugello. Subito sotto, il Pontebuggianese (21) resta in scia, pronto ad approfittare di ogni incertezza.

Mugello: tra solidità, rimpianti e urgenze
Lo sguardo si stringe sulla valle. Il Luco interpreta il campionato con equilibrio e coraggio: 20 gol fatti, presenza costante nella parte sinistra della classifica e la sensazione di potersela giocare con chiunque.

Più complicato il cammino della Fortis Juventus 1909. I 14 punti raccontano una stagione bloccata dai troppi pareggi (otto), come se ogni partita restasse sospesa a metà. La classifica non condanna, ma nemmeno rassicura.

In fondo, il quadro più delicato riguarda il San Piero a Sieve. Undici punti, difficoltà evidenti e un 2026 che deve diventare l’anno della svolta per evitare che il distacco diventi irreparabile.

Centro e bassa classifica: nessuno è al sicuro
La zona centrale è un territorio instabile. Montignoso e San Marco Avenza 1926 viaggiano appaiate a 19 punti, alternando prestazioni convincenti a improvvisi vuoti.

Il Settimello (17) prova a tenere distanza dalla bagarre, mentre Firenze Ovest e Fortis Juventus condividono quota 14, con lo sguardo più rivolto dietro che avanti.

La zona rossa resta la più inquieta. Il Casalguidi Calcio 1923 (13) è invischiato, ma ancora agganciato al gruppo. Più critica la situazione dell’Urbino Taccola, ultimo con 4 punti, ancora senza vittorie: qui la salita è ripida e il tempo inizia a pesare.

Oltre la pausa: cosa racconta davvero la classifica
Il Girone A riparte senza verdetti, ma con indicazioni chiare. Il Lampo Meridien corre davanti a tutti, ma il gruppo alle spalle è pronto a trasformare ogni giornata in uno snodo decisivo. In basso, ogni punto pesa come una finale.

Il 2026 dirà se questa salita premierà la continuità o il coraggio di cambiare passo. Una cosa è certa: la Promozione non aspetta nessuno.

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