di Aldo Giovannini
Domenica prossima, 24 agosto 2025, festa di San Bartolo, la famiglia Brunori (già proprietari delle vecchie Fornaci), nel ricordo dei loro cari, verrà celebrata alle ore 11 la Santa Messa, che sarà officiata da Monsignor Gilberto Aranci, all’interno dell’Oratorio di Santa Cristina.
Questa piccola chiesetta, ubicata all’interno dei campi di Pallone-Olmi, a sinistra sulla salitella della strada provinciale prima del bivio per San Cresci, venne innalzata nel 1721 dalla nobil famiglia Lapi di Montazzi, successivamente benedetta dal grande scrittore don Giuseppe Maria Brocchi (all’epoca parroco di Olmi). È ubicata, come sopra scritto, in un luogo quasi nascosto, fra casa Naldi e il Castellare, un piccolo lembo di terra davvero meraviglioso fra antiche alberature e i campi di Pallone.
Scrive Giuseppe Maria Brocchi nel libro sul Mugello (1748): “L’oratorio di Santa Cristina che fu da me benedetto, è posto vicino alla Villa dè Signori Lapi al Castellare, essendo essi padroni del detto Oratorio, situato nel popolo di Montazzi, ove pure – i Lapi – vi hanno un’altra villa……”
Come sopra scritto, all’interno ci sono le sepolture dell’antica famiglia Lapi, quindi i loro successori, la famiglia Borri, e in ultimo i componenti della famiglia Brunori. Ecco il motivo della riapertura straordinaria dell’Oratorio di Santa Cristina, che – come si legge nel cronicum della chiesa di Olmi – è stato un punto di riferimento religioso per le famiglie che abitavano in quel luogo.
Ma la verità storica ci ricorda che, al tempo dell’antica chiesa parrocchiale sopra la collinetta di Montazzi, denominata San Bartolo, ridotta ora a civile abitazione (bellissimo il libro del dott. Giovanni Brunori su quel territorio), per la festa del patrono San Bartolo, appunto dopo la domenica di Ferragosto, era uso andare processionalmente nell’Oratorio di Santa Cristina.
Piccole grandi storie di un tempo che fu e che tornano alla luce. Tutti, ovviamente, sono gentilmente invitati.
In copertina, l’Oratorio di Santa Cristina a Pallone-Olmi
(foto A. Giovannini)


