Ci sono addii che non fanno rumore come un gol al novantesimo, ma restano sospesi nell’aria come l’eco di una domenica appena finita. Elia Guidotti, bomber del Luco e capitano della compagine biancoazzurra nell’ultima stagione di Promozione Girone A, ha comunicato il suo arrivederci attraverso il proprio profilo Facebook.
Dodici reti non sono soltanto un numero: sono dodici esultanze, dodici momenti in cui il peso della fascia si è trasformato in responsabilità e orgoglio. Guidotti ha rappresentato per il Luco qualcosa che va oltre il tabellino: un riferimento tecnico, certo, ma anche emotivo. Uno di quei giocatori che, quando la partita si sporca e il pallone pesa, non abbassa lo sguardo.
Nel calcio di provincia gli addii hanno un sapore particolare. Non ci sono riflettori abbaglianti, ma occhi veri: quelli dei tifosi dietro la rete, degli allenatori che trattengono una parola, dei compagni che comprendono prima ancora di leggere. Gianni Brera definiva il calcio un “mistero agonistico”: e forse è proprio lì, in questo intreccio di fatica, gratitudine e futuro, che si nasconde il senso del saluto di Guidotti.
Per il Luco ora si apre una pagina nuova. Perdere un capitano e un attaccante da 12 gol significa dover ricostruire non solo una parte dell’attacco, ma anche una porzione di identità. Eppure ogni arrivederci, nello sport, contiene una promessa: quella che ciò che è stato lasci traccia, e che il domani possa nascere anche da una maglia ripiegata con rispetto.

Ci siamo scelti quando tutti pensavano non fosse possibile realizzare una squadra. Mi avete voluto capitano e, con tanta fierezza, ho sposato il vostro pensiero.
Ci siamo fatti da zero, abbiamo lottato sul campo e fuori per far crescere di nuovo la squadra.
Vi ho dato tutto e, pecco di presunzione, anche più di quello che mi avreste richiesto come giocatore. Ma l’ho fatto con il cuore, lo sentivo mio. E ne vado fiero. Non ho rimpianti. Sono sfinito ma orgoglioso di quello che siamo diventati.
Vi lascio convinto che crescerete ancora, perché lo potete fare.
Ho bisogno di ricaricare le pile, di trovare uno stimolo che, alla mia età, mi permetta ancora di fare quello che ho fatto in questi due bellissimi anni.
Arrivederci Luco Grezzano,
Vi voglio bene.
Il Cap 💙
