Gisberto Ferretti e la topografia medica di Borgo san Lorenzo (1877-78)

Gisberto Ferretti e la topografia medica di Borgo san Lorenzo (1877-82)

Con la nascita dello stato unitario presero avvio anche in Italia indagini statistiche dedicate alle condizioni di vita della popolazione e in particolare del mondo contadino. Queste indagini furono organizzate dalla Direzione Statistica ma si svilupparono a livello locale grazie al lavoro di “volenterosi medici condotti con le loro topografie sanitarie” che volevano contribuire “ alla formazione di una specie di archivio diffuso di conoscenze intorno alla dispersa e varia realtà sociale italiana “(A.Prosperi).

Uno dei medici più attivi in questo campo fu il dott. Gisberto Ferretti che fu direttore dell’Ospedale di Luco di Mugello dal 1874 al 1878 e che già aveva dato alle stampe nel 1873 la sua “Topografia medica del comune di Terra del Sole e Castrocaro” dove svolgeva la sua attività di medico.

Nel 1882 Ferretti pubblicò anche la “topografia e statistica medica del Comune di Borgo san Lorenzo, provincia e circondario di Firenze”.
“Quella del dott. Ferretti era una cultura dal fondamento umanistico, attenta alla storia e alla politica contemporanea, pur nella salda adesione alla radice positivistica della scienza”(idem) ed era profondamente convinto dell’incidenza delle condizioni ambientali sullo sviluppo di alcune patologie . “cibi bevande, temperature , umidità, venti, aria respirata, costumi, pregiudizi, educazione, istruzione, ecc , grandemente variando nelle singole parti di un qualsiasi territorio, rendono differenti le attitudini, le costituzioni, e per conseguenza anche le malattie, i temperamenti, negli individui sui quali si esercitano così diverse influenze “(G. Ferretti 1873).

L’opera del Ferretti e la sua partecipazione al dibattito nazionale sull’igiene, e anche sulla pellagra, fu così importante che Adriano Prosperi nel suo recente saggio sui contadini italiani nell’800 , “Un volgo disperso”(Einaudi 2019), gli dedica buona parte di un capitolo con un riferimento specifico al suo lavoro di analisi statistica compiuta nel comune di Borgo san lorenzo e nel Mugello dove si trovò “ immerso nei problemi di un mondo di contadini e di pastori” e “ conobbe la difficoltà di modificare i comportamenti e le culture di una popolazione analfabeta e superstiziosa, che non ascoltava gli avvertimenti del medico e si rivolgeva più volentieri a ciarlatani e streghe, vivendo ( e morendo) nella completa ignoranza dei precetti dell’igiene”(p.228 , vedi anche “Il medico e lo stregone” nel mio “Mugello , storia e curiosità”).
I contadini , intesi come mezzadri, braccianti e agricoltori/braccianti, rappresentavano in quegli anni oltre il 50% della popolazione di Borgo san lorenzo che contava 12.086 abitanti. Gli operai erano appena 206, 166 i calzolai, 138 le trecciaiole e 191 i possidenti.

Nel suo studio il Ferretti è molto attento alle condizioni di vita e di lavoro di chi abita nelle campagne e alla qualità dell’aria e dell’acqua utilizzata dai contadini di cui “ se ne faceva poco uso nel bere e ancor meno nel lavarsi”. I bagni generali si fanno solo se li ordina il medico , “il viso e le mani si lavano certo la domenica per andare in chiesa, ma non asseriremmo che lo facciano gli altri giorni, e s’incontrano spesso persone quasi coperte di quegli schifosi animaletti il cui solo nome ripugna, e de’ quali il medico e il parroco portano talora qualcuno a casa propria”(Ferretti).

Dalla mancata igiene nascevano ovviamente diverse malattie e per questo Ferretti caldeggiava che nelle scuole venissero “instillate nelle tenere menti quelle elementari nozioni d’igiene e di medicina domestica”. Come riporta Prosperi, il Ferretti era poi particolarmente severo con le contadine avvezze “ a coprir lo sporco con abitelli da pochi soldi, però colorati e alla moda”. Nello stesso tempo il dott. Ferretti sottolineava come fossero proprio le donne a portare il peso di lavori molto faticosi da cui non erano esentate neppure in gravidanza tanto da essere frequenti gli aborti.

Il numero molto elevato di aborti e nati morti non passava inosservato nelle statistiche del dott. Ferretti che osservava come nascessero più maschi che femmine “ fatto rarissimo e perfettamente opposto a quanto riscontrasi in quasi tutte le province d’Europa”. Le considerazioni si portano dietro il sospetto di un infanticidio selettivo anche se Ferretti non ne parla esplicitamente . “Aborti alla macchia e infanticidi fecero parte allora – ricorda Prosperi -del segreto delle famiglie, quando non finirono nei registri dei manicomi criminali e negli atti dei processi giudiziari”.

Contemporaneamente le famiglie contadine di Borgo san lorenzo allevavano altri bambini che venivano affidati dall’Ospedale degli Innocenti che aveva una succursale presso la fattoria delle Canicce. “Secondo un meccanismo impiegato diffusamente, le donne, attirate dal compenso, sospendevano l’allattamento dei loro figli per dare il latte all’ innocentino fino alla scadenza dell’anno, e poi magari, s’ era sopravvissuto se lo tenevano perché ci si erano affezionate”(Prosperi).
Sempre per ricevere un compenso queste famiglie prendevano in affidamento ragazzi e bambine dall’Ospedale del Bigallo come aiuto nelle faccende domestiche e per guardare il bestiame.
Ne viene che essi hanno in casa un piccolo schiavo che li serve, e li paga per servirli”(Ferretti – Topografia BSL).

Secondo il Ferretti la sifilide osservata a Borgo san lorenzo , ad esempio, “ proviene dall’allattamento di fanciulli illegittimi, in alcuni dei quali scoprisi di tanto in tanto, congenito il terribile male. E dire che in Mugello, già popolato in proporzioni favolose da innocentini , hannovi ancora tante madri nelle quali , più spesso forse del bisogno assoluto, l’avidità di uno scarso guadagno, supera di gran lunga il fondato timore di infettare se stesse e la propria famiglia”.

I dati contenuti nell’analisi del Ferretti sono impressionanti basti pensare a quelli sulla mortalità. Nel lasso di tempo di 8 anni si contano a Borgo san Lorenzo 3445 decessi “ 1715 sono fanciulli della prima infanzia, 265 fanciulli della seconda infanzia, 124 puberi, 590 erano adulti e 751 vecchi”. In pratica quasi il 50% dei morti erano bambini entro i 5 anni di vita, mentre i vecchi erano il 22%.”

La miseria è la costante della vita quotidiana del popolo contadino che giornalmente si alimentava con “polenta di farina di frumentone e il pane. Fra i pigionali e i braccianti, quest’ultimo manca sovente. La carne si mangia qualche volta, cioè per le solennità. La mattina si mangia pane o polenta; a mezzogiorno polenta con fagiuoli o senza, condita con cacio o strutto di maiale o fritta con l’olio. La sera polenta o patate, o fagiuoli con il pane”(idem).
Si trattava di mais che veniva raccolto in gran parte non ancora maturo e che poi veniva conservato in luoghi umidi che favorivano le muffe, per questo il Ferretti ( e anche altri studiosi) avanzava l’ipotesi che fosse questo tipo di nutrimento a causare l’insorgere della pellagra che era molto diffusa in Mugello. C’era comunque la consapevolezza che una diversa alimentazione avrebbe limitato l’insorgere della malattia.
La descrizione che il Ferretti fa delle abitazioni sono esemplari : il sudiciume le deturpa tutte(…) le latrine d’ordinario mancano, facendo le veci le concimaie e le stalle… Dagli acquai defluiscono materie liquide che o si soffermano in una pozza fetente, o si disperdono in immondi rigagnoli intorno alle case(…) assoluta mancanza di igiene della biancheria, delle vesti, della pelle e dell’alimentazione”, inoltre molte stanze erano prive di camino ma si utilizzavano braci e scaldini con il fumo che ristagnava e si passava il tempo serale nelle stalle soprattutto nei mesi invernali.

Era una popolazione in gran parte analfabeta come ricorda lo stesso Ferretti che sottolinea come in certe parrocchie solo 2-3 persone su cento sapessero apporre la propria firma.

Mi sentirei di definire il Ferretti come un “lombrosiano” sia per le sue teorie sulla diffusione della pellagra ( di cui parleremo in un altro articolo) sia , per esempio, per la definizione morfologica degli abitanti del borgo : “ L’angolo facciale degli abitanti del nostro comune , come de’ mugellani in generale (essendo il loro cranio ordinariamente brachicefalo e piuttosto sviluppato nella porzione anteriore, e la loro faccia essendo in generale diritta , o, come dicesi, propria delle razze ortognate), presenta una notevole lunghezza, e starebbe a indicare una considerevole prevalenza del cervello e quindi delle facoltà intellettuali sugli organi dei sensi”.

L’ignoranza era per Ferretti la causa del permanere di pregiudizi e superstizioni che erano per il medico incomprensibili e inaccettabili . Come scrive il Prosperi “per loro (i contadini) il medico condotto era come se non ci fosse : vigeva ancora quello che per l’Italia dei secoli precedenti è stato definito un “pluralismo medico”, cioè il ricorso a una quantità di figure di guaritori, tra ciarlatani e stregoni, a cui ci si rivolgeva per interventi spesso assurdi sui corpi”. L’elenco delle superstizioni occupa una parte consistente del libro del Ferretti che non riesce a comprendere come famiglie poverissime fossero invece capaci di versare spontaneamente tutti gli anni i soldi necessari per sfarzose feste del patrono. Devozioni che per il medico erano simili alle superstizioni e quasi dal sapore più pagano che cristiano.

Si poteva constatare uno scontro evidente tra il medico portatore di ideali di progresso e di fiducia nella scienza e la religione come elemento di arretratezza e conservazione. “Alla radice del programma di igiene pubblica c’era un progetto che aveva ben poca simpatia per la religione ufficiale , vista come forza di conservazione” scrive il Prosperi che ricorda come il Ferretti avrebbe preferito che il popolo contadino facesse offerte più per la beneficenza che per le feste religiose.

Ma la collaborazione tra medico e parroco era inevitabile tanto che già nella sua attività a Castrocaro il Prosperi individua un compromesso che “già lascia intravedere il futuro Patto Gentiloni”. D’altra parte è opportuno ricordare che la pubblicazione della Topografia e statistica medica del comune di Borgo san Lorenzo era dedicata al sacerdote Luigi Fratini già pievano di san Giovanni Maggiore che aveva collaborato alla ricerca ed era molto stimato dal Ferretti.

Per Ferretti quella del medico condotto era un vera missione che doveva essere improntata alla verità: “i medici condotti diran sempre ai privati, ai sindaci, ai prefetti e al governo la verità intera (…) essi la diranno essendo sul luogo del quale discoprono le vergogne”.

Il dott. Ferretti era nato a Scandiano nel 1845 e morirà a soli 41 anni a Venezia nel 1886.

Leonardo Romagnoli

19.8.19

One thought on “Gisberto Ferretti e la topografia medica di Borgo san Lorenzo (1877-78)

  1. Molto interessante! Mi par di sapere che il mio bisnonno materno fosse un “bigallino” , molto diverso da un “nocentino” .Direi di rango inferiore!

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