Il Natale in Toscana ha un sapore particolare, ma è tra le colline del Mugello che la tavola delle feste diventa un vero e proprio omaggio alla terra e alla cultura rurale. Da Barberino a Marradi, passando per Borgo San Lorenzo, il menù natalizio segue binari precisi, dove la pasta fatta in casa e le carni del territorio sono le assolute protagoniste.
In questo articolo esploreremo le portate immancabili per un autentico pranzo di Natale mugellano, unendo il gusto della tradizione alle eccellenze gastronomiche locali.
L’apertura nel segno dei crostini neri e dei salumi locali
Il rito del pranzo di Natale inizia rigorosamente con l’antipasto toscano, ma con alcune declinazioni tipiche della zona. Non possono mancare i crostini neri, preparati con i fegatini di pollo, capperi e acciughe, serviti su pane sciapo leggermente bagnato nel brodo.
Accanto ai crostini, la selezione di salumi mugellani gioca un ruolo fondamentale. La finocchiona DOP e il prosciutto toscano, spesso accompagnati da pecorini freschi delle fattorie locali, preparano il palato alle portate successive, celebrando la norcineria d’eccellenza che caratterizza la nostra valle.
Il primo piatto: l’eccellenza del Tortello Mugellano di patate
Se nel resto della Toscana il Natale è spesso sinonimo di cappelletti o cappellacci, nel Mugello il re indiscusso è il Tortello di patate. Questa pasta fresca all’uovo, ripiena di un impasto di patate lesse, aglio, prezzemolo e un pizzico di noce moscata, rappresenta l’identità stessa della nostra gastronomia.
Per il pranzo di Natale, il tortello viene tradizionalmente condito con un ragù di carne ricco e saporito, oppure con un sugo di cacciagione (cinghiale o lepre), richiamando i sapori dei boschi che circondano i nostri borghi. La sua consistenza morbida e il gusto delicato del ripieno lo rendono il piatto più atteso da grandi e piccini.
I secondi piatti: il gran bollito e l’arrosto girato
Il secondo piatto natalizio mugellano è una celebrazione delle carni bovine e avicole. Il lesso rifatto o il gran bollito misto, accompagnato dalla salsa verde, è un classico intramontabile, spesso derivante dalla lunga cottura del brodo utilizzato per la stracciatella o per bagnare i crostini.
Tuttavia, il vero protagonista della festa è l’arrosto girato o la carne alla brace. Nelle case dove ancora arde il camino, lo spiedo carichi di fegatelli, lombo di maiale e coniglio profumano l’aria di rosmarino e salvia. Non può mancare, naturalmente, il richiamo alla razza Calvana, vanto zootecnico del territorio, per chi desidera una tagliata o un arrosto di altissima qualità.
I dolci della tradizione: dal Pan di Ramerino ai marroni di Marradi
Il finale del pasto è un trionfo di sapori invernali. Oltre ai classici lievitati nazionali, nel Mugello si onora il Marrone del Mugello IGP. I dolci a base di castagne, come il castagnaccio o i marrons glacés di Marradi, chiudono il pranzo con una nota di dolcezza legata alla montagna.
Per accompagnare il caffè, spesso compaiono i cantucci pratesi (data la vicinanza geografica e storica) da inzuppare nel Vin Santo, concludendo un percorso sensoriale che affonda le radici nella storia contadina della Toscana più autentica.
E Buon Natale a tutti !!

