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Motomondiale il parere di Paolo Beltramo

di Leonardo Romagnoli

Fin da ragazzo ha coltivato una passione autentica per le moto. A soli 12 anni approfittava delle occasioni per prendere in prestito dai cugini una Gilera Giubileo 98 o una Moto Guzzi 235, utilizzandole per brevi escursioni nelle strade di campagna. Un interesse che, con il passare degli anni, si è trasformato in una vera professione.

Dopo aver conseguito la maturità, ha lavorato per circa un anno e mezzo come meccanico specializzato in motociclette, un’esperienza che gli ha consentito di approfondire la conoscenza tecnica del settore e di consolidare ulteriormente il legame con il mondo delle due ruote.

L’esordio nel giornalismo motociclistico

L’ingresso nel giornalismo sportivo arriva nel 1977. La prima gara seguita da inviato è la storica 200 Miglia di Imola, disputata il 3 aprile di quell’anno. Un appuntamento che segna l’inizio di una lunga carriera dedicata al motociclismo e alle competizioni internazionali.

Negli anni successivi collabora con alcune delle più importanti testate italiane, tra cui la Repubblica, Il Giorno, Il Giornale e La Gazzetta dello Sport. Parallelamente firma articoli e approfondimenti per numerose riviste specializzate come Motociclismo, Moto Sprint e Riders, diventando uno dei riferimenti del giornalismo motociclistico italiano.

L’esperienza editoriale e il successo in televisione

Nel 1979 partecipa alla realizzazione del libro “20.000 giri”, pubblicato da Mondadori, aggiungendo un ulteriore tassello alla propria attività editoriale.

Paolo Beltramo fa il bilancio del motomondiale con un’analisi dettagliata della gara della Moto GP

Paolo Beltramo

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