In occasione della Giornata della Memoria, la Società U.S. Affrico e il Comitato Regionale Toscana della L.N.D. promuovono un incontro speciale per non dimenticare le vittime delle deportazioni nazifasciste.
Un evento dal forte valore simbolico, che si svolgerà lunedì 26 gennaio alle ore 17:00 presso il Teatro Glue, all’interno della sede della U.S. Affrico in Viale Fanti 20 a Firenze.
Un calcio alla memoria corta: lo sport ricorda i deportati
Tiziano Lanzini, vicepresidente della sezione fiorentina dell’A.N.E.D. (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti), guiderà l’incontro con un racconto toccante, supportato da immagini, fotografie, materiali storici e testimonianze dirette.
Durante l’intervento verrà messa in luce una pagina spesso trascurata della storia: il coinvolgimento di sportivi e calciatori nelle deportazioni. Atleti che, invece di incarnare l’ideale sportivo di inclusione, si sono ritrovati vittime dell’odio e della persecuzione.
Una storia che riguarda anche lo sport
L’evento intende riaccendere la memoria collettiva, sottolineando come anche il mondo dello sport sia stato colpito dalle barbarie dei regimi totalitari. Il calcio, disciplina per eccellenza capace di unire, è stato invece strumentalizzato e macchiato da ideologie di esclusione.
Attraverso la voce di Lanzini, emergeranno storie di vite spezzate e carriere interrotte, in un contesto in cui l’identità sportiva non è bastata a salvare dall’orrore.
Chi interverrà all’evento
Oltre a Tiziano Lanzini, l’incontro vedrà la partecipazione di figure istituzionali del panorama sportivo e cittadino:
- Valeria Pisacchi, Presidentessa della Società U.S. Affrico
- Letizia Perini, Assessora allo Sport del Comune di Firenze
- Paolo Mangini, Presidente del Comitato Regionale Toscana L.N.D.
- Gianni Taccetti, Delegato Provinciale CONI Firenze
Un parterre che testimonia l’impegno delle istituzioni locali nella promozione della memoria storica attraverso lo sport.
Perché partecipare
L’incontro è aperto a tutte le società sportive e ai loro atleti, ed è un’opportunità preziosa per:
- Approfondire una parte poco nota della storia italiana ed europea
- Riflettere sul ruolo dello sport come strumento di pace, inclusione e memoria
- Coinvolgere i giovani in un percorso di consapevolezza e responsabilità civica
Lo sport nella memoria
Nel corso del Novecento, numerosi atleti furono perseguitati per le loro origini, idee o appartenenze. Molti furono deportati e non fecero più ritorno. Le loro storie, spesso dimenticate, sono parte integrante della memoria collettiva.
Ricordare è un atto di giustizia, e lo sport ha il dovere di fare la sua parte.
In conclusione, l’incontro organizzato dalla U.S. Affrico non è solo una commemorazione, ma un richiamo all’etica dello sport e alla responsabilità del ricordo. Un modo per ribadire che ogni campo da gioco deve essere terreno di libertà, rispetto e dignità.


