Tre secoli di storia, un furto napoleonico, anni di silenzio e un restauro durato quasi vent’anni. Oggi l’Organo Stefanini è tornato a suonare.
È una storia affascinante e commovente quella dell’Organo Stefanini, costruito nel 1696 e oggi custodito nel Santuario del SS. Crocifisso di Borgo San Lorenzo. Dopo anni di abbandono, grazie a un paziente e lungo restauro, questo gioiello barocco è tornato a risplendere e a suonare, diventando un simbolo di rinascita culturale per tutto il Mugello.
Le origini: dalla Badia Fiesolana alla bottega di Stefanini
La storia comincia nel 1694, quando i religiosi della Badia di San Bartolomeo a Fiesole commissionano un nuovo organo al lucchese Bartolomeo Stefanini (1660–1734), tra i maestri organari più raffinati del suo tempo. In soli due anni nasce uno strumento di straordinaria fattura barocca, con una cassa lignea intagliata e dorata, pensata non solo per accompagnare la liturgia, ma per elevare lo spirito attraverso la bellezza.
Le spoliazioni napoleoniche e il lungo oblio
La parabola dello Stefanini cambia rotta nel 1808, quando le soppressioni napoleoniche colpiscono duramente la Badia Fiesolana. L’organo viene trafugato e, per lungo tempo, se ne perdono le tracce. Riapparirà casualmente anni dopo, in un campo in località Mulinaccio, sopra Vaglia, e successivamente in un convento fiorentino in via della Scala.
Nel 1850, arriva nel Mugello, nella Pieve di Santa Felicita a Faltona. Ma lo sfarzo barocco dell’organo mal si sposa con l’austera architettura romanica della chiesa. Con il tempo, l’incuria e l’abbandono lo condannano al silenzio: canne mute, legni danneggiati, un tesoro che sembrava destinato alla fine.
Il salvataggio e il restauro durato vent’anni
La svolta arriva nel 2006. Grazie all’impegno di un comitato locale e alla determinazione di Marilisa Cantini, anima del progetto, si decide di salvare e trasferire l’organo nel più adatto Santuario del SS. Crocifisso di Borgo San Lorenzo.
Inizia un restauro monumentale, durato quasi vent’anni, condotto da eccellenze artigiane come le ditte Lorenzini e Drovandi. Due le fasi principali:
- Recupero della struttura lignea: cantoria, cassa e decorazioni
- Ripristino della parte fonica: tastiera originale in bosso ed ebano, canne e meccanismi
Un intervento possibile solo grazie al sostegno della parrocchia e dell’intera comunità borghigiana, che ha creduto nel valore culturale e spirituale dell’organo.
Luglio 2025: lo Stefanini torna a suonare
Il 26 luglio 2025 è una data destinata a entrare nella storia locale. In un Santuario gremito, l’Organo Stefanini ha ritrovato voce, aprendo ufficialmente una nuova stagione di concerti e celebrazioni.
Lo strumento si è rivelato perfettamente adatto al repertorio barocco, attirando l’interesse di organisti da tutta Italia e persino delle telecamere nazionali. Non più un cimelio da museo, ma un cuore pulsante della cultura mugellana.
🔍 Approfondimento: dati tecnici dell’organo
- Anno di costruzione: 1696
- Costruttore: Bartolomeo Stefanini (Lucca)
- Materiali originali: bosso, ebano, legni dorati
- Collocazione attuale: Santuario del SS. Crocifisso, Borgo San Lorenzo
- Restauratori: Lorenzini (struttura lignea), Drovandi (parte fonica)
- Funzione attuale: liturgica e concertistica
Un patrimonio restituito al territorio
L’Organo Stefanini è oggi uno dei più antichi strumenti barocchi funzionanti in Toscana, ma la sua rinascita è soprattutto un esempio concreto di come la cultura possa rinascere grazie all’impegno della comunità.
Un patrimonio salvato, un’identità ritrovata, una voce che parla ancora oggi con potenza e bellezza.

