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Monte Beccugiano, 25 anni della croce monumentale: comunità in festa tra memoria e identità

di Leonardo Romagnoli

Una giornata di memoria, comunità e spiritualità ha animato Monte Beccugiano, dove si è celebrato il 25° anniversario della croce monumentale che svetta tra la Valle Acerreta e quella del Lamone. L’evento ha visto una ampia partecipazione di cittadini e associazioni locali, a testimonianza di quanto questo simbolo abbia assunto negli anni un significato che va oltre la sua valenza religiosa, divenendo un punto di riferimento culturale e identitario per l’intero territorio.

Una cerimonia tra storia e spiritualità

Ospite d’onore della commemorazione è stato don Anselmo Fabbri, parroco emerito di Lutirano e Sant’Adriano, che quest’anno celebra il 70° anniversario di ordinazione sacerdotale. In suo onore è stata consegnata una pergamena con la benedizione papale, dono simbolico che ha sottolineato il legame profondo tra la comunità e la sua guida spirituale.

Nel corso della cerimonia, il presidente dell’Associazione Volontari per la Valle Acerreta ha ricordato il valore della croce, definendola non solo segno religioso, ma luogo di incontro e unità. Un simbolo che, dalla sua inaugurazione, ha accompagnato momenti gioiosi e dolorosi, diventando parte integrante della storia locale e rappresentando l’identità e la tradizione di una comunità capace di riconoscersi anche nelle cose più semplici.

Il richiamo alla memoria e alla tutela del paesaggio

Accanto al valore simbolico e comunitario, la commemorazione ha toccato anche il tema della tutela dei luoghi della memoria. Luca Nati, del CAI di Faenza, ha sottolineato l’importanza di custodire questi spazi che raccontano la storia, intrecciando il ricordo degli eventi passati con il rispetto dell’ambiente naturale e paesaggistico.

Negli ultimi anni, purtroppo, non sono mancati episodi di vandalismo: l’abbattimento della croce, poi ricollocata, e il furto della segnaletica del sentiero CAI dedicato alla battaglia di Monte Cavallara e ai Caduti Sikh della Linea Gotica. Azioni incomprensibili che feriscono la memoria e l’identità di questi luoghi, ma che hanno rafforzato l’impegno della comunità nella loro difesa e valorizzazione.

Educare le nuove generazioni al rispetto

Dal confronto è emersa con forza la necessità di rafforzare l’educazione civica delle nuove generazioni, affinché episodi simili non si ripetano e perché la memoria collettiva diventi terreno fertile su cui costruire una società più consapevole. La croce di Monte Beccugiano, dunque, non è solo un simbolo religioso o un segno nel paesaggio, ma un monumento vivo, capace di raccontare la storia di un territorio e la sua resilienza di fronte alle difficoltà.


Conclusione: un impegno condiviso per il futuro

Il 25° anniversario della croce monumentale di Monte Beccugiano non è stato soltanto un momento celebrativo, ma un’occasione per ribadire il valore della memoria, della comunità e del paesaggio. Un appuntamento che ha riaffermato la forza dei simboli semplici, quando diventano parte integrante dell’identità collettiva, e che ha lanciato un messaggio chiaro: solo con unità di intenti si può custodire e tramandare ciò che ci lega come comunità.

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