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Il grande Organo Stefanini 1696 arricchisce da ieri il Santuario del SS Crocifisso

di Leonardo Romagnoli

Aldo Giovannini componente del comitato, ci offre un bel resoconto della serata con un’interessante ricostruzione storica di questa opera d’arte


Una giornata storica, una giornata indimenticabile, per Borgo San Lorenzo in particolare e per il Mugello in generale, vissuta lo scorso sabato 26 luglio dell’anno (è importante) 2025. Il settecentesco bellissimo Santuario del SS. Crocifisso, fermamente voluto nel 1743 da tutto il popolo, segnatamente contadino e rurale, senza l’aiuto delle autorità dell’epoca, dei nobili, possidenti e benestanti, ma con il sudore di quei nostri lontani antenati, si è arricchito di uno dei più preziosi organi secenteschi del maestro organaro Bartolommeo Stefanini, di Lucca, riportandolo, dopo tanti anni di abbandono, agli antichi splendori.

Come scritto nell’elegante catalogo che è stato distribuito a centinaia di copie durante la cerimonia, citiamo brevemente il suo percorso: commissionato dalla Badia di San Bartolommeo a Fiesole a fine ’600 (1696), rubato dalla soldataglia francese nel 1808 e poi lasciato, per la sua mole, nei campi di Mulinaccio, portato ed installato nella Chiesa di Santa Marta in via della Scala a Firenze, tolto e portato verso la metà dell’‘800 nella Pieve di Santa Felicita Faltona. E una volta chiusa per sempre dopo nove secoli (che dispiacere!), ecco che nel 2006 un comitato appositamente costituito, presieduto dalla cara Marilisa Cantini, docente di musica alla Scuola Superiore “G. della Casa” di Borgo San Lorenzo e organista ufficiale della Pieve di San Lorenzo, fu deciso di salvarlo dallo sfacelo e trasferirlo, con tutti i crismi delle leggi ecclesiastiche e civili, nel Santuario del SS. Crocifisso di Borgo San Lorenzo, l’unico edificio sacro che poteva ospitare questo prezioso strumento secentesco.

Non facciamo la trafila di tutti questi anni (fortunatamente abbiamo archiviato cinque grossi cataloghi iconografici, fotografici, scritti, articoli, etc, etc), poiché ci vorrebbe tanto spazio, scrivendo che la tenacia, la passione, la voglia, l’amore per la musica, la volontà di portare a buon fine questa parentesi storico-culturale, ha fatto sì che Marilisa in primis, con il comitato a rimorchio, dopo aver vinto (quanti sacrifici!) tante piccole-grandi battaglie burocratiche, ecco finalmente è arrivato il giorno fatidico: Sabato 2 luglio dell’anno del Signore 2025.

La cronaca della giornata è un dovere, giornalisticamente parlando, ma se dobbiamo ricordare tutto quello che è avvenuto e i personaggi presenti in un gremitissimo Santuario, che non è stato capace di contenere tutti gli intervenuti, non sarebbe poca cosa; tutt’altro. Basti aver ascoltato, oltre agli interventi delle autorità civili, istituzionali e religiose, quella che è stata la lunghissima trafila, che Marilisa ha citato, di coloro che hanno generosamente contribuito: un esercito! Segno che la gente aveva visto giusto!

Dopo la fase istituzionale e la Santa Messa solenne, ecco il momento tanto atteso, la voce dell’organo Stefanini alla tastiera – e non poteva esser diversamente – la nostra Marilisa Cantini, che ha eseguito brani di grandi autori dell’epoca: Un tripudio! Non andiamo oltre. Siamo stati orgogliosi di aver fatto parte di questo comitato.

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