Home » Il Passatore fra una sincera accoglienza e polemiche

Il Passatore fra una sincera accoglienza e polemiche

di Leonardo Romagnoli

di Aldo Giovannini

Lo scorso sabato 23 maggio 2026, in una giornata davvero splendida, il Mugello in generale e Borgo San Lorenzo in particolare hanno accolto con tanta simpatia gli oltre 3600 atleti, che hanno preso parte alla 51^ edizione della “100 Km del Passatore” da Firenze a Faenza dopo, appunto, 100 km di percorso.

Lasciamo la parte tecnica alla redazione sportiva, per entrare nel contesto organizzativo, che è stato accolto con tante perplessità e le solite immancabili polemiche. Prima, però, vogliamo evidenziare che ancora una volta il Mugello ha accolto con entusiasmo questo lunghissimo corteo, applaudendo ed incitando gli atleti con tanta passione, affinché queste persone hanno sentito dentro se stessi che quello che fanno con tanti sacrifici sia anche gratificante; e così è stato.

Basti vedere i bambini che attendevano con la manina il “batti cinque”, per evidenziare un segno di armonia e di amicizia.

Quello, semmai, che non è piaciuto è stato il cambiamento di percorso: niente più Via Pananti, Largo Lino Chini, Santa Lucia, via Giotto Ulivi, per poi imboccare la strada verso la Colla, ma un giro che ha portato i concorrenti in piazza Dante Dante, davanti al palazzo Comunale. Dovevano fare un giro dei giardini, affinché il chilometraggio del percorso giungesse a percorrere definitivamente i 100 chilometri esatti.

Molti si chiedevano se, invece di fare il giro dei giardini per poi proseguire contromano, non si poteva far passare gli atleti del Passatore 500 metri prima! Quindi abbiamo ascoltato altre soluzioni, che non stiamo qui ad elencare, per non interrompere un percorso storico e tradizionale del centro storico di Borgo San Lorenzo, con Pierino il macellaio — che ha fatto tre volte il Passatore, essendo stato un atleta — che ha dovuto riporre la doccia fresca davanti alla sua macelleria in via Pananti, che era un toccasana dei partecipanti.

Ma, a parte queste piccolezze, che poi fanno parte del contesto umano e sociale, guardiamo se l’anno prossimo la gara che ricorda Stefano Pelloni, detto “il Passatore” (Boncellino di Bagnacavallo, 1824 – Russi, 1851), famoso e temuto brigante della Romagna dell’800, con il suo soprannome deriva dal mestiere del padre, che faceva il traghettatore, o “passatore”, sul fiume Lamone, speriamo, come scriviamo sopra, che si possa trovare una migliore soluzione.

Troppo bello, questo evento, per perdersi nelle solite immancabili polemiche!

(Foto Aldo Giovannini)

Potrebbe anche piacerti

Lascia un commento

Mostra/Nascondi Podcast Player
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00