San Piero a Sieve, 18 febbraio 2026. Duecentosettantacinque anni fa non c’erano ambulanze né telefoni. Per chiedere aiuto si bussava alle porte. Fu così che nel 1750 un gruppo di giovani del paese iniziò a girare tra le botteghe per raccogliere sostegno in caso di emergenze. Da quell’iniziativa spontanea nacque la Misericordia di San Piero a Sieve, oggi una delle realtà più radicate del territorio mugellano.
A raccontarne il percorso è la governatrice Donatella Panchetti, prima donna a ricoprire l’incarico nella lunga storia dell’istituzione.
Le origini nel Settecento
“La Misericordia nasce nel 1750”, spiega Donatella Panchetti. Studi in corso all’Archivio di Stato indicano che già prima fosse attiva la Venerabile Compagnia di Maria Assunta in Cielo, impegnata nel bene del paese e anche in servizi sanitari.
Per anni le attività si sono svolte in un piccolo locale accanto alla parrocchia. Un punto di riferimento essenziale, ma con spazi limitati. La svolta arriva nel 2003, quando viene acquistata l’attuale sede, l’ex asilo e scuola elementare delle suore di San Piero, edificio storico donato nel 1914 dal cavaliere Antonio Frilli.
La nuova sede e i servizi sanitari
Nel 2015 una parte della struttura viene ristrutturata e resa operativa. Oggi ospita uffici, ambulatori di medici di base e specialisti, servizi di holter pressorio e cardiaco. La Misericordia si è trasformata in un vero polo sanitario di prossimità.
L’altra ala, quella storica, conserva una cappella e un salone utilizzato per eventi e corsi di primo soccorso. Ci sono inoltre cucina e spazi di aggregazione per volontari e associazioni del territorio. Un edificio che ha accompagnato generazioni di sangpierini, prima come scuola e ora come centro di volontariato.
I numeri di oggi
Attualmente la Misericordia conta 1.500 soci e 70 volontari. Un dato che misura il legame con la comunità. “L’ambiente è familiare e accogliente”, sottolinea Panchetti. “Ci sono tanti giovani, i dipendenti fanno gruppo e questo clima ci ha aiutato molto anche durante il Covid, quando i volontari erano ridotti al minimo”.
La formazione è uno degli assi portanti. Un gruppo dedicato organizza corsi e momenti informali per avvicinare nuovi volontari. L’obiettivo è coinvolgere, far provare anche un solo servizio, creare appartenenza.
Inclusione e inserimenti sociali
Tra le attività meno visibili ma più significative c’è l’accoglienza di persone inserite tramite la Società della Salute. Si tratta di percorsi dedicati a categorie protette che trovano nella Misericordia un ambiente in cui sentirsi utili. Un modello di integrazione che unisce assistenza e inclusione sociale.
Emergenza, trasporti e vita del territorio
Nel 2025 è entrata in servizio una nuova ambulanza per le emergenze-urgenze. Oltre agli interventi sanitari, la Misericordia garantisce trasporti per persone con disabilità, servizi sociali, onoranze funebri e le attività del gruppo Fratres per la donazione del sangue.
La collaborazione con le realtà locali è costante. Dalla festa del Marrone a San Piero a Tavola, la presenza dei volontari è parte integrante degli eventi pubblici. L’operatività copre l’intero Mugello, ma la priorità resta la comunità di San Piero a Sieve.
Il ruolo nel coordinamento fiorentino
“La Misericordia di San Piero a Sieve è una realtà storica e molto presente”, afferma Andrea Ceccherini, presidente del Coordinamento delle Misericordie Fiorentine. “Il lavoro quotidiano non è solo sanitario, ma anche culturale e sociale. Fare rete e offrire servizi in strutture moderne è un elemento centrale del volontariato”.
Dalla questua tra le botteghe nel 1750 a una struttura sanitaria attrezzata nel 2026, la storia della Misericordia attraversa i secoli mantenendo lo stesso principio: intervenire quando serve, senza clamore, con radicamento e continuità.

