Mnemosyne è un viaggio onirico e rarefatto: condotto dalla voce di Paola Benocci, che vestendo le sembianze di Mnemosyne, personificazione della memoria nella mitologia greca, conduce e lega attraversando i secoli le voci di tanti poeti e scrittori alla parola e al senso orfico di Dino Campana.
Dalle Lamine di Hipponion a Ovidio, da Michelangelo Bonarroti a Calderon de la Barca, Leibniz, Rilke, Wilde, Nietzsche… Un cerchio che torna indietro e si chiude con un estratto dall’Odissea di Omero, un viaggio sognante e rarefatto.
Dino Campana risponde attraverso la morbida voce di Riccardo Monopoli, tra pensieri, lettere e poesia, intessendo un dialogo che lega in un tutto presente secoli di poesia. Il dialogo di Riccardo Monopoli è Dino Campana in tempo presente che si racconta a una divinità giudicante, quasi parlando come in sogno.
Ma è nel finale che le due anime si congiungono concludendo il loro viaggio in un grido liberatorio alla “Chimera non saziata e alla luna”. Qui, dove le due voci morbide e calde di Paola e Riccardo si sono fuse, il senso del viaggio ha trovato compimento.
La scenografia, costruita con bizantina ricerca dentro il colore e i dettagli di più di cinquanta opere del Maestro Stefano Mercatali, ha avvolto lo spettacolo e gli spettatori in una bolla fuori dal tempo.
La musica, come filo conduttore tra parola e colore, è stata composta da Barbara Betti e dal Maestro Pierfrancesco Nannoni, autore del brano di apertura.
Barbara Betti, autrice del testo e della colonna sonora, che ha guidato come regista insieme a Chiara Benedetti (aiuto regista) lo spettacolo fino alla fine, ha scelto di far parlare sopra le parti registrate delle sue composizioni due strumenti dal vivo: Elisabetta Costantini Pelosini alla viola e Camilla Cantara alla marimba.
Lo spettacolo si è chiuso con un brano di Barbara e la voce tremula di emozione e dolore di Riccardo sulla poesia Le vele Le vele Le vele dedicata all’amico Gianluca Pape Gurioli.



