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Shakespeare nella pietra: a Firenzuola “Il Mercante di Venezia – senza rimedio” di underweARTheatre

di Leonardo Romagnoli

Nel suggestivo scenario del Cimitero Germanico della Futa, il passato e il presente si intrecciano in un evento teatrale che è molto più di uno spettacolo: è un’esperienza immersiva e coraggiosa, in grado di toccare corde profonde dell’animo umano. A firmarla è underweARTheatre, realtà indipendente tra le più originali del panorama teatrale contemporaneo, con il patrocinio del Comune di Firenzuola.

In scena “Il Mercante di Venezia – senza rimedio”, adattamento e regia di Filippo Frittelli, un progetto nato da lontano ma che affonda nel cuore pulsante delle tensioni contemporanee, portando William Shakespeare dentro i drammi, le contraddizioni e i conflitti del nostro tempo.

Dove la pietra incontra la storia

underweARTheatre sceglie uno dei luoghi più straordinari e simbolici del paesaggio italiano, il Cimitero Germanico della Futa, per una versione site-specific dello spettacolo che ha riscosso il maggior successo della compagnia nell’ultimo anno. Un’ambientazione che amplifica la forza del testo e apre un dialogo tra l’opera, il luogo e lo spettatore.

La magia dei testi shakespeariani è proprio questa: essere sempre contemporanei, perfetti per ogni epoca e per ogni linguaggio. In questa messa in scena, “Il Mercante di Venezia” prende forma attraverso una narrazione sorprendente, fatta di musica dal vivo, canto lirico e recitazione, capace di generare una drammaturgia penetrante che esplora l’eterna lotta tra popoli e religioni, in un equilibrio tra bellezza, ironia e riflessione critica.

Un’idea nata da un’urgenza personale e collettiva

L’adattamento di Filippo Frittelli nasce da una riflessione che attraversa gli anni e i conflitti. L’artista racconta così la genesi del progetto:

Questa produzione nasce da lontano: ero poco più che bambino e la guerra in Libano riempiva i nostri telegiornali negli anni ’80. Il 7 ottobre 2023, giorno dell’attentato terroristico di Hamas con la riapertura del conflitto fra Israele e Palestina, la realtà ci ha posto nuovamente di fronte alla sua crudezza. Dietro il velo delle diplomazie e degli accordi, niente è risolto: due popoli continuano a combattersi irrimediabilmente.
La necessità era quella di denunciare una situazione senza cadere nella stucchevolezza del politicamente impegnato, senza cedere all’arte al servizio del buonismo. Appellarsi a un classico è senz’altro un modo di scavare nell’oggi senza travalicare il limite dell’oggettività rappresentativa. Il parallelismo tra la faida religiosa in Medio Oriente tra musulmani ed ebrei e quella di passata memoria descritta da Shakespeare non è fuori luogo.”

Con queste premesse, “Il Mercante di Venezia – senza rimedio” diventa un affondo teatrale nella complessità del presente, un’operazione artistica che parla di odio, intolleranza, giustizia e convivenza, senza mai abbandonare l’elemento poetico e simbolico.

Non solo teatro: un’esperienza multisensoriale

La narrazione prende vita attraverso linguaggi molteplici. Al testo si affiancano la musica d’arpa di Annamaria De Vito e il canto lirico di Stefania Renieri, che impreziosiscono e arricchiscono l’azione scenica, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente. Il risultato è un teatro totale, che coinvolge lo spettatore emotivamente e intellettualmente.

Cast e produzione

  • Filippo Frittelli
  • Giorgia Stornanti
  • Riccardo Storai
  • Ettore Petrioli
  • Botta Leo

Musica:

  • Arpa: Annamaria De Vito
  • Canto lirico: Stefania Renieri

Tecnica:

  • Lorenzo Latini

Regia e adattamento:

  • Filippo Frittelli

Produzione:

  • underweARTheatre

Informazioni utili


Il Mercante di Venezia – senza rimedio” non è solo una rappresentazione teatrale, ma un’esperienza che attraversa la storia, la coscienza e l’estetica, spingendo lo spettatore a riflettere, emozionarsi e mettersi in discussione. Un appuntamento imperdibile per chi ama il teatro che osa, che indaga e che restituisce la profondità del nostro tempo attraverso la potenza dei classici.

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