Il Museo Spazio Brizzolari di Pianvallico si prepara a vivere un fine settimana intenso, tra arti visive e teatro contemporaneo. In programma ci sono due appuntamenti, sabato 21 marzo 2026 e domenica 22 marzo 2026, pensati per coinvolgere pubblici diversi ma legati da un filo comune, quello della ricerca artistica e del confronto con il presente.
Sabato 21 marzo inaugura “Nuova Piccola Atene. La primavera delle arti”
Il primo evento è fissato per sabato 21 marzo alle ore 17:00, quando il museo aprirà le porte alla mostra collettiva “Nuova Piccola Atene. La primavera delle arti”.
L’esposizione rientra nel progetto BrizzoLart, sotto la direzione artistica di Marco Paoli, ed è curata da Lapo Galardi e Beatrice Viola, in collaborazione con Emanuela Degan, con il patrocinio del Comune di Scarperia e San Piero.
Un progetto che guarda alla poetica di Antonio Brizzolari
La mostra nasce attorno a uno dei passaggi più significativi della ricerca di Antonio Brizzolari, quello legato al concetto di “Piccola Atene”, considerato un momento decisivo nella sua produzione.
L’idea al centro del percorso è chiara: l’arte non come semplice oggetto da osservare, ma come spazio da attraversare e vivere. Da qui prende forma un dialogo tra linguaggi diversi, con opere che mettono insieme pittura, scultura e fotografia, dentro un allestimento costruito per favorire scambio, incontro e sperimentazione.
Il risultato è un percorso che punta su una visione dell’arte viva, aperta e profondamente attuale, capace di trasformare lo spazio espositivo in un laboratorio di confronto tra tecniche, sensibilità e idee.
Vernissage con interventi dal vivo e degustazione
Durante il vernissage, gli artisti saranno coinvolti in interventi dal vivo all’interno del museo. Un momento pensato per mostrare da vicino il processo creativo e il valore del gesto artistico, senza filtri e senza distanza.
Alle 17:30 è prevista anche una visita al Museo Spazio Brizzolari, accompagnata da un aperitivo e da una degustazione di vini a cura di ONAV, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino.
Domenica 22 marzo in scena “Ma l’amore no”
Il secondo appuntamento è in programma per domenica 22 marzo alle ore 18:00 con lo spettacolo “Ma l’amore no”, interpretato da Alla Munchenbach, con drammaturgia di Ilaria Mavilla, regia di Mirko Angelo Castaldo e impressioni sonore di Paolo Rossetti Murittu.
Si tratta di un lavoro teatrale che mette a confronto due dimensioni lontane nel tempo ma vicine nei meccanismi di oppressione: da una parte la violenza dei manicomi in epoca fascista, dall’altra le forme più sottili e contemporanee di condizionamento mentale e relazionale.
Un’unica attrice, due donne, due epoche
Il cuore dello spettacolo è nella prova scenica di Alla Munchenbach, chiamata a incarnare due figure femminili che finiscono per specchiarsi l’una nell’altra.
Da una parte c’è Alida, donna degli anni Quaranta, rinchiusa in manicomio e persa in un delirio amoroso che la porta a credersi legata a Benito Mussolini. Dall’altra c’è Ellen, donna contemporanea, convinta del valore delle conquiste femminili e decisa a spingere Alida verso un’idea di libertà.
Il testo evita la ricostruzione storica in senso stretto e sceglie una strada più teatrale e simbolica: l’incontro impossibile tra due esistenze separate dai decenni, ma unite da una stessa domanda sul confine tra autonomia, controllo e prigionia.
Il suono come parte della scena
In questo impianto, il lavoro di Paolo Rossetti Murittu non accompagna soltanto la recitazione, ma costruisce una vera architettura emotiva. Le sonorità diventano parte della scena, danno corpo ai pensieri non detti e trasformano il vuoto in tensione.
La regia di Mirko Angelo Castaldo segue la stessa linea. Niente realismo, nessuna ricostruzione convenzionale, ma uno spazio essenziale dove gesti, silenzi e suoni reggono il peso del conflitto interiore. È qui che lo spettacolo trova la sua forza, in un equilibrio instabile tra memoria storica e inquietudini del presente.
Un weekend nel segno della ricerca artistica
Tra la mostra collettiva del sabato e il teatro della domenica, il Museo Spazio Brizzolari propone due eventi diversi ma coerenti, entrambi centrati sulla capacità dell’arte di aprire domande e mettere in movimento lo sguardo di chi osserva.
Un fine settimana che porta a Pianvallico un programma fitto, con linguaggi differenti e una stessa attenzione alla sperimentazione.




