La rassegna letteraria Estate in Libri 2025, curata con passione dalle Volontarie della Biblioteca di Ronta in collaborazione con la Pro Loco locale, ha ospitato un appuntamento intenso e partecipato: la presentazione del romanzo Gli occhi della lepre di Giovanni Battista Nencini, tenutasi presso la Biblioteca di Ronta. Un evento che ha saputo coniugare letteratura, storia e memoria, suscitando emozione e riflessione nel pubblico presente.
A moderare l’incontro è stato Ezio Alessio Gensini, Vicepresidente dell’Associazione Culturale I colori delle stelle, figura da anni impegnata nella promozione della cultura locale. Le letture ad alta voce, curate da Sandra Vigiani, hanno restituito al testo una dimensione viva e coinvolgente, facendo emergere con forza i temi centrali dell’opera.
Un romanzo che racconta l’adolescenza nell’Italia del fascismo
Ambientato a Firenze nel 1939, Gli occhi della lepre è un romanzo che unisce il racconto di formazione alla rievocazione storica. Protagonisti della vicenda sono Ruggero e Glauco, due adolescenti che, pur provenendo da contesti sociali diversi, condividono una passione che li unisce: la bicicletta. Ruggero è figlio di operai e lavora già in una piccola officina nel quartiere di Santa Croce, mentre Glauco è figlio di un professore di storia e vive con la sua famiglia in una zona signorile del centro cittadino.
Due mondi lontani, destinati però a incontrarsi sul filo dell’amicizia e del desiderio di libertà che solo la corsa in bicicletta sa regalare. Ma il tempo della spensieratezza sta per finire: il fascismo incombe, la guerra si avvicina, e la realtà si fa sempre più minacciosa e dolorosa.
La guerra vista attraverso gli occhi di due ragazzi
Nel cuore del racconto, l’autore ci porta dentro una Firenze travolta dalla dittatura, dalla fame e dalla paura. L’occupazione nazista, le persecuzioni, i crimini della Banda Carità, una delle formazioni più efferate del periodo, fanno irruzione nelle vite dei protagonisti. L’infanzia e l’adolescenza vengono spazzate via, lasciando il posto alla coscienza drammatica di ciò che sta accadendo.
Uno dei due ragazzi dovrà affrontare, molti anni dopo, i fantasmi del passato: un tema, questo, che si intreccia con la memoria storica e con il peso del ricordo, suggerendo al lettore quanto sia importante non dimenticare ciò che è stato.
Giovanni Battista Nencini: tra storia e narrativa
Giovanni Battista Nencini, nato a Firenze nel 1960, è autore già noto per il romanzo Sulla cresta dell’onda, un racconto che unisce amore e ciclismo, e per il noir Il Lorenese, ambientato tra Firenze e i monti del Mugello. Con Gli occhi della lepre, conferma la sua attenzione per la storia locale e per la capacità della narrativa di trasformare la memoria in racconto, restituendo voce a chi spesso nella grande Storia non trova spazio.
La scrittura di Nencini è diretta, evocativa, capace di descrivere con sensibilità gli stati d’animo dei protagonisti e di restituire il clima cupo di quegli anni, senza mai rinunciare a uno sguardo umano e partecipe. L’incontro con l’autore ha offerto al pubblico l’opportunità di approfondire le scelte narrative e le fonti storiche, rendendo ancora più vivo il legame tra libro e realtà.
Letture, emozioni e memoria condivisa
Le letture curate da Sandra Vigiani hanno aggiunto pathos alla serata, toccando alcuni dei passaggi più significativi del romanzo. I presenti hanno seguito con attenzione, lasciandosi coinvolgere dalla forza delle parole, dai silenzi carichi di significato, dalle immagini di un’epoca che continua a parlare anche al nostro tempo.
L’evento ha rappresentato non solo un’occasione per presentare un libro, ma anche per riflettere collettivamente sulla memoria storica, sull’importanza della testimonianza narrativa e sul ruolo che la cultura può avere nel tramandare ciò che non deve essere dimenticato.
Un’estate di libri e di comunità
La rassegna Estate in Libri 2025 continua a dimostrare quanto sia possibile costruire una proposta culturale di qualità, radicata nel territorio, grazie all’impegno delle volontarie della biblioteca, della Pro Loco di Ronta e delle realtà associative che collaborano attivamente. Ogni incontro diventa un’occasione per incontrarsi, ascoltare, scoprire nuovi punti di vista e consolidare il legame con la propria comunità.
Serate come quella dedicata a Gli occhi della lepre ricordano che la cultura non è solo intrattenimento, ma anche strumento di consapevolezza, confronto e crescita collettiva. Un appuntamento da non perdere, che ha saputo emozionare e lasciare un segno.


