A cura di Aldo Giovannini
A Foggia l’architetto Dario Zingarelli incontra il Generale Roberto Vannacci…
Dall’amico Giuseppe Zingarelli, storico e letterato, nostro collaboratore da Foggia e da San Giovanni Rotondo, riceviamo e pubblichiamo questo contributo giornalistico.
– Da San Giovanni Rotondo, cittadina che ha molti legami con il Mugello in generale e con Borgo San Lorenzo in particolare, per la figura del dottor Guglielmo Sanguinetti, figura storica per la quale l’Amministrazione comunale di Borgo San Lorenzo ha già approvato la delibera per intitolargli al più presto una strada, ricambiando l’intitolazione di una via già realizzata a San Giovanni Rotondo dal Comune garganico e che si trova proprio nelle vicinanze del Convento dei Frati Cappuccini. Riceviamo e pubblichiamo anche questa volta una interessante nota inviata dal collega Giuseppe Zingarelli, riguardante l’incontro tra il Generale Roberto Vannacci e l’architetto Dario Zingarelli.
Dopo aver svolto approfondite ricerche riguardanti la storia della costruzione dell’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” insieme al suo collega, l’architetto Gaetano Lombardi, l’architetto Dario Zingarelli, incontrando giovedì 26 giugno 2025, a Foggia, il Generale Roberto Vannacci, ha comunicato al politico ligure, Eurodeputato della Lega, quanto emerso a seguito del ritrovamento di importanti documenti che hanno, finalmente, rivelato il nome del vero progettista dell’opera architettonica, fortemente voluta da Padre Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo.
Un incontro storico questo avvenuto a Foggia, perché ha riproposto a tutti l’importanza della Storia e dell’Opera di San Pio. Fu l’architetto Sirio Giametta, nato a Frattamaggiore, nel napoletano, il 13 luglio 1912, a redigere nel 1940, su incarico diretto di Padre Pio, le 40 tavole che composero il progetto esecutivo del Policlinico garganico.
Se per Giametta fu il suo primo vero progetto della sua lunga e fortunata carriera professionale da architetto, per il Policlinico, invece, fu il battesimo che lo fece diventare da subito l’ospedale più conosciuto al mondo. Tutto ciò avvenne tra ottobre e dicembre del 1940. Lo stesso Giametta ammise in una nota intervista del settimanale Gente, di essere rimasto interdetto anch’egli per la rapidità di ideazione e stesura su carta del monumentale progetto esecutivo, solo poco più di due mesi in tutto.
Poi la guerra fermò tutto, ma subito dopo il 1946 iniziarono i lavori e il 5 maggio 1956, giorno dell’onomastico di Padre Pio, venne inaugurata la struttura ospedaliera, che ancora oggi tutto il mondo ricorda con lo stesso entusiasmo.
Lo scorso 26 giugno 2025 l’architetto Dario Zingarelli ha discusso proprio di questa importante questione storica con il Generale Roberto Vannacci, una questione rimasta insoluta fino a oggi. Ha consegnato all’Eurodeputato una copia del libro scritto dal giornalista e Direttore di Padre Pio Tv Stefano Campanella, dal titolo “Il medico con le scarpe rotte”, edizioni Padre Pio da Pietrelcina, recante una dedica con una richiesta precisa e del tutto singolare.
Il libro di Campanella ricostruisce per la prima volta la vera storia della costruzione dell’ospedale, ripercorrendone cronologicamente la prima fase dei lavori e svelandone i veri protagonisti, fase denominata dall’architetto Zingarelli: fase pionieristica. Nel libro anche la prima ricostruzione della vera biografia ufficiale del dottor Guglielmo Sanguinetti.
Poi anche l’altro significativo tassello dell’intera storia, ovvero quello riguardante il Processo a Angelo Lupi. Esso fu celebrato presso il Tribunale di Foggia tra il 1950 e il 1954, per esercizio abusivo della professione di ingegnere e architetto. Fu implicato anche Padre Pio come committente diretto dell’opera ospedaliera.
Il libro riporta, finalmente, il nome del vero progettista dell’ospedale: Sirio Giametta.

Sul nome del vero progettista e sul periodo storico nel quale l’architetto frattese ha redatto il progetto, da ottobre a dicembre del 1940, si sono accesi ora i riflettori, perché oltre al Giametta ci furono anche altri protagonisti, che durante il periodo fascista, periodo fortemente dibattuto, mai finora veramente approfondito, si arriverà alle vicende dell’Armistizio di Cassibile (Siracusa) del 3 settembre 1943, poi al trasferimento a Pescara del Re Vittorio Emanuele III e del Governo Badoglio, fino al Referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946.
La scoperta del Gruppo di Studio è che esiste un unico filo conduttore tra tutti questi avvenimenti, con una serie di nomi a lui legati direttamente: Padre Pio! La tesi più accreditata dall’architetto Zingarelli è che il progetto originale dell’ospedale di Padre Pio sia ancora giacente a New York, presso gli Archivi storici dell’U.N.R.R.A. (United Nations Relief and Rehabilitation Administration), un’organizzazione internazionale con sede a Washington e New York istituita nel 1943, per fornire assistenza economica, sanitaria e alimentare ai Paesi gravemente danneggiati dalla Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1945 l’UNRRA entrò a far parte anche delle Nazioni Unite.
Invece, nel libro scritto dal Generale Vannacci, “Il mondo al contrario”, l’autore percepisce e delinea i cambiamenti della società moderna, denuncia la deriva dei valori tradizionali, con minoranze che influenzano negativamente la percezione della normalità da parte della maggioranza, e in cui egli propugna di far presto ritorno al buon senso e ai valori tradizionali.
Secondo l’architetto Zingarelli, esiste una analogia diretta tra il libro del Generale Vannacci e le vicende storiche rivelate nel libro dal giornalista Stefano Campanella. Infatti, Il mondo al contrario non coinvolgerebbe solo gli ultimi anni del nostro secolo, ma avrebbe radici più lontane, cioè radicatesi nei decenni passati, quando ancora Padre Pio era vivo e fortemente attivo a San Giovanni Rotondo.
Dunque, anche per l’ospedale di Padre Pio la storia iniziò a girare …al contrario, contaminando gli eventi legati all’azione dei protagonisti che aiutarono Padre Pio durante la costruzione dell’ospedale.
E questo girare …al contrario non fu, certamente, solo un caso, anzi una precisa macchinazione diabolica, che ha tenuto nascosto di fatto, afferma l’architetto Zingarelli, il nome della rosa di tutti i protagonisti coinvolti, ovvero del vero progettista dell’opera ospedaliera, oscurato del tutto fino ai nostri giorni.
Perché architetto Zingarelli? Il motivo può essere facilmente immaginabile, solo ora a distanza di più di ottant’anni dagli avvenimenti, possiamo riflettere sui documenti rinvenuti, potendone dare una risposta certa e condivisa. Non solo per le particolari caratteristiche del periodo che si attraversava, tra il 1940 e il 1942, in questo intervallo di tempo Benito Mussolini promise a Padre Pio di finanziargli e realizzargli subito il suo ospedale.
Ma quella sua sincera promessa dovette presto essere disattesa del tutto, sia per Padre Pio sia per tutti gli italiani, a causa dell’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania, il 10 giugno 1940.

Molto probabilmente Il mondo al contrario raccontatoci tutto d’un fiato dal Generale Vannacci, ha le sue radici proprio negli anni quaranta dello scorso secolo, afferma l’architetto Zingarelli, da quei drammatici avvenimenti, che partiti dal progetto dell’ospedale del Santo, si sono ramificati e poi concatenati l’uno all’altro successivamente, innestando errori su errori sfuggiti di mano e attraversando fasi sempre più burrascose, come l’Armistizio di Cassibile (Siracusa), del 3 settembre 1943, poi l’episodio del singolare trasferimento a Pescara del Re e del Governo Badoglio, con la liberazione di Mussolini a Campo Imperatore da parte dei tedeschi, invece che dagli americani.
Tutto molto strano considerando che uno dei momenti più importanti di tutta la storia della Seconda Guerra Mondiale si sia svolto mentre tutti gli attori principali erano a pochi chilometri l’uno dall’altro, compresi alcuni figli spirituali di Padre Pio, rimasti finora sconosciuti, che proprio a Pescara operavano, e dove era stato programmato, inizialmente, lo sbarco degli Alleati.
Qui a Pescara, i figli spirituali di Padre Pio rivestivano anche cariche istituzionali molto importanti, come il Vice Prefetto Reggente di Pescara o come l’ingegnere capo dell’Ufficio Tecnico dell’Ente Provincia di Pescara, come il più stretto collaboratore di Gabriele D’Annunzio e Padre Pio, e, infine, il chirurgo di Padre Pio, anche medico specialista personale del Maresciallo Pietro Badoglio.
Poi si arriverà al Referendum istituzionale del 1946 e continuando, fino alla morte di Aldo Moro, arrivando ai nostri giorni, sempre con una miriade di legami diretti e indiretti legati a un unico nome: Padre Pio!
Tutti avvenimenti finora mai del tutto chiariti dalla storia ufficiale, anzi, resi ancora più oscuri da una trama inquietante, in un mondo che ha cominciato a girare sempre più …al contrario!
Un caso? No! Risponde l’architetto Zingarelli, il Generale Vannacci ha ragione! E alla sua tesi l’architetto aggiunge la sua.
Con la stretta collaborazione del Gruppo di Studio e Ricerche storiche, coordinato dagli architetti Dario Zingarelli e Gaetano Lombardi, di cui fa parte anche l’analista e reporter foggiano Franco Cautillo, il Direttore di Padre Pio TV ha ufficialmente smentito la storia che, erroneamente, attribuiva al tuttofare Angelo Lupi di Castel Frentano, nel chietino, la paternità progettuale dell’ospedale garganico.
Angelo Lupi collaborò sì con Padre Pio e il dottor Guglielmo Sanguinetti per la costruzione dell’opera, ma usurpandone, abusivamente, prima il titolo di progettista all’architetto Sirio Giametta e poi, agli ingegneri Gaetano Candelori e Attilio Vianale, rispettivamente, quello di 1° e 2° Direttore dei Lavori.
Dunque, in realtà le cose andarono diversamente, perché dietro al presunto abusivismo delle opere architettoniche di Padre Pio, sono esistiti, invece, dei veri tecnici abilitati, così come sono esistiti realmente anche dei veri avvocati personali del Santo.
Un enorme polverone si alzò d’improvviso attorno a Padre Pio, proprio quando la figura di Angelo Lupi gli si affiancò e molte cose iniziarono a girare …al contrario!
Angelo Lupi si firmava sì sui progetti, ma solo sotto la firma degli ingegneri regolarmente abilitati. In questo modo si firmava come arredatore-artista e basta, solo per essere pagato come arredatore, occupandosi della realizzazione degli arredi una volta conclusi anche gli edifici stessi.
Ma accadde che autonominarsi abusivamente ingegnere o architetto (perché poi al Processo di Foggia fu amnistiato) fu per Angelo Lupi una prassi e le cose cominciarono a girare …al contrario!
Lupi divenne per tutti, comprese le autorità amministrative locali, quelle di Roma e New York, l’ingegner Lupi! Mentre Sirio Giametta venne del tutto cancellato dalla storia.
Il libro del giornalista Campanella conferma anche che l’opera architettonica in stile Neoclassico voluta da Padre Pio, voleva rilanciare anche la grande storia dell’intera provincia di Foggia.
Il progetto della “Casa Sollievo della Sofferenza e Fiorello La Guardia” è l’unico progetto nella storia dell’Architettura italiana ad essere stato redatto in pieno regime fascista, e che, successivamente, fu realizzato solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

E così mentre tutti i progetti programmati in epoca fascista venivano annullati e bloccati definitivamente dai Governi italiano e americano, il progetto dell’ospedale di Padre Pio, redatto nel 1940, in pieno fascismo, oltrepassava il 1945 indisturbato e veniva realizzato senza alcuna modifica grazie al Governo americano, ma con un unico sostanziale tabù, con quel rebus nato (N.A.T.O.–O.T.A.N.) e durato più di ottant’anni, ovvero che il primo vero progetto architettonico e il primo vero nome del progettista dell’ospedale coincidono con il nome dell’architetto Sirio Giametta.
Pertanto, aver risolto oggi questo rebus significa tirarsi dietro i nomi di Benito Mussolini, Casa Savoia, Re Vittorio Emanuele III, il Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio, il chirurgo Federico D’Alfonso di Pescara, il Vice Prefetto di Foggia e poi di Pescara Cesare Pace originario di Casandrino, i Maestri della Pittura italiana Giuseppe e Carlo Verdecchia di Casoli di Atri, l’ingegner Gaetano Candelori di Casoli di Atri, l’ingegner Attilio Vianale di Lama dei Peligni, gli avvocati Attilio De Sanctis di Fano e Giovanni Colletti di Pescara, l’ingegner Francesco Giannangeli di Vittorito, l’industriale Luigi Ghisleri di Milano, John McCaffery (durante la guerra fu a capo delle Operazioni Speciali in Europa con gli Alleati), l’onorevole Giovanni Leone, l’avvocato Alfredo De Marsico, l’onorevole Giulio Andreotti e tanti altri nomi che contribuirono a vario titolo alla realizzazione dell’opera di Padre Pio.
L’architetta Maria Antonietta Soccio, componente del Gruppo di Studio, nel condividere con vivo entusiasmo i risultati raggiunti oggi dalla ricerca, risultati che coinvolgono tematiche e analisi storiche di portata nazionale e mondiale, con sintesi critiche finora mai svelate, rimarca anche il ruolo avuto nella storia da parte di alcune protagoniste femminili, proprio nel coordinamento delle prime fasi della costruzione dell’ospedale garganico.
Come, per esempio, quello dell’ingegnera Eleonora Figna, tra le prime donne italiane laureatesi in Ingegneria presso il Politecnico di Torino, poi trasferitasi a San Giovanni Rotondo per aiutare Padre Pio.
Nell’incontro avvenuto a Foggia, l’architetto Dario Zingarelli ha confermato al Generale Vannacci il dato certo, che il progetto originale dell’ospedale di Padre Pio redatto dall’architetto Sirio Giametta si trovi ancora a New York, conservato presso gli Archivi storici dell’UNRRA, tra le carte del Presidente Fiorello La Guardia, che proprio nel 1946, il celebre italo-americano, originario proprio di Foggia, avendo sul suo tavolo il progetto esecutivo, quello di Sirio Giametta, poté liquidarlo e firmare il primo fondamentale finanziamento per l’avvio della costruzione dell’ospedale a San Giovanni Rotondo.
Oggi il ritrovamento del progetto è di fondamentale importanza e sarebbe per il Generale Vannacci un grande gesto riportarlo a casa qui in Italia, di nuovo presso l’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza e Fiorello La Guardia”, da dove lo stesso venne spedito per New York nel lontano 1946. Spedito dal dottor Guglielmo Sanguinetti, dal dottor Mario Sanvico e da Angelo Lupi…
Riportarlo a casa (alla Casa del Sollievo della Sofferenza) sarebbe come fermare Il mondo al contrario descritto dal Generale Vannacci.
L’incontro a Foggia con il Generale Vannacci, nella terra di Padre Pio, è stato cordiale, singolare, inaspettato, per la straordinaria tematica propostagli dall’architetto Zingarelli. Era presente e molto incuriosito anche il Consigliere regionale alla Regione Puglia, l’avvocato Joseph Splendido di Foggia, coordinatore della storica visita del Generale Vannacci nel capoluogo della Capitanata.
Il singolare incontro ha anticipato poi quello che è seguito formalmente con tutti i foggiani, accorsi nella sala situata a poche decine di metri dalla Cattedrale di Foggia.
Nel salutare il Generale Vannacci, l’architetto Zingarelli ha raccolto la sua disponibilità. Ci si aspetta che l’autorità, l’esperienza e la gentilezza del militare e dell’uomo politico possano al più presto riportare a San Giovanni Rotondo il prezioso e singolare progetto dell’architetto Sirio Giametta.
Come direbbe Umberto Eco, Il nome della rosa è stato ora svelato!
Giuseppe Zingarelli

