Il vernissage fiorentino “Flora et Labora” degli artisti di Pontassieve Benedetta Piazzai e Matteo Bartolozzi

ARTE: GRANDE SUCCESSO A FIRENZE PER IL VERNISSAGE DEGLI ARTISTI PONTASSIEVESI BENEDETTA PIAZZAI E MATTEO BARTOLOZZI 

Grande successo di partecipazione e di contenuti per il vernissage fiorentino “Flora et Labora” degli artisti di Pontassieve Benedetta Piazzai e Matteo Bartolozzi che nel fine settimana appena trascorso hanno esposto le loro opere a Firenze, presso gli studi di architettura Nuvola B in viale de Amicis, per l’occasione aperti al pubblico nel rispetto delle norme anticovid con accesso riservato alle persone munite di green pass. Al taglio del nastro dell’esposizione temporanea, insieme agli artisti è intervenuto il vicesindaco di Pontassieve, con delega alla cultura, Carlo Boni.

Benedetta Piazzai, architetto, designer di interni pittrice e decoratrice classe 1976 cresciuta a Pontassieve, ha esposto circa 25 opere davvero originali: si tratta di quadri floreali artistici, composizioni di fiori locali che Benedetta raccoglie con cura nelle campagne della Valdisieve per essiccarli in apposite presse per 15/20 giorni e predisporli infine in collage mixandoli anche con vecchie stampe, disegni ed immagini a libera ispirazione. Ne vengono fuori opere d’arte più uniche che rare, da dame con cappelli floreali a personaggi della moda e dell’arte interpretati con i fiori fino a simpatici scheletri in dialogo con foglie, boccioli e corolle.

Piazzai ha voluto così trasformare il duro periodo del Covid, con particolare riferimento alle chiusure per i lockdown, in momenti di creatività nel ricordo della madre Luciana, scomparsa nel 2009, anch’ella pittrice e appassionata di lavori floreali, da cui Benedetta ha ereditato la vena artistica nonché l’attenzione nella conoscenza e nella selezione di piante e fiori locali per fissarli nei quadri e consegnarli così all’eternità dell’arte naturalistica, un gusto più unico che raro che si ritrova anche nello svolgimento della sua professione di architetto. Proprio per questa sua attitudine a far dialogare arte ed architettura, Benedetta Piazzai è soprannominata scherzosamente da amici, parenti e colleghi l’“Archigenio”, uno stile inconfondibile e molto ricercato sulla piazza dell’architettura di classe a Firenze e provincia ma anche a Roma e in altre regioni d’Italia.

Matteo Bartolozzi, musicista e pittore classe 1975, anch’egli originario della Valdisieve, ha invece esposto una selezione di circa 50 opere prevalentemente astratte indicative dei percorsi portati avanti negli ultimi anni. Dalla linea incentrata sulla gestione dello spazio tra forma e colore alla composizione di paesaggi non figurativi, che rimandano ad orizzonti interiori; dalla rappresentazione del tema archetipico della maternità fino all’astrazione gestuale e lirica tipica della costellazione informale europea degli anni ’50 e ’60. Una menzione particolare merita la sezione ispirata alla rivoluzione del movimento giapponese Gutai, dove possiamo trovare lavori eseguiti su ogni tipo di supporto e con materiali non convenzionali: colori acrilici, pastelli ad olio, pigmenti e terre accanto a catrame e bitume, sabbie e foglia oro, scampoli di juta e tessuti, fil di ferro e lana d’acciaio, fuoco e polvere pirica, tenuti insieme da un’esecuzione che enfatizza il gesto istintivo e incorpora la casualità nel processo di creazione dell’opera.

Stili ed opere diverse, uniche e suggestive nei loro generi, quelle di Piazzai e Bartolozzi, che confermano l’originalità e la particolarità della vena ispiratrice degli artisti originari della Valdisieve. I due artisti possono essere seguiti e contattati sulle loro pagine instagram: @bennypiazzai (Benedetta Piazzai) e @atelier_dasdelavega (Matteo Bartolozzi).

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