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“Il ritorno di Ifigenia” allo Spazio Brizzolari: il mito si fa voce contemporanea

di Leonardo Romagnoli

Sabato 15 novembre alle ore 21:00, lo Spazio Brizzolari si trasformerà in un teatro dell’anima per accogliere “Il ritorno di Ifigenia”, straordinario monologo del poeta greco Ghiannis Ritsos, tratto dalla sua celebre raccolta Quarta Dimensione. Un’opera che sfida il mito per restituirgli nuova linfa, svelando una Ifigenia diversa da quella che conoscevamo: sopravvissuta, trasformata, consapevole.

Tradotta in italiano da Nicola Crocetti, la versione proposta al pubblico prende forma attraverso l’interpretazione intensa di Teresa Fallai, diretta dalla regia visionaria e precisa di Fulvio Cauteruccio. È lei, l’attrice, a dare corpo e voce a una figura antica ma straordinariamente moderna, una donna che si libera finalmente del ruolo di vittima sacrificale per diventare testimone lucida del tempo.

“Il ritorno di Ifigenia” non è una semplice lettura scenica: è un viaggio nella parola e nella memoria, è il racconto di una verità scomoda e necessaria. La voce di Ifigenia, pacata e profonda, ci guida in un monologo che non grida ma colpisce, non accusa ma interroga. In scena, questa figura mitologica si fa emblema universale di chi è stato dimenticato, di chi ha dovuto sopravvivere lontano dai riflettori della storia.

Il progetto scenico è arricchito dai raffinati scenari visuali firmati da Massimo Bevilacqua, capaci di accompagnare il testo con immagini evocative, simboliche, mai ridondanti. A tessere ulteriormente la trama emotiva ci sono le musiche originali di Vincenzo Maria Campolongo e Marco Carbone, due giovani compositori che costruiscono un paesaggio sonoro sospeso, rarefatto, quasi onirico. Le loro note non decorano, ma scavano, amplificando la forza poetica delle parole.

La regia di Fulvio Cauteruccio lavora in sottrazione: essenziale, tesa, attenta al ritmo interno del testo, accompagna lo spettatore tra i chiaroscuri del mito e della coscienza, tra passato e presente. Il risultato è un allestimento sobrio ma profondamente immersivo, dove ogni elemento – voce, luce, suono – contribuisce a un’esperienza intensa e necessaria.

“Il ritorno di Ifigenia” è dunque molto più di uno spettacolo: è un atto poetico e civile, un invito a rileggere i miti con occhi nuovi, a interrogarci sul significato del sacrificio, della guerra, della memoria. È la dimostrazione che il teatro, quando incontra la poesia e la visione, può ancora scuotere, può ancora dire qualcosa che riguarda tutti.

Nel cuore del Mugello, al Museo Spazio Brizzolari, la voce di Ifigenia torna a parlarci. E questa volta non possiamo ignorarla.


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