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C.C. Appenninico sul tetto d’Italia: Ilary Ceccarelli vola nell’XCE e veste il tricolore a Chies d’Alpago

di Leonardo Romagnoli

C’è un momento, nello sport, in cui la fatica smette di essere soltanto fatica e diventa destino. A Chies d’Alpago, oggi, venerdì 26 giugno 2026, quel momento ha avuto i colori del C.C. Appenninico 1907: il verde, il bianco e il rosso della maglia tricolore, il segno più alto per chi corre in Italia e sogna di lasciare una traccia vera nel ciclismo. Il Campionato Italiano Eliminator XCE si è disputato a Lamosano di Chies d’Alpago, dentro il programma dell’Alpago Bike Funtastic, in una giornata calda, nervosa, elettrica, con il meteo incerto e l’aria carica di quell’attesa che precede le grandi occasioni.

Ilary Ceccarelli non ha semplicemente vinto: ha preso il volo. Ha corso come corrono le atlete che sentono addosso il peso bello della possibilità, con le gambe piene di fuoco e la testa fredda nei momenti in cui l’XCE non perdona. Perché l’Eliminator è una specialità crudele e magnifica: partenze secche, curve da aggredire, ostacoli da leggere in un battito di ciglia, sfide dirette dove ogni esitazione può diventare addio. E proprio lì, nel punto in cui la pressione schiaccia, Ilary ha trovato leggerezza.

Il trionfo della giovane atleta è anche il trionfo di una società che non nasce oggi e non vive di improvvisazione. Il C.C. Appenninico 1907, realtà storica del ciclismo toscano e nazionale, continua a essere un punto di riferimento per il movimento, soprattutto giovanile. Fondata nel 1907, la società mugellana aveva già aperto la stagione 2025 con sette titoli regionali nel fuoristrada, tra XCE e XCC, confermando una linea tecnica e formativa solida. In quell’occasione Ilary Ceccarelli aveva conquistato due titoli regionali, mentre Daniele Fabbri aveva vestito la maglia di campione regionale tra gli Allievi 1° anno.

A Chies d’Alpago, però, il salto è stato più alto. Perché un titolo italiano non è una vittoria come le altre: è una porta che si apre, una fotografia che resta, una maglia che pesa più di quanto sembri. Con Ilary Ceccarelli, anche Andrea Fabbri e Daniele Fabbri hanno portato il nome del C.C. Appenninico dentro una giornata da incorniciare, simbolo di un gruppo che cresce, soffre, lavora e si riconosce nella stessa idea di sport: partire dai giovani, costruire pazienza, seminare disciplina.

Dietro il tricolore non c’è mai soltanto l’atleta che alza le braccia. C’è il presidente Tommaso Quartani, alla guida di un nuovo consiglio che sta dando continuità e slancio al club. Ci sono i tecnici, quelli che correggono un gesto mille volte prima che diventi naturale. Ci sono i volontari, spesso invisibili, senza i quali nessuna società potrebbe davvero respirare. E ci sono soprattutto loro, i Giovanissimi: bambini e ragazzi che guardano una maglia tricolore e forse, per la prima volta, capiscono che il futuro può avere la forma di una bicicletta.

Gianni Mura scriveva: “Saranno poco romantiche le gambe, ma nel ciclismo contano.” È vero. Ma giornate come questa raccontano che le gambe contano ancora di più quando dietro hanno una comunità. Ilary Ceccarelli oggi ha vinto con le gambe, certo, ma anche con la memoria di ogni allenamento, con la fiducia di chi l’ha accompagnata, con la voce di chi l’ha spinta da bordo percorso quando il fiato sembrava diventare corto.

Il suo percorso, del resto, parlava già di una crescita importante: la Federazione Ciclistica Italiana Toscana l’aveva descritta come atleta determinata e multidisciplinare, capace di conquistare titoli regionali tra strada, pista e fuoristrada, oltre a una precedente affermazione tricolore nell’XCE a Piacenza. Oggi quella promessa ha trovato un’altra conferma, forse ancora più forte: Ilary entra tra le regine delle due ruote non come comparsa, ma come protagonista.

Per il C.C. Appenninico questa vittoria vale più di una riga in un albo d’oro. Vale come classifica morale di un progetto: oggi il club sale sul tetto d’Italia, ma soprattutto dimostra che la sua posizione nel ciclismo giovanile non è casuale. È il frutto di un lavoro quotidiano, di una cultura sportiva che resiste al tempo e continua a rinnovarsi.

La maglia tricolore di Ilary Ceccarelli illumina Chies d’Alpago e torna in Toscana come un messaggio: il futuro non è lontano, sta già pedalando. E porta scritto sul petto un nome storico, C.C. Appenninico 1907, che oggi può guardare la classifica più importante, quella della crescita, con l’orgoglio di chi sa di aver costruito qualcosa che va oltre il risultato.

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