Nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo, Monte Beccugiano si prepara a vivere una giornata dal forte valore simbolico. Domenica prossima, alle ore 12:00, si celebrerà il venticinquesimo anniversario della croce monumentale che svetta sul valico tra la Valle del Lamone e la Valle Acerreta, nel territorio del comune di Marradi. Un luogo suggestivo, carico di spiritualità e memoria, che torna protagonista grazie a un appuntamento che intreccia fede, storia e identità locale.
La croce fu collocata nel settembre del 2000, in occasione del Grande Giubileo, per volontà di don Anselmo Fabbri, allora parroco di Sant’Adriano e già parroco emerito di Lutirano. L’opera, frutto della maestria artigianale e della generosità di Agostino Sartoni, conosciuto da tutti come Gosto, e di Egidio Rontini, fu benedetta in una cerimonia che molti ancora ricordano con commozione. Da allora, la croce è diventata un punto di riferimento per l’intera vallata: un simbolo religioso, certo, ma anche culturale e identitario.
Un atto vandalico e la risposta della comunità
Nel gennaio del 2021, però, un gesto vile ha colpito al cuore la comunità. Nella notte del 29 gennaio, ignoti vandali abbatterono la croce, lasciandola spezzata a terra. Un episodio che suscitò sconcerto e indignazione non solo tra i residenti, ma anche tra le istituzioni. Il sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, fu tra i primi a intervenire esprimendo la vicinanza dell’Amministrazione comunale alle parrocchie coinvolte e alla cittadinanza tutta, ricordando come quel gesto rappresentasse un’offesa ai valori condivisi su cui si fonda il vivere civile.
Ma da quella ferita è nata una reazione esemplare. La comunità di Lutirano, con il supporto dell’Associazione Volontari per la Valle Acerreta, si è immediatamente mobilitata per il recupero e il restauro della croce. Il simbolo, riportato nella chiesa parrocchiale, è stato riparato con grande cura e riconsegnato al suo luogo originario domenica 21 febbraio 2021, in occasione della Festa di San Pier Damiani. A meno di un mese dal gesto vandalico, la croce tornava al suo posto, accolta da un clima di gioia collettiva e partecipazione sincera.
Un anniversario tra memoria e futuro
A distanza di 25 anni dalla sua posa, la croce di Monte Beccugiano continua a rappresentare molto più di un manufatto. È un punto d’incontro tra passato e presente, tra spiritualità e tradizione, tra resistenza e rinascita. Il vescovo di Faenza-Modigliana, Mons. Mario Toso, nel 2021 volle ringraziare pubblicamente i volontari e i cittadini che si erano adoperati per la ricostruzione, ricordando come la manutenzione ordinaria di questo luogo sia oggi affidata alla cura collettiva di chi ne riconosce l’importanza.
Il senso più profondo di questa ricorrenza si lega idealmente anche alla Festa dell’Esaltazione della Croce, che si celebra ogni 14 settembre. La croce, nella sua essenza, è un simbolo che racchiude dolore e speranza, sconfitta e riscatto. Rappresenta un cammino che attraversa il sacrificio per aprirsi alla possibilità di redenzione. E proprio questo duplice significato è ciò che rende la commemorazione ancora più sentita: un’occasione per rileggere il presente alla luce di ciò che unisce.
Il programma della giornata
L’evento celebrativo avrà luogo domenica 14 settembre 2025, proprio a Monte Beccugiano, dove è previsto anche l’arrivo di un’escursione del C.A.I. Faentino, che condividerà il momento con le realtà locali. Il programma prevede:
- Ore 12:00: inizio della cerimonia con i saluti istituzionali. Interverranno:
- Andrea Badiali, Vice Sindaco di Marradi
- Fabio Gurioli, Presidente dell’Associazione Volontari per la Valle Acerreta
- Luca Nati, a nome del Club Alpino Italiano
- A seguire: benedizione della croce restaurata e un momento conviviale aperto a tutti i presenti, occasione di socialità e condivisione in pieno spirito comunitario.
L’auspicio è che possa essere presente anche don Anselmo Fabbri, la cui figura è strettamente legata alla storia della croce e alla spiritualità del territorio. Quest’anno, tra l’altro, il sacerdote celebra un traguardo davvero significativo: il 70° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Una presenza che renderebbe ancora più ricca e intensa la giornata.
Un simbolo che resiste, un’identità che si rinnova
La storia della croce di Monte Beccugiano è quella di una comunità che non si arrende, che sa reagire alle difficoltà stringendosi attorno a ciò che la rappresenta. Non è solo un monumento religioso, ma un segno tangibile di appartenenza, un richiamo costante ai valori della solidarietà, del rispetto e della memoria.
Nel tempo, è diventata un punto di riferimento per escursionisti, fedeli e cittadini, che vi si recano per ritrovare una dimensione di raccoglimento o per godere della bellezza del paesaggio. La sua posizione strategica tra due vallate, a cavallo tra Toscana e Romagna, la rende anche un luogo simbolico di connessione tra territori e culture.
La ricorrenza del venticinquennale è quindi molto più di un anniversario: è un invito a guardare avanti con consapevolezza, custodendo ciò che conta davvero. E in un’epoca in cui i simboli vengono spesso strumentalizzati o svuotati del loro significato, la croce di Monte Beccugiano continua a parlare con semplicità e forza, testimoniando la resilienza di una comunità e la sua capacità di rigenerarsi.
Domenica, su quel valico che guarda due valli, non si celebrerà solo un pezzo di storia, ma si rinnoverà una promessa collettiva: quella di restare uniti attorno ai segni che ci definiscono.

