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“SOLO – Ritratti di famiglia”: la mostra fotografica di Federico Vigorito allo Spazio Brizzolari

di Leonardo Romagnoli

Con l’arrivo della primavera, tornano le mostre temporanee nella sala espositiva dello Spazio Brizzolari. Ad aprire la stagione sarà Federico Vigorito, che dal 22 febbraio al 9 marzo presenterà la sua mostra fotografica personale dal titolo “SOLO – Ritratti di Famiglia”.

L’inaugurazione è prevista per sabato 22 febbraio alle ore 17:30, un’occasione per conoscere meglio l’artista e immergersi nel suo universo visivo.

Un viaggio fotografico nell’isolamento

Il progetto nasce dal desiderio di esplorare il concetto di isolamento, non come privazione o esclusione sociale, ma come spazio di introspezione e conoscenza di sé.

“Viviamo in un mondo iperconnesso, dove l’interazione è costante, forzata, superficiale, diffidente” – spiega Federico Vigorito. Da qui l’idea di investigare la solitudine non come vuoto, ma come rifugio volontario, come un divertimento – nel senso etimologico del termine: un allontanamento da sé per ritrovarsi.

L’isolamento, dunque, diventa spazio: uno spazio confinato, silenzioso, distaccato. Ma anche spazio immaginato, trasformato in immagine.

Fotografia come creazione, non semplice testimonianza

Vigorito utilizza la fotografia non per documentare la realtà, ma per costruire un’immagine che stimoli un pensiero, un’interpretazione. Non una semplice testimonianza, ma una simulazione che invita a interrogarsi: cosa sta accadendo nella scena? Quale pensiero si cela dietro un’immagine muta?

Per questo motivo, gli scatti sono stati realizzati su un palcoscenico teatrale, il luogo per eccellenza dell’azione ricostruita, dove ogni gesto e ogni espressione assumono un significato più profondo. L’osservatore si trasforma così in spettatore, chiamato a interpretare la scena e a darle un senso.

Una famiglia di sconosciuti

Uno degli elementi più affascinanti della mostra è la scelta dei soggetti. I protagonisti degli scatti non si conoscono tra loro, eppure, visti insieme, sembrano una famiglia. Il risultato è una simulazione dell’idea di nucleo familiare, che diventa il punto di partenza per riflettere sulla solitudine e sul concetto di appartenenza.

Una contraddizione apparente, che invita a guardare oltre le immagini, cercando di coglierne le sfumature più intime.

La mostra sarà visitabile fino al 9 marzo presso lo Spazio Brizzolari. Un’occasione imperdibile per chi ama la fotografia concettuale e il linguaggio visivo che va oltre il semplice sguardo.

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