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Storie rurali a Polcanto: il cinema che racconta lo spopolamento e la resistenza delle comunità

di Leonardo Romagnoli

Prosegue a Polcanto la rassegna “Storie rurali”, promossa dall’Associazione Ellera, con l’obiettivo di aprire uno sguardo critico e partecipato su uno dei fenomeni più silenziosi ma profondi del nostro tempo: lo spopolamento delle aree interne.

Un tema che riguarda da vicino anche molti paesi della Toscana e del Mugello, dove l’abbandono progressivo di borghi, frazioni e campagne mette in discussione non solo l’equilibrio sociale ed economico dei territori, ma anche la memoria collettiva e le radici culturali delle comunità.

Domenica, nell’ambito della rassegna, sarà proiettato un film intenso e attuale, che racconta l’impegno di una comunità scolastica di un piccolo paese abruzzese nel tentativo di salvare la propria scuola dalla chiusura, minacciata dal calo demografico. Un racconto che mescola realismo e speranza, e che dà voce a un’Italia spesso dimenticata, ma capace ancora di resistere e reinventarsi.

La serata si aprirà con una breve introduzione, pensata per offrire un inquadramento ai temi del film e per stimolare il dialogo. Al termine della proiezione, spazio a un dibattito aperto con il pubblico, momento prezioso per condividere esperienze, idee e proposte su come rigenerare le comunità locali e affrontare le sfide della marginalità territoriale.

L’iniziativa rientra in un più ampio percorso di sensibilizzazione che l’Associazione Ellera sta portando avanti con costanza, dando voce a storie spesso ignorate ma fondamentali per comprendere la realtà delle aree interne, dove ogni chiusura — che sia una scuola, un ufficio postale, un presidio medico — rappresenta una ferita profonda nel tessuto sociale.

“Storie rurali” è molto più di una rassegna cinematografica: è un invito a guardare con occhi nuovi i territori che ci circondano, a recuperare il legame con la terra e con le persone che la abitano, a riscoprire il valore della prossimità e della partecipazione.

In un momento storico in cui le aree urbane catalizzano risorse, servizi e attenzione, eventi come questi sono un gesto di resistenza culturale. Raccontare ciò che accade nei piccoli paesi non è solo un dovere di testimonianza, ma anche un modo per riaffermare il diritto a vivere e crescere nei territori rurali, senza doverli abbandonare per inseguire altrove ciò che dovrebbe essere garantito ovunque: istruzione, salute, lavoro e dignità.

La rassegna proseguirà nelle prossime settimane con nuove proiezioni e incontri, sempre all’insegna della riflessione critica e dell’impegno civile.

Partecipare è un modo concreto per sostenere la vitalità culturale di luoghi spesso periferici solo sulla carta, ma centrali quando si parla di identità, cura e futuro.


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