Giotto Ulivi prete e apicoltore. Il bicentenario della nascita

Giotto Ulivi prete e apicoltore

Il 5 aprile del 1820 nasceva a Borgo san Lorenzo Giotto Ulivi, sacerdote e studioso delle api tra i più importanti del XIX° secolo,  una lapide celebrativa lo ricorda ancora sulla facciata della casa paterna e in paese una via porta il suo nome . Prima parroco a Gricignano alle Salaiole nel comune di Borgo san Lorenzo passerà gran parte della sua vita a Santo Stefano a Campi Bisenzio dove risiederà dal 1878 fino alla morte nel 1892.
Nel libro su Giotto Ulivi uscito nel 2017 Marco Accorti ricordava che molta documentazione sullo scienziato-prete è andata smarrita nel corso degli anni, “ anche dei suoi resti mortali s’è persa traccia. Don Giuseppe Gondini, il parroco che gli è succeduto nella pieve, trasferisce nel cimitero vecchio (comunale) di Campi, forse nel 1909, quanto rimane dell’antico cimitero parrocchiale, dove quasi certamente era sepolto l’Ulivi. Già sconsacrato, si raccolta che il Gondini fosse scandalizzato dal fatto che i ragazzi si rincorrevano fra le tombe divelte e che i cani portavano via le ossa dei morti, e forse anche quelle del nostro don Giotto”. Come sottolinea Accorti Giotto Ulivi aveva una grande biblioteca ed era molto attivo nella polemica scientifica e quindi con scambi epistolari con mezzo mondo, ma anche di questo è rimasto poco. Concludendo questo paragrafo del suo libro Accorti chiedeva : “chi vuol collaborare con me per i festeggiamenti, finalmente dignitosi, dei 200 anni dalla nascita? Non c’è tanto tempo. Il 5 aprile del 2020 è vicino”. Il libro di Accorti raccoglieva scritti che risalivano al periodo tra gli anni 90 del 900 e l’inizio del nuovo secolo e non potrà partecipare al suo sogno in quanto mancherà nel marzo del 2012.

L’epidemia attualmente in corso ha impedito che venissero organizzati eventi celebrativi di questo importante bicentenario con in primo piano le scuole superiori che portano il suo nome, ma la ricorrenza non deve per questo essere messa sottotraccia in attesa di tempi migliori. Tra le altre coincidenze c’è anche questa perchè Giotto Ulivi morì di polmonite il 9 febbraio 1892 quando anche allora  imperversava un’epidemia influenzale, il 7 febbraio, due giorni prima era morto anche il parroco di Borgo san Lorenzo Vittorio del Corona.

La scomparsa di Giotto Ulivi ebbe una grande risonanza tanto che si costituì un Comitato per le onoranze allo scienziato apicoltore e al suo funerale il discorso celebrativo fu affidato al sacerdote e storico mugellano don Lino Chini. Del comitato, presieduto dal conte Rucellai, facevano parte nomi illustri come il dott. Edoardo Ribeiro di Oporto, i signori Bandilio Soler di Barcellona, il prof. R. Weber della Baviera, il dott. E Wild di Amsterdam, il prof. Adolfo Targioni Tozzetti di Firenze, il prof B. Leriche di Amiens, il conte Alberto Decrois di Viviez in Belgio, il conte Pecori Giraldi di Borgo san Lorenzo, il conte F. Rignon di Torino , il marchese Carlo Viviani della Robbia, a dimostrazione di una fama riconosciuta nel suo campo a livello internazionale.

Giotto Ulivi era un personaggio energico, sempre pronto alla polemica, poco diplomatico sia nelle questioni che riguardavano l’ apicoltura ma anche la politica. “ Ed appunto per questa schiettezza , l’Ulivi, i primi giorni del memorabile 1848, venne , per ordine del Governo Lorenese, arrestato e tenuto in carcere alle Murate per più di tre mesi. Come tutti gli animi forti, che dall’energia acquistano la generosità dei sentimenti, questo sacerdote esemplare si era mostrato insofferente dell’onta e della vergogna colla quale lo straniero macchiava e vituperava il decoro nazionale degli italiani. L’Ulivi perciò, pubblicamente, aveva biasimato e ripreso con parole roventi il malgoverno, causa di tante sciagure , augurandosi che tempi migliori permettessero all’Italia libera e una , di raggiungere i suoi alti destini”. Al suo ritorno a Gricignano “ venne accolto con immenso giubilo dai suoi parrocchiani”.

Nel 1869 pubblicherà la sua opera più importante il “ Compendio teorico pratico di apicultura razionale”, in cui contestava le teorie di alcuni studiosi tedeschi come Dzierzon, di cui ne vennero stampate ben sei edizioni e due in francese. La sua opera, non immune da errori, era criticata anche da associazioni italiane come quella milanese e nel Primo Congresso degli Apicultori italiani nel 1871 i suoi studi sulla fecondazione dell’ape regina “ vennero accolti in in modo ostile, anzi scandaloso”. Nel 1885 Giotto Ulivi dette vita ad un periodico “L’Apicoltura razionale” che uscì fino al dicembre 1891.

In un ricordo di alcuni suoi collaboratori poco dopo la scomparsa così viene descritto Giotto Ulivi :” Alcuni lo pretesero testardo, pertinace, e non lo era, credulo peggio ancora, era uomo di un sol pezzo, insofferente d’ogni ipocrisia compresa quella della scienza. Ei voleva prove di fatto.(…) L’Ulivi ebbe alta la persona, rigidi i lineamenti, austera la fisionomia ciò che faceva contrasto col suo tratto gentile e coll’affabile conversare. Dotto coi dotti, si faceva ammirare per la sua scienza, popolare col popolo, guadagnava i cuori pel suo piglio domestico e paterno che ritraeva così bene la schietta bontà del suo animo”.

Mentre era parroco a Gricignano Giotto Ulivi aveva fondato a Borgo san Lorenzo l’associazione d’apicultura mugellana “ che avrebbe recato assai vantaggio economico al paese, se dopo la sua nomina di Pievano non avesse dovuto abbandonare la natia vallata”, a cui rimase sempre molto legato.

Giotto Ulivi era uno studioso ma anche un uomo pratico e a lui si deve un’arnia poliforme o arnia Giotto che venne adottata da molti apicoltori italiani e stranieri.
“ Era geniale perchè composta da una struttura modulare di facile costruzione e di costo esiguo, inoltre era di semplice manutenzione e flessibile a ogni esigenza di allevamento. Insomma anche un contadino di Gricignano se la poteva permettere e integrare la misera economia familiare producendo un po’ di miele e di cera senza per questo uccidere le api. Giotto fece così il suo Risorgimento. E’ vero che ne buscò nel campo della scienza – per lui la partenogenesi rimarrà una chimera ed il volo d’amore dela regina una balla -ma quante ne suonò a colpi di arnia!”(Accorti)

Passata l’epidemia non dimentichiamoci di festeggiare il bicentenario della sua nascita.

Leonardo Romagnoli

6.4.20

Il Libro di Marco Accorti “Giotto Ulivi, prete e apicoltore” è edito  dalle edizioni Montaonda di San Godenzo

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