Questa mattina, 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, la Lista Civica Bene Comune ha preso parte alla cerimonia organizzata presso il Giardino “Memoria per la Pace”. Un appuntamento che non è stato solo formale, ma un momento di condivisione collettiva e riflessione profonda su una delle tragedie più gravi del Novecento: l’oppressione nazifascista.
Un gesto di comunità, non una cerimonia vuota
Alla cerimonia hanno partecipato:
- l’Associazione Alpini
- i Carabinieri in congedo
- la Consulta degli Studenti dell’Istituto scolastico locale
Un coinvolgimento ampio, a dimostrazione di quanto la memoria sia responsabilità condivisa.
Le classi terze medie hanno letto i nomi degli internati militari firenzuolini uccisi nei campi di concentramento. Nomi e cognomi di ragazzi e uomini che non tornarono, vite spezzate troppo presto. Dare voce ai loro nomi significa restituire dignità e non permettere che vengano dimenticati.
La memoria come dovere civile
L’Italia non fu solo spettatrice, ma parte attiva e complice di quella stagione buia. Ricordarlo oggi non è un atto di accusa, ma un invito a prendersi la responsabilità di conoscere, comprendere e soprattutto non girarsi dall’altra parte.
L’esempio dei “Giusti”
Durante la commemorazione è stato ricordato anche chi, in un tempo di barbarie, scelse di non essere indifferente. Tra questi:
- Don Leto Casini
- Le famiglie Matti e Angeli
Furono riconosciuti come “Giusti tra le Nazioni” per aver messo a rischio la propria vita pur di salvare quella di innocenti. Persone comuni, diventate esempi straordinari di coraggio.
Il cinema per non dimenticare
La giornata non si è conclusa con la cerimonia. Alle 21.15, al Cinema DOP, sarà proiettato un film dedicato al processo di Norimberga. Un’occasione in più per riflettere su giustizia, responsabilità e memoria storica.
Ricordare è scegliere ogni giorno
Partecipare a questa giornata non significa solo voltarsi verso il passato, ma interrogare il presente. In un mondo dove i segnali d’allarme si moltiplicano, è urgente domandarsi:
Stiamo davvero difendendo l’umanità che Primo Levi voleva salvaguardare, o stiamo rischiando di perderla di nuovo?
La memoria non è un fatto rituale, ma una scelta quotidiana. Un richiamo a non cedere all’indifferenza, oggi più che mai.

