Home » Assen amara per Guido Pini: Quiles domina, il pilota Leopard chiude 15°

Assen amara per Guido Pini: Quiles domina, il pilota Leopard chiude 15°

di Leonardo Romagnoli

Il fine settimana di Assen sembrava potersi aprire con segnali incoraggianti per Guido Pini. Dopo buone sensazioni nelle prove e una qualifica positiva, il pilota del team Leopard Racing si era guadagnato la terza fila, partendo dalla nona casella in una Moto3 ancora una volta dominata dal talento e dalla solidità di Máximo Quiles, autore della pole position.

La gara, però, ha preso subito una piega complicata. La partenza di Pini non è stata brillante e mentre davanti Brian Uriarte, Máximo Quiles e David Almansa provavano immediatamente a dare ritmo alla corsa, Guido si è ritrovato nelle retrovie, scivolando fino alla sedicesima posizione. Nei primi giri non sono mancati gli episodi: cadute per Álvaro Carpe e Adrián Cruces, poi anche per Cormac Buchanan, in un avvio nervoso e selettivo.

Pini ha provato a reagire con lucidità, risalendo fino all’undicesimo posto e poi entrando nella top ten al quinto giro. In quel momento sembrava ancora possibile rimanere agganciati al gruppo di testa, composto da una decina di piloti. I tempi, inizialmente più alti rispetto alla pole del sabato, hanno poi iniziato ad abbassarsi con il passare dei giri, mentre la gara entrava nella sua fase più intensa. Purtroppo le penalità peggiorano la situazione e in classifica ufficiale scende al 18° posto non guadagnando punti in classifica generale. Una penalità di 3 secondi per superamento dei track limits, più una penalità di 1 posizione dovuta al superamento dei track limits nell’ultimo giro

All’ottavo giro la scivolata di Veda Pratama ha tolto di scena uno dei protagonisti del gruppo di testa. Poco dopo, però, Guido Pini ha perso contatto dai primi, ritrovandosi undicesimo. La situazione si è ulteriormente complicata quando tra warning e long lap penalty il pilota italiano è precipitato nuovamente in sedicesima posizione. Anche la direzione gara ha dovuto adattarsi alle condizioni del tracciato, spostando l’esecuzione dei long lap nella parte finale della corsa per ragioni di sicurezza dopo la pioggia caduta nella notte.

Davanti, intanto, Quiles ha preso il comando con la consueta autorevolezza. Lo spagnolo, leader del mondiale e sempre più punto di riferimento della categoria, ha alzato il ritmo insieme ad Almansa e Hakim Danish, staccando il resto del gruppo. Alle loro spalle ha provato a tenere viva la battaglia Adrián Fernández, compagno di squadra di Pini in Leopard, mentre Jesús Ríos, debuttante ad Assen, si è messo in mostra con una rimonta di grande personalità.

Per Guido, invece, la gara è rimasta in salita. A cinque giri dalla fine era tredicesimo in pista, ma con una penalità da scontare, segnale di un’altra domenica più difensiva che offensiva. Alla bandiera a scacchi il risultato finale dice quindicesimo posto: un piccolo punto e la consolazione di essere il primo degli italiani, davanti a Matteo Bertelle, ma anche la sensazione chiara di un’altra occasione non sfruttata.

La vittoria è andata a Máximo Quiles, bravo a liberarsi nel finale della pressione di Almansa e Morelli e a confermare una superiorità che, al momento, appare evidente. La sua stagione continua a viaggiare su un binario completamente diverso rispetto a quella degli inseguitori.

Sono nove i podi conquistati da Quiles in questa stagione: soltanto al Mugello lo spagnolo non è riuscito a chiudere un Gran Premio nelle prime tre posizioni. Una continuità impressionante, che fotografa meglio di ogni altra statistica il suo dominio sulla Moto3. Dopo le prime dieci gare, Quiles è arrivato a quota 211 punti: nessun pilota, nella storia recente della categoria, aveva raccolto così tanto in questa fase del campionato. È il segno di un talento pazzesco, destinato con ogni probabilità a essere rivisto ad altissimi livelli anche nella classe regina del Motomondiale.

Per Pini, invece, Assen va in archivio come un’altra gara non entusiasmante. Il talento non è in discussione, così come non lo è la capacità di Guido di stare nel gruppo dei migliori quando tutto funziona. Ma oggi la Honda del team Leopard sembra faticare nel confronto con le KTM, che in questa fase della Moto3 appaiono più efficaci, più pronte e più costanti sul passo gara.

Mancano ancora dodici Gran Premi alla conclusione del mondiale. Il tempo per rimettere la barra dritta c’è, ma servirà una risposta concreta: dal team, chiamato a mettere Guido nelle condizioni tecniche migliori, e dal pilota, che dovrà conservare motivazione, lucidità e fiducia anche in una fase della stagione che finora non sta rispettando le attese. Assen lascia un punto in classifica, ma soprattutto molte domande. Le risposte dovranno arrivare presto.

Potrebbe anche piacerti

Lascia un commento

Mostra/Nascondi Podcast Player
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00