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Capitini, Milani, Montessori. Educazione alla pace, un convegno a Firenze per rileggere maestri e pratiche del Novecento

di Leonardo Romagnoli
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Il 7 febbraio il Parterre di Firenze ospita una giornata di studio pensata per riportare al centro dell’agenda pubblica tre figure che hanno segnato in profondità il dibattito pedagogico e civile del Novecento. L’iniziativa, costruita attorno al titolo Educazione alla pace, è promossa dall’Istituzione culturale don Milani insieme al Gruf Asp, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, il Quartiere 2 e con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Vicchio e dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello.

Al lavoro, tra gli altri, la Fondazione Capitini, la Fondazione don Milani, il Gruppo don Milani di Calenzano, l’Opera Nazionale Montessori e il Centro Nascita Montessori. Un insieme eterogeneo di attori che restituisce il peso culturale dell’appuntamento e richiama una tradizione di ricerca educativa radicata nei territori toscani.


Tre eredità che continuano a interrogare il presente

Il convegno mette in dialogo la lezione di Lorenzo Milani, quella di Maria Montessori e l’opera civile di Aldo Capitini, affiancandole all’esperienza scolastica di Mario Lodi. Percorsi diversi, uniti da un’idea comune: l’educazione come strumento di emancipazione, responsabilità e autonomia.

L’apertura dei lavori è affidata al presidente dell’Istituzione don Milani Antonio Foti Valente, mentre le conclusioni saranno di Marco Tarquinio, oggi europarlamentare e per molti anni alla guida del quotidiano Avvenire. Presente anche il sindaco di Vicchio, Francesco Tagliaferri.


La mattinata: parola, esperienze e contesto storico

Il percorso si apre con un intervento di Lauro Seriacopi, vicepresidente della Fondazione don Milani, che ripercorre la centralità della parola nella scuola di Barbiana. A seguire, Enzo Brunetti e Andrea Grifoni riportano l’esperienza del doposcuola di Calenzano, sottolineando come quell’avventura formativa abbia avuto la forza di incidere sulla vita dei quartieri e sulle pratiche didattiche.

La mattinata scorre poi attraverso l’analisi del contesto educativo fiorentino del dopoguerra grazie al contributo dell’insegnante Tommaso Codignola, prima della pausa che chiude il primo blocco di lavori.


Pomeriggio tra laboratori, nonviolenza e metodo Montessori

Dopo il rientro, Roberto Lovattini introduce l’esperienza dei laboratori di Piadena e Barbiana, legata alle lettere dei bambini su pace, libertà e giustizia. Un filo che prepara l’intervento di Alberto Stella, della Fondazione Capitini, che concentra l’attenzione sulla nonviolenza e sulla compresenza come chiavi dell’educazione alla pace.

Ampio spazio è riservato al mondo montessoriano. Franco De Luca ripercorre l’attività del Centro Nascita Montessori, mentre Benedetto Scoppola, presidente dell’Opera Nazionale Montessori, ricostruisce il percorso dell’ente riconosciuto dallo Stato dal 1924. Donatella Pecori riflette poi sul rapporto tra autopoiesi e pace, seguita dagli interventi di Annamaria Ceccacci e Giovanna Bittoni, che riportano esperienze dirette di formazione e pratica quotidiana nelle scuole montessoriane.

La chiusura tocca a Marco Tarquinio, che propone una riflessione sul significato contemporaneo del concetto di pace in un quadro internazionale segnato da tensioni e instabilità.


Mostra fotografica e attività per bambini

Il programma si completa con una mostra fotografica dedicata ai percorsi di Milani e Montessori, visitabile venerdì 6 e domenica 8 febbraio con visite guidate su prenotazione. Domenica sono previsti anche laboratori per bambini tra i 3 e gli 8 anni: al mattino un’attività sulla magia del segno, tra arte e gioco, mentre nel pomeriggio l’Atelier Montessori apre uno spazio dedicato alla scoperta e alla sperimentazione.


Un confronto che torna alla radice dell’educare

Il convegno del Parterre non celebra solo tre grandi figure della pedagogia italiana. Riproponendo la loro eredità nel dibattito pubblico, richiama una domanda semplice e urgente: che cosa significa educare alla pace in un presente attraversato da conflitti, disuguaglianze e trasformazioni rapide.

La risposta, nelle molte voci che animeranno la giornata, sembra muoversi in un’unica direzione. Restituire centralità alla scuola come luogo di crescita, relazione e responsabilità condivisa.


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