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Primo Levi e la “zona grigia”: un viaggio nella complessità dell’animo umano

di Leonardo Romagnoli

Sabato 7 giugno 2025, alle ore 16, la Saletta della Sezione Soci Coop di Borgo San Lorenzo, situata all’interno del Centro Commerciale Mugello in piazza Martin Luther King, ospiterà un evento culturale imperdibile: un approfondimento sulla figura e sull’opera di Primo Levi, uno dei più grandi testimoni del Novecento. L’incontro, ad ingresso libero fino a esaurimento posti, è organizzato dall’Associazione culturale E20 – Eccezionali Eventi in collaborazione con la Sezione Soci Coop di Borgo San Lorenzo.

A guidare il pubblico in questo viaggio nella memoria e nella coscienza sarà Daniela Cappelli, esperta narratrice e divulgatrice, che con la sua consueta capacità comunicativa condurrà i presenti alla scoperta di aspetti meno conosciuti, ma profondamente significativi, della produzione e del pensiero di Levi. Il fulcro dell’incontro sarà il concetto di “zona grigia”, un termine che lo scrittore coniò per descrivere l’ambigua e intricata rete di rapporti e compromessi all’interno dei campi di concentramento.

Un’esplorazione oltre la testimonianza

Nato a Torino nel 1919, Primo Levi è stato chimico, scrittore e, soprattutto, testimone diretto dell’orrore di Auschwitz, dove fu deportato nel 1944 per la sua appartenenza alla comunità ebraica e per la sua attività nella Resistenza. Ma la sua opera non si limita alla testimonianza: nei suoi scritti, e in particolare nel saggio contenuto nel libro I sommersi e i salvati (1986), Levi analizza il comportamento umano nei contesti estremi, smontando con lucidità e senza indulgenze manichee la visione semplicistica di “vittime” e “carnefici”.

Il concetto di zona grigia rappresenta una delle sue intuizioni più profonde: si tratta di quello spazio morale, ambiguo e scivoloso, in cui gli oppressi diventano a loro volta strumenti dell’oppressione, spesso per mera sopravvivenza. È il territorio dei prigionieri-funzionari, dei “kapò”, ma anche dei silenzi, delle complicità imposte, delle scelte dettate dalla fame, dalla paura, dalla disperazione.

Come scrisse Levi:

“La nostra zona grigia non è una terra di nessuno: è popolata, e ben popolata, da personaggi ambigui, a volte tragici, spesso patetici.”

Un incontro per comprendere la complessità del male

L’iniziativa del 7 giugno nasce dalla volontà di promuovere la memoria storica e, al contempo, di stimolare una riflessione più profonda su ciò che accade quando l’essere umano è spinto al limite della propria dignità. Il racconto di Daniela Cappelli, lontano dalle semplificazioni, metterà in luce proprio la ricchezza e la complessità della riflessione di Levi, che non si è mai sottratto alle domande difficili.

Nel corso dell’incontro si parlerà non solo delle opere più note, come Se questo è un uomo, ma anche di scritti meno conosciuti, lettere, interviste e interventi pubblici che aiutano a delineare il profilo di un intellettuale lucido, coerente e profondamente umano. L’obiettivo è far emergere la voce di Levi non solo come testimone, ma come pensatore capace di parlare ancora oggi al nostro tempo, dominato da nuove forme di esclusione, indifferenza e sopraffazione.

Cultura come strumento di resistenza

L’evento si inserisce nel più ampio impegno dell’Associazione E20 e della Sezione Soci Coop nella diffusione della cultura come strumento di coesione sociale e crescita collettiva. In un’epoca in cui il rischio dell’oblio è sempre presente, ricordare Primo Levi significa anche tenere viva la capacità critica, allenare la memoria e insegnare a riconoscere le zone grigie del nostro presente.

Inoltre, il contesto scelto – un centro commerciale, luogo di passaggio e quotidianità – diventa esso stesso simbolo della volontà di portare la cultura fuori dai luoghi elitari, rendendola accessibile a tutti, proprio come avrebbe voluto Levi, che credeva fermamente nel valore della divulgazione e della responsabilità civile dello scrittore.

Un invito alla partecipazione

L’appuntamento di sabato 7 giugno alle ore 16 è aperto a tutti. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. Un’occasione preziosa per riscoprire un autore fondamentale, ascoltare storie poco conosciute e riflettere sul presente attraverso le parole di chi ha vissuto l’indicibile e ha saputo raccontarlo con rara forza etica e intellettuale.

Per usare le parole stesse di Levi:

“Comprendere è impossibile, conoscere è necessario.”

E forse, oggi più che mai, è proprio questa conoscenza che può aiutarci a non ricadere nelle stesse ombre del passato.


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