L’Ungheria si conferma una pista poco favorevole ai recuperi e la gara della Moto3 lo ha dimostrato ancora una volta. Per Guido Pini, costretto a partire dalle retrovie, le possibilità di rimonta erano ridotte e il rischio di rimanere coinvolto in contatti nelle prime fasi era elevato.
La situazione di classifica e le difficoltà di diversi avversari avevano invece creato uno scenario ideale per Maximo Quiles, scattato dalla pole position accanto a David Almansa. Le KTM hanno monopolizzato le posizioni di vertice già dalla griglia, con tre moto della casa austriaca in prima fila.
Tra gli italiani, il migliore in partenza era Matteo Bertelle, comunque distante dalle prime posizioni. Più indietro Guido Pini, mentre Carraro aveva ottenuto il 25° tempo.
La gara si decide subito
Allo spegnimento dei semafori Almansa e Quiles hanno preso immediatamente il comando. Alle loro spalle, invece, è arrivata la doccia fredda per Guido Pini, coinvolto in una caduta nelle primissime battute insieme ad altri piloti. Guido viene in contatto con Esteban con conseguente caduta ricevendo un colpo al ginocchio dalla pedana della sua moto.
Un episodio che conferma quanto sia complicato rimontare partendo dalle retrovie su un tracciato come quello ungherese. Nelle fasi iniziali la bagarre è inevitabile e il rischio di contatti aumenta sensibilmente. Ancora una volta, quindi, Pini non è riuscito a concretizzare il potenziale mostrato nel corso del weekend.
Davanti, Almansa e Quiles hanno imposto un ritmo altissimo, guadagnando immediatamente circa un secondo sul gruppo degli inseguitori composto da Salmela, Perrone, Carpe, Uriarte e Munoz.
KTM padrone della corsa
Con il passare dei giri Salmela e Perrone sono riusciti a ricucire il distacco riportandosi sulla coppia di testa. Le KTM hanno continuato a dominare la scena, arrivando a occupare addirittura le prime otto posizioni della classifica provvisoria.
A metà gara Quiles ha provato il primo allungo, girando su tempi vicinissimi al record del circuito. Almansa ha risposto senza però riuscire a cambiare l’inerzia della corsa.
Più indietro, il compagno di squadra di Guido Pini, Fernandez, navigava nelle retrovie attorno all’undicesima posizione.
Quiles cambia passo nel finale
A sette giri dalla conclusione si è accesa la battaglia per il podio tra Perrone, Salmela, Carpe e Munoz. Quest’ultimo, nonostante una condizione fisica non ottimale, è rimasto agganciato al gruppo lottando per le posizioni di vertice.
Davanti, però, Quiles aveva ormai un altro ritmo. A cinque giri dalla fine ha sferrato l’attacco decisivo, staccando Almansa grazie a passaggi costanti sull’1’46 e costruendo un margine sufficiente per involarsi verso la vittoria.
Bandiera rossa nel finale
Nel finale una maxi caduta ha coinvolto diversi piloti. L’incidente sarebbe nato da un contatto tra Carpe e Munoz, che ha innescato una carambola coinvolgendo anche altri protagonisti della lotta per il podio.
La direzione gara ha esposto la bandiera rossa, decretando la conclusione anticipata della corsa.
La classifica finale ha visto il successo di Maximo Quiles davanti a David Almansa e Carpe. Quarta posizione per Salmela.
Resta la preoccupazione soprattutto per le condizioni di Munoz, apparso il pilota che ha riportato le conseguenze più pesanti nell’incidente che ha portato all’interruzione della gara.

