Il Parco Mediceo di Pratolino si prepara a ospitare un fine settimana dedicato a una delle figure più note del Rinascimento italiano. Sabato 11 e domenica 12 aprile, con repliche alle 16, 17 e 18, andrà in scena “Giovanni delle Bande Nere, il Gran Diavolo del Rinascimento”, spettacolo rievocativo e teatrale promosso dalla Compagnia delle Seggiole e dall’Associazione Culturale Scannagallo Aps, Compagnia Giovanni delle Bande Nere, con il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze.
In caso di maltempo, l’iniziativa sarà riproposta nel fine settimana successivo, sabato 18 e domenica 19 aprile.
Un viaggio nel Cinquecento tra accampamenti e battaglie
L’evento punta a riportare il pubblico dentro l’atmosfera del XVI secolo, grazie alla ricostruzione di un accampamento militare rinascimentale e a un percorso che unisce teatro, didattica e dimostrazioni dal vivo.
Chi parteciperà potrà muoversi tra gli spazi del campo, osservare da vicino armi, armature, abitudini quotidiane e tecniche di combattimento dell’epoca, assistendo anche a dimostrazioni di giochi d’arme. Il momento finale sarà la rievocazione storica di una battaglia, pensata per collegare la parte divulgativa alla componente più spettacolare dell’iniziativa.
Lo spettacolo dedicato al condottiero dei Medici
Al centro del programma c’è la pièce “Giovanni delle Bande Nere”, scritta da Massimo Sandrelli e adattata per la scena con la regia di Sabrina Tinalli. La produzione è affidata alla Compagnia delle Seggiole.
Lo spettacolo ripercorre la vita del celebre condottiero, figlio di Caterina Sforza e Giovanni de’ Medici, seguendone l’ascesa tra politica, guerra e vicende familiari. A fare da filo narrativo è la voce di Pietro l’Aretino, amico e testimone del suo tempo, che accompagna il pubblico dentro il carattere impetuoso di Giovanni e nella fama che lo rese uno dei personaggi più discussi e temuti del suo secolo.
I passaggi chiave della sua vita
La rappresentazione tocca alcuni momenti centrali della sua biografia. Dall’esilio da Firenze alle prime esperienze turbolente a Roma, fino al rapporto con i Papi Medici, in particolare Papa Leone X, che gli affidò le prime spedizioni militari.
Ampio spazio viene dato anche alle innovazioni introdotte da Giovanni nella gestione delle sue truppe, dalla disciplina militare all’uso di divise riconoscibili, elementi che contribuirono a costruire la sua immagine di comandante moderno e temuto.
Uno dei passaggi più noti riguarda l’origine del nome “Bande Nere”, legato al lutto per la morte di Leone X. Da quel momento le insegne vennero annerite e divennero il segno distintivo delle sue compagnie.
Il racconto si chiude con la sua morte, avvenuta nel 1526, quando aveva appena 28 anni, in seguito alle ferite riportate nella battaglia di Governolo dopo essere stato colpito da un falconetto.
Le associazioni protagoniste della rievocazione
A dare forma al progetto sono due realtà che da anni lavorano nel campo della rievocazione storica. La Compagnia Giovanni delle Bande Nere e l’Associazione Culturale Scannagallo Aps si occupano di studio, divulgazione e ricostruzione del mondo rinascimentale, con particolare attenzione alla scherma antica e alle tecniche di combattimento.
Il loro lavoro si concentra sulla ricostruzione fedele di accampamenti mercenari, sull’esposizione di armi bianche, armature e armi da fuoco, ma anche sulla restituzione degli aspetti più quotidiani della vita del tempo, dai gesti comuni all’organizzazione del campo.
Il cast in scena
A interpretare Giovanni delle Bande Nere sarà Ruggero Albisani. Accanto a lui, Fabio Baronti nel ruolo di Pietro l’Aretino, Chiara Macinai nei panni di Lucrezia, Sofia Giunta in quelli di Caterina, Lorenzo Carcasci nel ruolo di Salviati, Davide Diamanti come Papa Leone X e Ugo Galasso nel ruolo del musico.
Un appuntamento che unisce storia e spettacolo
L’iniziativa del Parco di Pratolino non si limita alla ricostruzione storica. L’idea è quella di offrire un’esperienza più ampia, capace di mettere insieme narrazione teatrale, divulgazione e azione scenica. Un modo diretto per riportare al centro la figura di Giovanni delle Bande Nere, a cinquecento anni dalla sua morte, senza trasformarla in una semplice celebrazione formale.
Per il pubblico sarà l’occasione di entrare, per qualche ora, dentro un pezzo di Rinascimento vissuto sul campo, tra soldati, armi, cronache e battaglie.

