SINFONIE NEL PARCO
Domenica 23 agosto al parco Annigoni a Castagno d’Andrea
Continua la rassegna musicale nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna sotto la guida artistica del clarinettista Nicholas Gelli, dal titolo “Sinfonie nel parco” dove la musica e la natura si fondono insieme.
Domenica 23 agosto a partire dalle 17.30 a Castagno d’Andrea presso il Parco Annigoni, Serenata in Si bemolle maggiore K 361(K6 370°di Wolfgan Amadeus Mozart nota come Gran Partita, è un’opera che ha profondamente rinnovato il modo di concepire una partitura per strumenti a fiato. Questa composizione si discosta dal tono galante, prevede ben tredici strumenti (dodici a fiato ed il contrabbasso) ed è la più ampia e complessa delle opere composte da Mozart nell’ambito di questo tipo di composizioni. La presenza del contrabbasso ha lo scopo di rendere piena e corposa la linea del basso ed è quindi errato riferirsi all’opera come serenata per tredici strumenti a fiato. La partitura originale non prevedeva infatti la sostituzione del contrabbasso con il controfagotto. Anche la denominazione di Gran partita, presente nel manoscritto, non sembra sia stata voluta da Mozart. La datazione certa della scrittura dell’opera riveste una importanza maggiore in quanto permetterebbe di sistemare alcuni particolari della biografia dello stesso Mozart nonché potrebbe meglio farci comprendere la sua evoluzione artistica. La data presente nell’autografo, il 1780, non gli è attribuibile, quindi non è sicura; le fonti certe di una sua esecuzione sono posteriori di ben quattro anni e ci portano a Vienna nel 1784 quando fu eseguita dalla Harmonie della corte imperiale. La versione di Georg Nikolaus von Nissen, più romantica, vede la serenata quale dono di Mozart a Costanze in occasione del suo matrimonio. In ogni caso ci troviamo di fronte ad un’opera preziosa di grande complessità che travalica il genere nella quale essa rientra. Le serenate erano per lo più eseguite all’aperto in momenti in cui il grado di attenzione era limitato e i compositori tendevano quindi a dare spazio a melodie facili, e l’orchestrazione che ne scaturiva ne era la logica conseguenza. L’impianto è quello classico della serenata. Un primo movimento, un largo, apre un’ampia introduzione lenta, quasi sinfonica, che verrà utilizzata poche altre volte dal musicista. L’allegro molto che segue è costituito da un solo tema che si sviluppa nella capacità di dialogo tra i vari strumenti. In seguito abbiamo due minuetti con trii che evocano melodie popolari. Tra i due minuetti è racchiuso il celebre adagio, che
rappresenta il punto più alto della composizione sia per la ricercatezza del suono sia per la novità strutturale: una sola coppia di corni sostiene e accompagna ora l’oboe, ora il clarinetto e ora il fagotto. Una romanza anticipa il tema con variazioni in cui il compositore aggrega di volta in volta diversi timbri strumentali. Il finale, un molto allegro è un brano di grande colore, quasi una marcia, dove viene fuori lo spirito gioviale del compositore trattenuto da un uso misurato del volume degli strumenti. Ma la vastità dell’organico e il grado di assimilazione dei vari strumenti permettono al compositore di farli dialogare, di confrapporli, di compenetrarli in un modo mai prima raggiunto.
Musicisti, OBOI Stefano Angius e Andrea Centamore, CLARINETTI Emilio Checchini e Irene Marracini, CORNI DI BASSETTO Luca Troiani e Nicholas Gelli, FAGOTTI Beatrice Baiocco e Paola Ciacchini, CORNI Emanuele Butteri, Linda Giuntini, Luca Gatti e Filippo Zambelli, CONTRABBASSO Marco Chianucci. DIRETTORE Jacopo Rivani
L’evento è organizzato dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna in collaborazione con il Comune di San Godenzo, l’Associazione Andrea del Castagno, il Circolo ARCI, la cooperativa Oros e il Consorzio Casentino Sviluppo e Turismo.

