Dicomano: riaprono museo e area archeologica Frascole

Dicomano: riaprono museo e area archeologica Frascole

Ingresso controllato e mascherine

Con la Fase 2 riaprono anche i luoghi di cultura, con le misure di prevenzione e sicurezza. A Dicomano da questo weekend saranno nuovamente fruibili e visitabili gli scavi archeologici di San Martino a Poggio-Frascole e il Museo Archeologico Comprensoriale del Mugello e della Valdisieve, che fanno parte dell’itinerario archeologico della Toscana. Due luoghi ricchi di storia, fascino e cultura che riaprono al pubblico dal fine settimana, ma con le necessarie misure di sicurezza. E, per questo, è obbligatorio indossare la mascherina ed è previsto l’ingresso contingentato, in modo da garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale.

Il museo è visitabile il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, mentre gli scavi archeologici sono aperti la domenica e i festivi con orario 10-12 e 16-19.

Sottolinea l’assessore alla Cultura del Comune dicomanese Giulia Fossi: “La cultura è il motore di una comunità consapevole, per questo non ci siamo fermati durante il periodo di lockdown e abbiamo provato a offrire varie piccole opportunità a distanza. Adesso è il momento della ripartenza, così riapriamo il museo e gli scavi, con la speranza che in tanti possano cogliere il momento per riscoprire il nostro territorio. Ovviamente si raccomanda la massima responsabilità, quindi di seguire tutte le disposizioni per poterli visitare in sicurezza”.

”Cosa si può vedere agli scavi archeologici di Frascole:”

Il territorio di Dicomano è ricco di presenze archeologiche. L’area di Frascole è quella che ha restituito i più consistenti reperti. I numerosi scavi hanno permesso di scoprire, oltre alle fondamenta dell’antica chiesa romanica di S. Martino al Poggio, materiali riferibili dal VI sec. a.C. al I° sec. d. C., nonché il poderoso perimetro quadrangolare di un edificio etrusco, che probabilmente era una struttura difensiva a controllo della strada di transito proveniente dal Casentino.

E’ presumibile che l’edificio potesse essere una residenza fortificata (della stessa natura dei castelli medioevali) appartenente ad una grande famiglia gentilizia rurale. Non è comunque da scartare l’ipotesi che tale ritrovamento potesse essere anche un grande tempio in relazione a quei frammenti fittili ritrovati dal Gruppo Archeologico Dicomanese, attualmente conservati nel palazzo comunale di Dicomano. Il ritrovamento più interessante è una stele di tipo fiesolano. Si tratta di un monumento funerario del VI sec. a. C., ben conservato, con una decorazione a bassorilievo, che raffigura una figura maschile barbuta, che può tra l’altro indicare la presenza di un sepolcro tra la frazione di Frascole ed il capoluogo.

”Cosa si può vedere al sito dei Velasna:”

L’area archeologica di San Martino a Poggio offre al pubblico una visita davvero particolare

all’interno di un’area archeologica quotidianamente in esplorazione.

Il visitatore che giunge attraverso il sentiero pedonale, incontra per prima cosa i resti della piccola

Chiesa di San Martino, costruita alla metà del XIII secolo. Dietro di essa, si elevano per 3-4 m le mura di un grande edificio etrusco, a pianta rettangolare (32mX12m), diviso nell’interno in tre ambienti, il misterioso “fortilizio” della famiglia dei Velasna, il cui nome è inciso, in caratteri etruschi, su frammenti ceramici o forse invece, si tratta del podio di un grande “tempio etrusco incompiuto”, databile tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C.. Sul lato nord vi sono altri tre vani sempre databili allo stesso periodo, ma sicuramente con una fase di vita precedente, come suggeriscono le importanti e rare strutture realizzate in mattoni crudi trovate all’interno degli ambienti in corso d’indagine dell’edificio dei Velasna.

”Cosa si può vedere al Museo:”

Il Museo Archeologico Comprensoriale di Dicomano, che fa parte del Sistema Museale Mugello del Montagna Fiorentina, raccoglie le testimonianze archeologiche e storiche di tutto il comprensorio del Mugello, Alto Mugello e della Val di Sieve, con i reperti e i risultati degli scavi effettuati nei siti etruschi di San Martino a Frascole in Dicomano, Poggio Colla a Vicchio e “I Monti” di San Piero a Sieve. Sono ospitati, inoltre, reperti preistorici provenienti dal territorio di Palazzuolo sul Senio, dal Comune di Barberino di Mugello (Bilancino), Dicomano e altre località e materiali medievali e rinascimentali da Borgo San Lorenzo, Cafaggiolo, Barberino di Mugello (scoperti durante i lavori per l’invaso di Bilancino).

Il percorso espositivo prevede livelli diversi di lettura, generali o di approfondimento, attraverso due criteri principali: quello cronologico-topografico e quello didattico-tematico, adeguatamente segnalati all’ingresso. Suggestive anche le raffigurazioni stilizzate che accompagnano il visitatore per tutto il percorso. Un’attenzione particolare è stata dedicata ai più giovani, con pannelli tematici in cui da una parte si fa “rivivere” la lingua etrusca e la si utilizza per giocare con le parole e dall’altra si aiutano i ragazzi in età scolare a collocare nel tempo i periodi storici-archeologici.

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