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Il risveglio dell’Organo Stefanini 1696

di Leonardo Romagnoli

di Aldo Giovannini

Come abbiamo scritto ultimamente, sabato 26 luglio 2025, in occasione delle secolari feste del SS. Crocifisso a Borgo San Lorenzo (porteremo poi a conoscenza tutto il programma), avrà luogo la cerimonia di inaugurazione, dopo ben 16 anni di lavori certosini, dell’organo “Stefanini 1696”, uno dei tre strumenti più preziosi che realizzò il maestro organaro Bartolommeo Stefanini di Lucca su tutto il territorio nazionale. Ci giunge per questa storica giornata per la comunità cristiana di Borgo San Lorenzo in particolare e del Mugello in generale, una lode dell’amico Francesco Tarchi, che ben volentieri pubblichiamo con tutto il cuore, dato che lo scrivente di queste note fa parte del comitato pro Organo, lode intitolata “Il vero risveglio dell’organo Stefanini 1696”:

“Oggi trionfalmente, coroniamo un sogno
Per chi da tanto tempo, ha vissuto nel silenzio
gli vien ridata voce e lui, splendente ed imponente
da oggi finalmente, rallegrerà la gente.
La storia: Eran diversi lì, quella mattina,
a rimirar la mia, imponente bellezza,
Da molto tempo ero stato abbandonato
Ed ovviamente ero molto trasandato.

Una voce, forte, dal gruppo si è levata,
‘va restaurato’, disse, tutta enfatuata,
gli va ridato fiato, una pulita ed una sistemata,
sono convinta che, rallegrerà più, d’una serata.
Volevo dire, che l’avrei meritato,
con me, han danzato, Dame e Cavalieri,
ho deliziato tante, tante funzioni,
ero specializzato in matrimoni.
Mmaahh, un DO esclamai,
sai quante ne ho sentite,
Di persone che mi davan, tante vite.
Eeh, dopo un’ora, di chiacchiere e parole,
Silenzio e buio fitto in chiesa,
di nuovo tornò, a regnare.
Così avevo finito di sognare,
e mi rimisi mesto, a riposare.

Finché un bel giorno, si spalancò la porta,
Arrivan, dei signori con la tuta,
eeh, guardandomi con aria, che parea cupa,
iniziano a toccarmi con rispetto,
cominciando, a togliere intanto, il primo pezzo.
Io non ci credo, mi smontano davvero,
sicuramente stavolta, si va dritti al cimitero.
Maah, mani esperte, movimenti dolci e assai sapienti,
mi tolgon pezzi, con gesti, cauti e commoventi.
Io sgrano gli occhi, vibro, ed una canna suona,
vuoi vedere, che è davvero, la volta buona.

Con grande gioia mi sono immaginato
Il momento in cui, mi avrebber rimontato.
Immagino, dita calde e competenti
Che sfregheranno i tasti, con movimenti lenti.
Con grazia e con dolcezza, faranno uscire
Le dolci note, con cui vi voglio, ringraziare.

Qualcosa, però oggi, voglio dire,
A chi ha creduto in me, senza timore.
Son stati, anni belli e spesi bene,
Anche se, non son mancate, tante pene.
Marilisa, cocciuta e assai determinata,
non si può dire, che si sia risparmiata,
portando, il coro e molta gente nel paese,
Ad aiutarla, per coprir le spese.
Oggi finalmente farò, sentir la voce,
sarà potente, soave e deliziosa,
per ringraziare, Marilisa
e chi, l’ha sostenuta.
I Borghigiani dovrò ringraziare,
ma Marilisa non potrò mai scordare.
Un grande grazie, e un augurio assai speciale
A chi ha creduto in questo sogno, eccezionale.
Il tuo amato Organo Stefanini –”

(Francesco Tarchi, 26 luglio 2025)

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