Ultimi giorni per immergersi in uno dei percorsi artistici più apprezzati del 2025: la mostra dedicata all’artista e religioso mugellano Beato Angelico, ospitata tra Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco, si avvia alla conclusione. L’evento, inaugurato con grande successo, ha riscosso un tale interesse da spingere gli organizzatori a prolungare gli orari di apertura proprio in vista del fine settimana finale.
Apertura fino alle 23 per l’ultima occasione
Per oggi e domani, Palazzo Strozzi resterà eccezionalmente aperto fino alle 23, con ultimo ingresso previsto alle ore 22. Un’opportunità in più per chi non è ancora riuscito ad accedere a questa mostra che ha catturato l’attenzione di migliaia di visitatori, sia locali che internazionali.
Nonostante i biglietti online siano già esauriti, è ancora possibile acquistare l’ingresso direttamente in biglietteria, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Un evento senza precedenti
L’esposizione rappresenta uno dei momenti culturali più importanti dell’anno per Firenze e non solo. Promossa da Fondazione Palazzo Strozzi, in collaborazione con il Museo di San Marco e il Ministero della Cultura, la mostra mette in luce la figura e l’opera di Beato Angelico, artista fondamentale del primo Rinascimento.
Un percorso tra arte e spiritualità
Il progetto espositivo si distingue per il suo carattere unico e irripetibile, capace di intrecciare il lavoro di Beato Angelico con quello di altri grandi protagonisti del Quattrocento, come:
- Lorenzo Monaco
- Masaccio
- Filippo Lippi
- Lorenzo Ghiberti
- Michelozzo
- Luca della Robbia
Oltre 140 opere in mostra
Tra Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco, i visitatori possono ammirare più di 140 opere, tra:
- Dipinti
- Disegni
- Sculture
- Miniature
Molti dei capolavori esposti provengono da musei internazionali, biblioteche storiche, chiese e collezioni private, rendendo questa esposizione una delle più ricche mai realizzate sul pittore fiorentino.
Un doppio luogo simbolico
L’idea di suddividere la mostra in due sedi consente un dialogo diretto tra i luoghi simbolo della vita e dell’arte di Beato Angelico. Da una parte, Palazzo Strozzi ospita il nucleo più vasto della mostra temporanea, dall’altra, il Museo di San Marco – ex convento domenicano dove l’artista visse e lavorò – rappresenta la dimensione più intima e spirituale del suo percorso.
Ma chi era Beato Angelico?
Nato intorno al 1395 con il nome di Guido di Pietro, Beato Angelico fu frate domenicano e pittore, attivo tra il tardo Medioevo e il primo Rinascimento. È considerato uno degli artisti più rappresentativi della spiritualità figurativa del Quattrocento, capace di unire innovazione pittorica e profondità religiosa.
Le origini nel Mugello
Beato Angelico era originario del Mugello, una terra fertile di talenti artistici: la stessa area da cui provengono anche Giotto, Donatello e Andrea del Castagno. In particolare, Vicchio, piccolo centro toscano immerso nel verde, è ritenuto il luogo di nascita dell’artista. Un territorio che, grazie alla sua vivace cultura religiosa e artistica, contribuì in modo decisivo alla formazione spirituale e creativa del pittore.
L’identità tra la pittura e la fede che caratterizza la sua opera nasce proprio in questo contesto: un ambiente in cui l’arte era vissuta come strumento di devozione e insegnamento, oltre che di bellezza.
Perché visitarla?
La mostra non è solo un’esposizione d’arte, ma un viaggio nella Firenze del Quattrocento, tra fede, innovazione e bellezza. Un’occasione per:
- Comprendere l’evoluzione del linguaggio figurativo rinascimentale
- Scoprire il ruolo centrale di Beato Angelico nell’arte sacra
- Ammirare opere raramente visibili in Italia
Ultime informazioni utili
- Date: Fino al 25 gennaio
- Dove: Palazzo Strozzi e Museo di San Marco, Firenze
- Orari straordinari: 23 e 24 gennaio apertura fino alle ore 23
- Biglietti: Online esauriti – disponibili solo in biglietteria
Un’ultima occasione per lasciarsi ispirare da uno degli artisti più delicati e potenti del Rinascimento italiano. La mostra su Beato Angelico non è soltanto un tributo, ma un invito a riscoprire l’armonia tra arte e spiritualità, dalle radici mugellane fino alla gloria delle chiese fiorentine.

