Il 31 maggio 2026 il Mugello Circuit, celebrerà un traguardo pesante nella storia del motociclismo: il 50esimo anniversario del Gran Premio d’Italia del Motomondiale sulla pista mugellana. Un compleanno che riporta indietro nel tempo, fino al 16 maggio 1976, giorno in cui il Mugello entrò per la prima volta nel calendario iridato.
Il primo GP al Mugello
All’epoca la classe regina era la 500cc. La prima pole position porta la firma di Giacomo Agostini, uno dei nomi più grandi della storia delle due ruote, in quella occasione in sella a una Suzuki. In gara, però, a imporsi fu il compagno di squadra Barry Sheene, che scrisse il primo capitolo vincente del Motomondiale al Mugello.
Da lì in poi, il circuito toscano è diventato uno dei riferimenti assoluti del mondiale, sia per la sua conformazione tecnica sia per il legame con il pubblico italiano.
Le gare che hanno segnato un’epoca
Tra le pagine più ricordate ci sono il successo di Kenny Roberts con Yamaha nel 1978 e quello di Freddie Spencer con Honda nel 1986, due vittorie rimaste nella memoria degli appassionati.
Negli anni successivi il Mugello ha continuato a incoronare campioni. Nel 1992 tocca a Kevin Schwantz su Suzuki, mentre dal 1994 al 1997 è Mick Doohan a lasciare il segno con cinque vittorie consecutive su Honda, una striscia che racconta bene il suo dominio in quel periodo.
Gli anni Novanta e l’esplosione dei talenti italiani
Gli anni Novanta al Mugello non sono soltanto quelli dei grandi campioni internazionali. Sono anche gli anni in cui il pubblico italiano ritrova i suoi idoli. In 250cc si mette in evidenza Max Biaggi, mentre in 125cc comincia a costruire la sua leggenda Valentino Rossi.
Per il pilota di Pesaro, il Mugello diventa presto una pista speciale. Proprio qui, nel 1997, arriva la sua prima vittoria sul tracciato toscano. Non resterà un caso isolato.
Il Mugello di Valentino Rossi
Dopo quel primo successo, Valentino Rossi trasforma il GP d’Italia in uno dei suoi territori preferiti. In totale saranno nove vittorie al Mugello, di cui sette consecutive nella classe regina dal 2002 al 2008. Le prime due arrivano con Honda, le successive con Yamaha.
Per anni il pubblico del Mugello si è identificato con quei pomeriggi in cui il rumore del circuito si mescolava alla festa sugli spalti. Il legame tra Rossi e questa pista resta uno dei simboli più forti del motociclismo italiano moderno.
Il ritorno dell’Italia sul gradino più alto
Dopo l’ultima vittoria del Dottore, per riascoltare l’inno di Mameli al Mugello bisogna aspettare il 2017, quando a vincere è Andrea Dovizioso con Ducati. Due anni più tardi, nel 2019, arriva un altro successo italiano con Danilo Petrucci, ancora in sella alla moto di Borgo Panigale.
Da quel momento in avanti, il peso della Ducati al Mugello cresce sempre di più, fino a diventare il dato dominante delle stagioni più recenti.
Il dominio Ducati e l’attesa per il 2026
Gli ultimi anni parlano soprattutto italiano. Francesco Bagnaia, per tutti Pecco Bagnaia, firma una tripletta consecutiva dal 2022 al 2024, confermando il rapporto sempre più stretto tra il Mugello e la Ducati. Poi, nello scorso anno, è stato Marc Marquez a imporsi sulla pista toscana, aggiungendo un altro nome di peso all’albo d’oro del Gran Premio d’Italia.
L’edizione del 31 maggio 2026 avrà quindi un valore che va oltre la semplice gara. Sarà una data simbolica, un passaggio che unisce mezzo secolo di storia, campioni leggendari e una passione che al Mugello continua a restare intatta.
Con Aprilia e Ducati tra le case più attese della stagione, il cinquantesimo anniversario del Motomondiale sul circuito toscano si annuncia come uno degli appuntamenti più significativi dell’anno per il motociclismo italiano.

