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Palio del Diotto 2026, Ponzalla conquista ancora il drappo: Scarperia celebra 720 anni di storia

di Leonardo Romagnoli

È ancora Ponzalla a prendersi il Palio del Diotto. I neri hanno conquistato l’edizione 2026 della tradizionale sfida tra i rioni di Scarperia, al termine di una serata combattuta che ha riportato nel cuore del paese una delle manifestazioni più sentite del Mugello.

Quella di quest’anno è stata un’edizione dal significato particolare. Il Palio dei rioni ha infatti raggiunto il traguardo della sessantesima edizione, inserendosi nelle celebrazioni del Diotto, una tradizione che affonda le proprie radici nella storia di Scarperia, fondata 720 anni fa.

Una giornata iniziata con il campanone

Le celebrazioni sono iniziate fin dalla mattina, con la consegna della Costituzione ai neo maggiorenni e il tradizionale rintocco del campanone.

Poi, con l’arrivo della sera, l’attenzione si è spostata sul centro storico e sul Palazzo dei Vicari, da dove sono usciti i figuranti prima dell’ingresso dei quattro rioni finalisti.

Bandiere, tamburi e costumi hanno riportato Scarperia dentro una tradizione che continua a coinvolgere il paese e che trova nel Palio uno dei momenti più attesi dell’anno.

Ponzalla vince ancora

A decidere la serata è stata la sfida tra i rioni, arrivata quest’anno alla sessantesima edizione.

La competizione è rimasta aperta fino alla fine, ma ad avere la meglio sono stati ancora una volta i neri di Ponzalla, che hanno conquistato il drappo e aggiunto un’altra vittoria alla propria storia nel Diotto.

Una notte che per Ponzalla si è così tinta nuovamente di nero, tra la soddisfazione dei partecipanti e quella dei sostenitori del rione.

Il Diotto e il legame con Scarperia

Al di là del risultato, il Diotto conserva un significato che supera quello della competizione tra rioni.

La manifestazione è uno degli appuntamenti attraverso i quali Scarperia mantiene vivo il rapporto con la propria storia. Il centro storico, il Palazzo dei Vicari, i costumi e le sfide diventano per una sera parte di un racconto collettivo che continua a essere tramandato tra le generazioni.

Settecentoventi anni dopo la fondazione del paese, il Diotto resta quindi un momento nel quale passato e presente finiscono per incontrarsi nella piazza.

E se alla fine il Palio deve necessariamente avere un vincitore, per il 2026 il verdetto è chiaro: il drappo prende ancora una volta la strada di Ponzalla.

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