A Vicchio prende forma un progetto che guarda al calcio giovanile con un’idea precisa: accompagnare i ragazzi in uno dei passaggi più delicati del loro percorso sportivo, quello tra scuola calcio e attività agonistica. L’ASD Sandro Vignini Vicchio, con il patrocinio di AIAC nazionale, Comune di Vicchio, Misericordia di Vicchio e Unione Montana dei Comuni del Mugello, ha presentato al Teatro Giotto il progetto “Non è mai troppo tardi… per andare avanti”, dedicato ai Giovanissimi B 2013.
La presentazione è avvenuta durante la serata dedicata a Picchio De Sisti, in un contesto che ha dato ancora più peso a un’iniziativa costruita non solo sul piano tecnico, ma anche su quello educativo.
Un passaggio decisivo per i giovani calciatori
L’idea nasce da un’esigenza concreta: sostenere i ragazzi nel momento in cui il calcio smette di essere soltanto gioco e inizia a richiedere metodo, continuità e maggiore consapevolezza. È una fase spesso sottovalutata, ma decisiva per capire se un giovane atleta riuscirà a restare dentro questo mondo con entusiasmo e motivazione.
Il progetto si sviluppa su quattro direttrici, sportiva, educativa, sociale e motivazionale. Il punto non è soltanto migliorare in campo, ma costruire un ambiente capace di far crescere i ragazzi in modo completo, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.
Allenamenti, metodo e attenzione alla persona
Il percorso prevede tre allenamenti settimanali e una programmazione tecnica e formativa strutturata. La linea scelta dalla società punta su un lavoro progressivo, personalizzato e attento alle caratteristiche di ogni ragazzo.
Al centro ci sono la tecnica individuale, il gioco collettivo e la crescita graduale. L’obiettivo è dare ai giovani strumenti veri, senza forzature e senza improvvisazioni, in una fase in cui differenze fisiche, tempi di maturazione e tenuta mentale possono incidere molto.
Tra gli elementi previsti c’è anche la valutazione preventiva dell’età biologica, scelta che conferma l’attenzione del club per un approccio più preciso e meno standardizzato.
Il ruolo delle famiglie e della comunità
Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda il patto formativo condiviso con le famiglie. La società, in sostanza, prova a costruire un percorso in cui ragazzi, allenatori e genitori abbiano obiettivi chiari e responsabilità definite.
Non si tratta quindi soltanto di organizzare una squadra, ma di creare una cornice educativa stabile. In questo senso il legame con il territorio resta centrale: Vicchio e il Mugello non fanno solo da sfondo, ma diventano parte attiva di un’idea di sport come spazio di crescita e relazioni.
La linea tecnica scelta dalla società
A guidare il gruppo saranno Leonardo Lorini e Carlo Fabbri, entrambi tecnici UEFA C. Gli allenamenti saranno impostati con il gioco come strumento principale per sviluppare scelta, autonomia e senso di responsabilità.
La direzione tecnica del progetto conferma una visione chiara: il calcio giovanile non può ridursi al risultato immediato. Conta di più dare basi solide, abituare i ragazzi a leggere le situazioni, farli lavorare con continuità e mantenerli dentro un ambiente credibile.
Un progetto che guarda oltre la categoria
Per Andrea Lorini, vicepresidente e direttore tecnico dell’ASD Vicchio Sandro Vignini, il valore del progetto sta soprattutto nella possibilità di offrire ai ragazzi un contesto serio e motivante, capace di accompagnarli nel tempo. Il messaggio è netto: formare adesso significa dare ai giovani la possibilità di restare nel calcio anche negli anni futuri, a prescindere dalla categoria che riusciranno a raggiungere.
La prospettiva è quindi ampia. Non c’è soltanto l’idea di far crescere calciatori, ma di tenere i ragazzi vicini a uno sport che può ancora rappresentare un luogo autentico di formazione personale.
L’attenzione dell’AIAC nazionale
Anche Renzo Ulivieri, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio, ha messo in evidenza il peso educativo dell’iniziativa. Il progetto, nella sua lettura, tocca un segmento preciso del calcio giovanile e prova a parlare soprattutto agli allenatori che lavorano nella fase di passaggio verso l’agonismo.
L’impostazione proposta ruota attorno a alcuni principi chiari: la centralità della palla, l’apprendimento attraverso il gioco e l’utilità del lavoro tecnico analitico, purché inserito nella giusta misura. A questo si aggiunge il valore sociale del calcio, visto come strumento di inclusione e condivisione.
La scelta dell’ASD Sandro Vignini Vicchio
Con “Non è mai troppo tardi”, l’ASD Sandro Vignini Vicchio rafforza una linea già riconoscibile: offrire ai giovani un ambiente sano, formativo e stimolante. Il calcio, in questa visione, resta un mezzo. Serve per migliorare, per imparare regole e responsabilità, ma anche per costruire legami che abbiano un peso reale nel tempo.
Per la società mugellana il progetto dedicato ai 2013 è più di una semplice novità organizzativa. È una scelta di campo, nel senso più pieno del termine.



