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MotoGP 2026: il calendario completo dei 22 Gran Premi – Si parte dalla Thailandia

di Leonardo Romagnoli

Il Mondiale MotoGP 2026 è pronto a regalare spettacolo. Il calendario è ufficiale: 22 Gran Premi, lo stesso numero del 2025, ma con alcune novità interessanti. Si parte dal 27 febbraio al 1° marzo a Buriram, in Thailandia, per poi concludere la stagione a Valencia il 22 novembre.

Thailandia apre la stagione, Qatar posticipato per il Ramadan

Per il secondo anno consecutivo, il Gran Premio inaugurale si terrà in Thailandia. Una scelta dettata dalla volontà di evitare la concomitanza del GP del Qatar con il Ramadan, che quest’anno cade proprio tra febbraio e marzo.

Una decisione che rispetta le sensibilità religiose locali e consente a Lusail di ospitare il GP in una data più favorevole, dal 10 al 12 aprile, come quarta tappa della stagione.


Ritorna il Brasile, salta l’Argentina

La vera novità del calendario è il ritorno del GP del Brasile, che prenderà il posto dell’Argentina. Il nuovo tracciato di Goiania ospiterà il secondo round della stagione, dal 20 al 22 marzo.

L’Argentina è momentaneamente fuori dai giochi, ma secondo le previsioni potrebbe tornare nel 2027 con una tappa a Buenos Aires.


14 gare in Europa, Italia protagonista con Mugello e Misano

Il cuore della MotoGP resta saldamente ancorato al Vecchio Continente. Sono 14 i GP europei, con due tappe italiane:

  • Mugello, in programma dal 29 al 31 maggio
  • Misano Adriatico, dall’11 al 13 settembre

La Spagna mantiene il suo status di potenza nel mondo delle due ruote con quattro Gran Premi: Jerez, Montmelò, Aragón e Valencia, anche se Montmelò e Aragón si scambiano le date rispetto al 2025.


Le tappe extraeuropee: dagli States all’Estremo Oriente

Oltre alla Thailandia e al Brasile, il calendario tocca come sempre anche altri continenti. L’unica grande assente rimane ancora una volta l’Africa.

Tra le tappe extraeuropee confermate:

  • Austin, Stati Uniti (27-29 marzo)
  • Giappone (Motegi), Indonesia (Mandalika), Australia (Phillip Island) e Malesia (Sepang) tra ottobre e novembre
  • Qatar, come già detto, spostato ad aprile
  • Portogallo (Portimao) prima del gran finale

Le Sprint Race raddoppiano l’adrenalina

Anche nel 2026, ogni Gran Premio sarà affiancato dalla Sprint Race del sabato, portando il numero totale delle competizioni a 44 in totale. Un formato ormai consolidato che aumenta la spettacolarità del weekend di gara e tiene alta l’attenzione dal venerdì alla domenica.


Il calendario completo della MotoGP 2026

Ecco il programma ufficiale con tutte le 22 tappe:

RoundPaeseCircuitoDate
01ThailandiaBuriram27 feb – 1 mar
02BrasileGoiania20-22 marzo
03Stati UnitiAustin27-29 marzo
04QatarLusail10-12 aprile
05SpagnaJerez24-26 aprile
06FranciaLe Mans8-10 maggio
07CatalognaMontmelò15-17 maggio
08ItaliaMugello29-31 maggio
09UngheriaBalaton Park5-7 giugno
10Repubblica CecaBrno19-21 giugno
11OlandaAssen26-28 giugno
12GermaniaSachsenring10-12 luglio
13Gran BretagnaSilverstone7-9 agosto
14AragonaAlcaniz28-30 agosto
15San MarinoMisano11-13 settembre
16AustriaSpielberg18-20 settembre
17GiapponeMotegi2-4 ottobre
18IndonesiaMandalika9-11 ottobre
19AustraliaPhillip Island23-25 ottobre
20MalesiaSepang30 ott – 1 nov
21PortogalloPortimao13-15 novembre
22ValenciaCheste20-22 novembre

Cosa aspettarsi dalla stagione 2026

Con un calendario stabile, l’assenza dell’Africa e il ritorno di tracciati storici come Brno, la MotoGP 2026 si preannuncia ricca di adrenalina e cambiamenti strategici. L’inversione di alcuni GP europei e il rientro del Brasile potrebbero influenzare l’andamento del campionato, oltre ad aprire nuove sfide per piloti e team.


In sintesi

  • 22 GP in programma, più 22 Sprint Race
  • Inizio: Thailandia, 27 febbraio – 1 marzo
  • Fine: Valencia, 20-22 novembre
  • Novità: Brasile rientra, Argentina fuori, ritorno di Brno
  • Italia presente con Mugello e Misano
  • L’Africa resta ancora esclusa

Il 2026 si prepara a essere un anno fondamentale per la MotoGP, tra conferme, ritorni e un calendario che guarda al futuro senza perdere le sue radici storiche.


Per noi un unico grido: Forza Guido Pini !

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