
Nella giornata del 19 agosto la FIGC ha pubblicato un ulteriore aggiornamento del protocollo sanitario con il quale “per le attività dilettantistiche e giovanili agonistiche a livello regionale e provinciale” viene reso facoltativo lo screening iniziale (i due tamponi a distanza di 7 giorni in occasione del primo raduno) per i soggetti in possesso di Certificazione Verde COVID 19, che invece rimane obbligatorio, indipendentemente dal possesso o meno della certificazione verde, per le squadre partecipanti ad attività agonistiche riconosciute di preminente interesse nazionale”.
Esprimo la mia soddisfazione per tale decisione che non appesantirà inutilmente l’organizzazione iniziale dell’attività delle nostre società e che accoglie la proposta contenuta nella lettera che all’inizio della settimana scorsa avevo inoltrato alla Lega Nazionale Dilettanti e che era stata resa nota a tutte le nostre società tramite pubblicazione sul Comunicato Regionale. Avere nella sostanza eliminato l’obbligatorietà dell’abbinamento “vaccino-tampone” oltre a facilitare l’attività, apporterà sicuramente dei benefici alla campagna “pro vaccino”. Dispiace solo che tale facoltatività non sia stata estesa anche alle squadre che partecipano a competizioni di interesse nazionale i cui giocatori non hanno niente di diverso a livello sanitario rispetto agli altri.

Nella stessa lettera avevo richiesto anche l’introduzione obbligatoria, per lo meno per gli atleti maggiorenni, tanto per intendersi Juniores e prime squadre, del green pass. Al momento tale proposta non ha avuto seguito. Rimango fermamente convinto che la sua introduzione favorirebbe la ripresa dell’attività con maggiore sicurezza e continuità, e diminuirebbe drasticamente gli episodi di contagio che potrebbero produrre inevitabilmente, nei componenti di una squadra, periodi di quarantena tali da mettere in crisi l’intero sistema, come purtroppo l’esperienza dell’anno passato ha dimostrato. In attesa di una eventuale quanto auspicata modifica del protocollo in tal senso, faccio un invito pressante a tutti i Presidenti delle nostre Società affinchè promuovano fra i loro atleti la vaccinazione. Verificherò nel prossimo Consiglio Direttivo del Comitato la possibilità di adottare, anche in maniera autonoma rispetto a quanto previsto dal protocollo sanitario, misure che salvaguardino l’organizzazione complessiva della stagione anche in considerazione degli enormi sacrifici che le nostre Società hanno fatto e stanno facendo per la ripresa normale dell’attività.
La FIGC, in esito alla riunione della Commissione Medica Scientifica Federale, che si è tenuta il 18 agosto 2021, ha fornito dei chiarimenti ed integrazioni al Protocollo FIGC per la stagione sportiva 2021/2022 del calcio dilettantistico/giovanile/attività di base.
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Paolo Mangini
Presidente del Comitato Regionale Toscana
Lega Nazionale Dilettanti


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https://www.telegraph.co.uk/news/2021/08/19/double-jabbed-people-carry-levels-covid-unvaccinated/
Un nuovo studio certifica che i vaccinati sono almeno contagiosi quanto lo sono i non vaccinati.
Allora la soluzione secondo lei sarebbe? Io sicuramente metterei la vaccinazione obbligatoria anche perché non vedo differenze se non di categoria da l’eccellenza in giù!!! Poi magari ma non o la presunzione di un medico ma io tra vaccinato e vaccinato sarei più tranquillo.
Io mi sento più sicuro se sono vaccinato io, ma non obbligo nessuno a vaccinarsi ma cerco di fare ragionare. Sono più contento se gli ospedali sono vuoti e se non ci sono decessi. Non capisco i milioni di anziani che non si sono ancora vaccinati. In Inghilterra, Spagna e Germania cosa devono fare per giocare a calcio dilettanti?
La salute non può essere trattata differentemente a secondo della categoria della squadra
Voglio specificare che il mio non era affatto un messaggio no-vax. I vaccini sembrano infatti funzionare efficacemente nel ridurre morti e ricoveri, soprattutto nelle fasce a rischio. Il mio punto è che è sbagliato imporre la vaccinazione in fasce di età per cui il rischio di covid è minimo, dato che i vaccinati sono comunque contagiosi e possono trasmettere il virus allo stesso modo dei non vaccinati.
La soluzione? Il green pass non lo è, perché non blocca i focolai. Le via per la massima sicurezza, e anche sostenibile, è una sola: test rapidi autogestiti per ogni allenamento e partita.
Egr. Sig. Presidente,
anche io come Lei , vorrei la massima sicurezza. Allo stato attuale la massima sicurezza si ha solo con tamponi regolari , molto di più che con i vaccini. Pertanto sinceramente non comprendo la sua gioia per l’eliminazione dei tamponi anzì , io li avrei reso obbligatori in tutte le categoria, trovando convenzioni ancora più vantaggiosi con i vari laboratori In molti sport si fanno sia vaccini che tamponi. Ho ancora chiare le immagini durante le Olimpiadi dove gli atleti durante l’inno nazionale delle premiazioni stavano all’aperto, molto distanziati ma dovevano portare le mascherine. Che tristezza