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Festival del Fiume 2025: a Pontassieve, Pelago e Rufina cinque giorni di incontri, musica e teatro sull’acqua e la sostenibilità

di Leonardo Romagnoli

Dal 17 al 21 settembre 2025 torna il Festival del Fiume, giunto alla sua terza edizione e pronto ad allargare lo sguardo ben oltre i confini locali. Nato dal progetto P’Orto – Seminare incontri, coltivare possibilità di Pachamama APS, il festival utilizza il fiume come metafora di vita, connessione e trasformazione, intrecciando incontri, laboratori, performance teatrali e concerti in un percorso che invita a immaginare collettivamente un futuro più giusto e sostenibile. Il cuore pulsante resta il P’orto (Giardino della Docciola) a Pontassieve, ma l’edizione 2025 diventa diffusa e approda anche al Circolo Rinascita 72 di San Francesco a Pelago e alla Sala Barbugli nel Comune di Rufina, ampliando così pubblico, dialoghi e relazioni territoriali.

Un’edizione che allarga gli orizzonti: acqua, sostenibilità e conflitti globali

Il programma di quest’anno mette al centro l’acqua e la sostenibilità come temi cardine, con un focus speciale sui conflitti globali, a partire dalla situazione in Palestina. L’obiettivo è offrire strumenti di lettura critica e partecipazione attiva, riconoscendo come le questioni ambientali e quelle geopolitiche siano strettamente interconnesse: gestione delle risorse idriche, giustizia climatica, migrazioni, sicurezza alimentare, accesso ai beni comuni. Il festival propone così una trama di talk, momenti formativi e narrazioni artistiche che mettono in relazione i grandi scenari con i bisogni concreti delle comunità dei territori attraversati dal fiume.

Dalla cronaca al territorio: dopo le alluvioni di marzo 2025

Il tema del fiume assume un’urgenza ulteriore dopo gli eventi alluvionali del marzo 2025, che hanno sollecitato cittadini e istituzioni a interrogarsi su sicurezza idraulica, manutenzione, prevenzione e resilienza. All’interno degli incontri del Festival sarà dato ampio spazio ai contributi di esperti e tecnici sul tema della sicurezza dei fiumi, con riflessioni su pianificazione, criticità, buone pratiche e modelli partecipativi. L’idea è trasformare la fragilità evidenziata dalle emergenze in conoscenza condivisa e azioni concrete, promuovendo una cultura della prevenzione e della cura dei territori.

Una regia corale tra direzione artistica, coordinamento e team di progetto

Il Festival del Fiume è un’idea di Lorenzo Ci, che ne cura la direzione esecutiva e artistica. La coordinazione esecutiva è affidata a Matilde Sola, affiancata da un team di sviluppo e coordinamento composto da Irene Landi, Dea Azizaj, Alessandro Burchi e dal Settore 5 – tutela ambientale, sostenibilità e ciclo dei rifiuti del Comune di Pontassieve. Una squadra che lavora per integrare dimensione culturale e dimensione civica, con l’obiettivo di fare del festival uno spazio inclusivo, accessibile e partecipato, capace di intrecciare linguaggi diversi e generazioni differenti.

Luoghi, comunità e linguaggi: un festival diffuso

Pur mantenendo come baricentro il P’orto (Giardino della Docciola) a Pontassieve, questa edizione rafforza la vocazione itinerante e diffusa: il Circolo Rinascita 72 di San Francesco a Pelago e la Sala Barbugli a Rufina diventano tappe significative per allargare il raggio d’azione e coinvolgere nuove comunità. La scelta dei luoghi non è casuale: si tratta di spazi sociali, civici e culturali in cui il festival si radica per favorire incontri reali, scambio di saperi e relazioni durature. È qui che talk, laboratori, concerti e teatro si alternano per creare un palinsesto multiforme, capace di parlare tanto agli addetti ai lavori quanto a studenti, famiglie e associazioni.

Un programma che intreccia conoscenza e creatività

La forza del Festival del Fiume sta nell’abbinare rigore dei contenuti e potenza espressiva. I talk offrono chiavi di lettura e strumenti pratici su gestione delle acque, sostenibilità, diritti, giustizia climatica e conflitti; i laboratori puntano su metodologie partecipative e educazione ambientale; teatro e musica aprono percorsi emotivi e immaginativi, capaci di rendere vicine questioni complesse. Ne emerge un festival esperienziale, che spinge a guardare il fiume non soltanto come elemento naturale, ma come bene comune e archivio di memorie, laboratorio di cittadinanza attiva e innovazione sociale.

Perché partecipare: dal locale al globale, andata e ritorno

Partecipare al Festival del Fiume significa prendere parte a una conversazione aperta e plurale su temi che riguardano da vicino la qualità della vita: acqua potabile, gestione dei rischi, tutela dei paesaggi fluviali, politiche di adattamento climatico, responsabilità collettiva. Allo stesso tempo, il festival invita a non perdere di vista i legami globali: i conflitti, le disuguaglianze ambientali, l’accesso ai beni comuni e le ricadute che questi fenomeni hanno sulle comunità locali. È un viaggio di andata e ritorno tra locale e globale, con il fiume come guida e cornice.

Informazioni pratiche: dove trovare il programma completo e come contattare l’organizzazione

Il programma completo con date, orari e sedi degli appuntamenti è disponibile sul sito ufficiale: www.festivaldelfiume.it. Per richieste, proposte e informazioni è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo info@festivaldelfiume.it. La pluralità delle sedi – Pontassieve, Pelago e Rufina – permette di distribuire gli eventi e facilitare la partecipazione dei pubblici provenienti da territori diversi, riducendo gli spostamenti e favorendo un approccio sostenibile anche alla fruizione culturale.

Un invito alla cittadinanza: immaginare insieme nuove rotte

Il Festival del Fiume 2025 è più di una rassegna culturale: è un invito alla cittadinanza a rallentare, osservare e partecipare, costruendo insieme nuove rotte di convivenza con l’acqua e con l’ambiente. Attraverso la conoscenza e la creatività, il festival prova a trasformare i segni della crisi in occasioni di apprendimento e rinnovata responsabilità collettiva. In un tempo in cui l’acqua racconta fragilità, disuguaglianze e conflitti, ritrovarsi lungo i fiumi per ascoltare, confrontarsi e creare diventa un gesto politico e culturale di cura verso i luoghi che abitiamo.


In cinque giorni densi di contenuti e relazioni, il Festival del Fiume 2025 conferma la propria identità di cantiere aperto, dove cultura, scienza e partecipazione si incontrano per rimettere al centro l’acqua come bene comune e motore di futuro. Un appuntamento da segnare in agenda, con il fiume a fare da bussola tra Pontassieve, Pelago e Rufina.

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