La rassegna culturale Venerdì d’Eresia inaugura la sua ottava stagione con un appuntamento speciale dedicato alla Giornata internazionale della donna. L’evento è in programma domenica 8 marzo 2026 alle ore 16.30 presso la Biblioteca di Ronta di Mugello, in via Faentina 46.
L’iniziativa apre ufficialmente il calendario della rassegna che proseguirà fino al 23 maggio 2026, confermando la volontà di proporre momenti di riflessione culturale e civile nel territorio del Mugello.
Un pomeriggio tra memoria e narrazione
L’incontro dell’8 marzo sarà dedicato allo storytelling “Donne, grandi storie minime”, testo scritto da Ezio Alessio Gensini e Giovanni Battista Nencini.
Dopo i saluti istituzionali, sarà lo stesso Ezio Alessio Gensini, direttore artistico della rassegna e vicepresidente dell’Associazione culturale I colori delle stelle, partner storico dell’iniziativa, ad aprire la nuova stagione.
L’evento nasce dalla collaborazione tra la Pro Loco di Ronta di Mugello e le Volontarie della Biblioteca, che introdurranno il pomeriggio. Seguiranno i saluti del Consiglio della Sezione Soci Coop di Borgo San Lorenzo e dell’Amministrazione Comunale di Borgo San Lorenzo.
La lettura dello storytelling sarà affidata a Sandra Vigiani, Mary Susanna Francini, Ezio Alessio Gensini e Giovanni Battista Nencini.
La rotta invertita delle donne nella storia
Il racconto, intitolato La rotta invertita, storie di donne e resistenza, intreccia teatro e ricostruzione storica attraverso una serie di episodi che riportano alla luce figure femminili spesso rimaste ai margini della narrazione ufficiale.
Il testo costruisce un mosaico di microstorie che mettono in evidenza il percorso di donne capaci di sfidare contesti sociali e culturali ostili. Il filo conduttore è quello della resistenza e della determinazione, raccontata attraverso vicende che attraversano epoche diverse.
Tra le figure ricordate compare Stamàta Revithi, protagonista della maratona del 1896. In un’epoca in cui alle donne non era consentito partecipare alle competizioni olimpiche, Revithi decise comunque di correre il percorso della maratona, trasformando quel gesto in un simbolo di sfida alle limitazioni imposte dal tempo.
Donne che hanno sfidato le regole
Un’altra pagina significativa riguarda le calciatrici del Gruppo Femminile Calcistico del 1933, squadra nata in pieno periodo fascista. In un contesto in cui lo sport femminile veniva scoraggiato e spesso ostacolato, quelle giovani atlete decisero di scendere in campo, aprendo una breccia nel rigido sistema di norme sociali dell’epoca.
Il racconto dedica spazio anche alla storia di Maria Petruccini Ferretti, ricordata come la prima donna chirurgo in Italia. La sua esperienza professionale rappresenta un passaggio importante nella lunga battaglia per l’accesso delle donne alle professioni mediche e scientifiche. La sua carriera si sviluppò in un periodo storico segnato da forti pregiudizi, che riuscì a superare grazie alla propria preparazione e al sostegno del granduca Pietro Leopoldo.
Lo sport come metafora di libertà
La narrazione si conclude con la vicenda di Morena Tartagni, figura simbolo del ciclismo femminile italiano. La sua carriera sportiva diventa nel racconto una metafora di emancipazione e determinazione, rappresentando una generazione di donne che ha contribuito a ridefinire i confini dello sport e della partecipazione pubblica.
Attraverso queste storie, lo spettacolo costruisce un percorso che unisce memoria storica e dimensione teatrale, restituendo visibilità a figure che hanno contribuito, in modi diversi, a cambiare il proprio tempo.
Una rassegna culturale radicata nel territorio
I Venerdì d’Eresia negli anni si sono affermati come uno spazio di confronto culturale nel Mugello. La rassegna propone incontri, letture e momenti di approfondimento dedicati alla storia, alla letteratura e ai temi sociali.
L’appuntamento inaugurale dell’8 marzo mantiene questa vocazione, scegliendo di partire dal racconto di esperienze femminili che attraversano la storia e interrogano il presente.
L’ingresso all’evento è gratuito.


